<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694</id><updated>2012-01-26T00:18:38.717+01:00</updated><category term='Chiesa'/><category term='Mondo'/><category term='Index Librorum'/><category term='Storie'/><title type='text'>InfinitoQuotidiano</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>120</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-5696825010947617192</id><published>2012-01-26T00:13:00.002+01:00</published><updated>2012-01-26T00:13:42.739+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;A questo punto alzo le mani&lt;/b&gt;, ammetto la mia ignoranza e prendo in seria considerazione l’idea che a sbagliare, dico sul serio, sia io. Non è presunzione né finta umiltà, ma solo l’ennesima constatazione di un fatto che m’induce a ripensare, per l’ennesima volta, le mie scelte, le mie idee, le mie posizioni, le mie convinzioni. Ho tra le mani i libri, in uso nella mia parrocchia (e non solo), che sono usati per il catechismo in preparazione alla Comunione e alla Cresima. Tra le tante balordaggini ivi presenti, ne ho scovata una abbastanza grossa, relativa nientemeno che alla Chiesa cattolica. Mi spiego: basta sfogliare l’indice per cercare i capitoli e le pagine dove si spera di trovare qualche riferimento alla Chiesa cattolica e cercare di capire come Essa venga spiegata ai bambini. Il risultato? In alcuni capitoli la parola Chiesa (anche con la C maiuscola) compare, ma se poi si vanno a leggere i contenuti di quelle pagine le conseguenze sono due: perdita della fede o corsa nella prima chiesa (luogo di culto, quindi con la minuscola) dove si celebra una Messa realmente cattolica (quindi niente danze, chitarre e battiti di mano) a chiedere perdono a Dio di tanta colpa e implorare la Sua Misericordia. A dire il vero, un’altra soluzione ci sarebbe, ed è quella che prospettavo all’inizio. Ammettere di sbagliare. Infatti, se io dovessi pensare alla Chiesa cattolica e ne dovessi parlare a qualcuno direi che: “&lt;i&gt;La Chiesa è la società dei veri cristiani, cioè dei battezzati che professano la fede e dottrina di Gesù Cristo, partecipano ai suoi sacramenti e ubbidiscono ai Pastori stabiliti da Lui.&lt;/i&gt;” Lo ammetto, non sono parole mie ma prese pari pari dal Catechismo di San Pio X, punto 105. Il Catechismo non si usa più (tantomeno quello di Papa Sarto) perché la pastorale moderna aborre la memorizzazione di definizioni e formule e perché la fede è sola esperienza. Allora come si fa esperienza della Chiesa? Uno potrebbe pensare a un'udienza privata con il Sommo Pontefice o alla partecipazione all’Angelus domenicale. Giammai! L’Angelus è in latino e quindi dannoso per la salute mentale e spirituale dei piccoli; l’udienza non è possibile perché a noi questo Papa non piace. Fosse stato Giovanni XXIII o Giovanni Paolo II, tanto buoni, allora sì. Questo tedesco non ci piace e allora facciamo come se non esistesse. Se quello che ho scritto vi sembra assurdo (e lo è) e vi appare come fantacatechismo, beh, ricredetevi: nei sussidi per il catechismo dei ragazzi della Diocesi di Roma (quella dove sono morti Pietro e Paolo e dove sta la Sede Apostolica, ndr) del Papa, dei Vescovi, dei preti non si parla. La Chiesa cos’è? “La Chiesa siamo noi”, “La Chiesa ha bisogno di noi”, eccetera. Questi i titoli (che rasentano l’eresia) dei capitoli dei libri in questione. E il contenuto, come detto, è anche peggio. Del Papa non si parla, della gerarchia non si fa menzione, dell’unicità, la santità, la cattolicità e l’apostolicità della Chiesa non si dice nulla. Se poi questi giovani un domani pensassero che l’AS Roma calcio, lo Stato italiano, la repubblica delle banane, la comitiva di amici e il proprio complesso musicale siano la stessa cosa della Chiesa cattolica, ammettiamolo, non si può imputar loro nessuna colpa. La colpa andrebbe imputata non tanto a chi scrive certe amenità su certi libri (ognuno combatte la propria battaglia; Cristo di nemici ne ha molti), ma a chi assegna a questi sussidi la parvenza di ortodossia e permette (a vario titolo e grado) che arrivino nelle mani dei catechisti e, infine, dei ragazzi. Allora mi domando: quando la Congregazione per la Dottrina della Fede, nella Nota con le indicazioni pastorali per l’Anno della fede, al punto 9, dice: “&lt;i&gt;È auspicabile una verifica dei catechismi locali e dei vari sussidi catechistici in uso nelle Chiese particolari, per assicurare la loro piena conformità con il Catechismo della Chiesa Cattolica. Nel caso in cui alcuni catechismi o sussidi per la catechesi non siano in piena sintonia col Catechismo, o rivelino delle lacune, si potrà cominciare a elaborarne di nuovi&lt;/i&gt;”, non è che si riferisce proprio a questi libri? La soluzione, a mio avviso, non è, anche qui, nel nuovo. Ma nella riscoperta del vecchio. I testi ci sono, la loro validità e santità è indubbia, perché faticare e spendere tempo e denaro per qualcosa di nuovo che rischia, di essere peggiore di quello che già c’è, e non piuttosto tornare alle sane e antiche tradizioni? Domande alle quali, probabilmente, mai avrò una risposta chiarificatrice.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-5696825010947617192?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/5696825010947617192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/questo-punto-alzo-le-mani-ammetto-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5696825010947617192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5696825010947617192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/questo-punto-alzo-le-mani-ammetto-la.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-6951347444310287133</id><published>2012-01-23T10:48:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T10:48:22.583+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ho ritrovato tra gli appunti&lt;/b&gt; che conservo in vista di svilupparci sopra qualche riflessione per il blog due foglietti con alcune osservazioni inerenti la liturgia. Non me ne attribuisco la totale paternità, visto che molte sono figlie di vari incontri, conferenze e letture che ho fatto nel corso degli anni. Sono comunque utili alla causa di comprendere meglio, per vivere meglio, ciò che è la liturgia, come celebrarla e come viverla. Soprattutto con alcuni risvolti educativi, cioè su come educare, specie i più piccoli, alla liturgia. La liturgia, annotavo sui miei appunti è &lt;i&gt;“perdere tempo” per Dio&lt;/i&gt;. Non è quindi una routine, un compito noioso al quale adempiere, né tantomeno qualcosa che si può improvvisare. Siccome le preghiere e le formule si conoscono, i gesti pure, il resto si legge, allora non ci si prepara. No. Alla liturgia va dedicato il suo tempo. Che, a mio avviso, deve essere proporzionale al tempo che si dedica a tutto il resto delle proprie attività. Da laici come partecipanti della liturgia, da sacerdoti come esecutori dei riti liturgici. Ma, entrando più nel dettaglio, perché celebrare la liturgia, e perché farla bene? &lt;i&gt;La liturgia deve proporre qualcosa di alto.&lt;/i&gt; Ciò che ripeto spesso e che, altrettanto spesso, trovo disatteso nelle parrocchie dell’Urbe (quelle che ho la possibilità di conoscere) è che nella liturgia non dobbiamo inserire gli elementi profani della vita. Altrimenti questi prendono il sopravvento e la liturgia perde il suo carico e la sua valenza di totalmente-altro. Nella liturgia incontriamo Dio. Non un nostro amico. In questo senso, e non solo, si comprende il significato di una lingua diversa, di una gestualità diversa, di abiti specifici, di gesti particolari, ecc. Nella liturgia non si tratta di un incontro tra amici o tra conoscenti che condividono una stessa idea. Nella liturgia c’è Dio e a Lui va dato il suo posto. E gli va permesso di esprimersi. Chiaro che Dio può esprimersi come vuole e non dipende dai nostri sistemi, ma per la nostra limitatezza è più facile recepirLo e comprenderLo con un linguaggio specifico, con una gestualità specifica, ecc. Ciò che in questo senso troppo speso si sente dire è che la liturgia, specie quella domenicale, è una festa. Con questa terminologia, troppo spesso, si vuole misconoscere il valore sacrificale della Messa. Ma tralasciando quest’aspetto, bisogna ricordare che &lt;i&gt;non si va in chiesa per divertirsi, il divertimento ha altri, leciti, spazi e luoghi&lt;/i&gt;. La dimensione festiva della liturgia la si esprime in termini propri, non con chitarre, battiti di mano, capriole, sedie, danze, giravolte, palloncini, mortaretti e chissà cos’altro. Non è che siccome a casa festeggiamo con lo spumante e tirandoci le torte, in chiesa facciamo lo stesso. La liturgia ha un linguaggio proprio che bisogna accettare, conoscere, capire. Questo può avvenire solo con una sana educazione. Dai più piccoli ai più grandi. Si pensa che per far comprendere la liturgia bisogna usare gli stessi linguaggi del mondo. Ma &lt;i&gt;oggi il linguaggio della comunicazione tende a stupire, con la conseguenza che non ci stupiamo più di niente&lt;/i&gt;. La liturgia ha e deve avere un linguaggio diverso. E ancora: &lt;i&gt;la liturgia è già di per sé catechesi&lt;/i&gt;. Non vanno a essa aggiunte parti, tolte altre che reputiamo meno facili da capire o meno efficaci. La liturgia è quella di Santa Romana Chiesa. Ogni alterazione è un abuso. Un peccato di presunzione. Una distorsione. Educare significa anche preparare all’ascolto. Molti non sanno farlo. Il legame che passa tra liturgia e catechesi è strettissimo. &lt;i&gt;Una liturgia senza catechesi è ritualismo, cerimonia […] Una catechesi che non conduce alla liturgia è ideologia&lt;/i&gt;. La liturgia rende vivo ciò che con la catechesi si è insegnato. Ancora per quel che riguarda un aspetto dell’educazione: &lt;i&gt;memorizzazione delle parole delle preghiere, della professione di fede. Quando i ragazzi cresceranno, magari lontano dalla Chiesa, dentro di sé cosa troveranno?&lt;/i&gt; Sono molte le testimonianze in questo senso di uomini che si sono convertiti grazie a quei fondamenti chiari e precisi che il catechismo aveva fissato in loro da piccoli. Noi però, cattolici adulti, non insegnano più niente, non aiutiamo a memorizzare, puntiamo sull’esperienza, sulla sentimentalità delle cose. Sarebbe quindi opportuno, quantomeno umile e saggio, affidarci a quei metodi educati che per secoli hanno garantito alla Chiesa tanti santi. Non che oggi non ce ne siano, ma il rischio è che finiscano nell’anonimato perché convinti che la fede è un aspetto privato della vita. La fede va vissuta, in maniera sana e santa nella liturgia cattolica (non quella inventata o storpiata). Una fede vissuta genera santi. I santi generano santità e conversione. E la conversione porta alla salvezza di un mondo che senza Dio, il Dio di Gesù Cristo, pensa che possa salvarsi con le riforme e le finanziarie e non si rende conto che sta solo accelerando la sua corsa verso la disperazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-6951347444310287133?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/6951347444310287133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/ho-ritrovato-tra-gli-appunti-che.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6951347444310287133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6951347444310287133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/ho-ritrovato-tra-gli-appunti-che.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-4351324423242099604</id><published>2012-01-18T10:01:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T10:04:36.062+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://i.ytimg.com/vi/vCjYbo6E3kw/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vCjYbo6E3kw?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/vCjYbo6E3kw?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;«Se tu riuscissi ad aprirti alla Parola&lt;/b&gt; […] tu puoi anche accompagnarmi per le case a portare la Parola» &lt;/i&gt;Questa la battuta del video tratto dal film di Massimo Troisi, &lt;i&gt;Ricomincio da tre&lt;/i&gt;, del 1981. Ed è lo stesso Troisi che poi, nel finale del video, si domanda stupito se è mai possibile che “si vada a vendere casa per casa Gesù Cristo come fosse un’enciclopedia”. Viviamo in una Chiesa che, sembra, aver aggiornato se stessa, tanto da aver integrato, per dirla con Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, negli ormai obsoleti sette Sacramenti, un ottavo: la Parola, appunto. Rigorosamente con la lettera maiuscola. Quest’ossessiva attenzione per la Scrittura, che se fosse sana non causerebbe certo problemi, porta a traslare l’attenzione dei fedeli da Gesù Cristo stesso, alla Parola. Sembra di vivere in ambienti protestanti dove la &lt;i&gt;sola scriptura&lt;/i&gt; è il fondamento della fede. E la Parola sembra essere il ritornello dominante di ogni predicazione e di ogni scelta pastorale. Tanto è diventata importante che capita di assistere all’adorazione della Scrittura (con appositi tabernacoli, da non confondere con i cattolici troni) e a trascurare l’Eucarestia. Perché non va dimenticato che il centro della fede è il Cristo risorto, non la sua predicazione. Essa è sì importante e utile, ma non è la parola che salva, ma la morte di Cristo. E Gesù Cristo &lt;i&gt;“non venne a fondare una biblioteca di scritti, sia pure ispirati da Dio; ma venne a fondare una società di persone viventi, alla quale ha assicurato l’indefettibilità anche dottrinale: la Chiesa cattolica.” [W. Martin – Habemus Papam]&lt;/i&gt; Ed è questa Chiesa cattolica che determina l’attendibilità, la sacralità e la veridicità della Scrittura. Sia perché la Chiesa viene prima della Bibbia come noi cattolici la conosciamo (il nuovo Testamento esiste perché c’è stata un’autorità che l’ha selezionato tra i numerosi scritti, molti dei quali inattendibili e per questo non canonici), sia perché è la Chiesa cattolica l’unica in grado di interpretare le Scritture. Se la Chiesa viene messa tra parentesi, la retta e vera interpretazione della Bibbia viene meno, con i risultati a cui assistiamo. Si è arrivati al punto che la Scrittura s’interpreta da se stessa (come capita in molti movimenti ecclesiali o presunti tali), tradendo così ogni elemento del Catechismo cattolico. La Rivelazione, infatti, non si esaurisce nel Testo sacro, ma vive nella Tradizione e nel Magistero della Chiesa. Quest’Ultima è la garante dell’autenticità della Scrittura e l’Unica in grado di leggerla, comprenderla e annunciarla. Si trovano in commercio bibbie che pretendono di interpretare i passi della Scrittura con altri passi biblici, chiudendosi così in un circolo vizioso e finendo così per non sentire più il bisogno di ascoltare il Papa. Infatti, il Papa non lo ascolta più nessuno. O quasi. Tanta attenzione alla Parola, ha generato una trappola di parole nella quale la Chiesa sembra essere caduta. Per ogni occasione c’è un discorso, un intervento, una prolusione, un convegno, un saluto, un messaggio. Parole su parole, carta su carta, che l’unica cosa certa che ha partorito è la confusione nei fedeli. Che non sanno più qual è la verità, e non hanno più nella testa e nel cuore quelle definizioni chiare, brevi e inoppugnabili, come ad esempio quelle che il Catechismo di san Pio X ha prodotto. Per ogni cosa che si deve dire si fanno numerosi giri di parole. Il parlare non è più “si si o no no”. Tanto parlare e scrivere ha prodotto quella crisi che, tra gli altri fenomeni, ha prodotto quello attuale per cui lo sforzo maggiore che la Chiesa deve fare è quello di interpretare, capire e illustrare, ciò che in precedenza si è detto e scritto. Creando così un corto circuito verbale impressionante. San Paolo, a proposito della Sacra Scrittura, dice che &lt;i&gt;“è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla” [Eb 4,12] &lt;/i&gt;Andrebbe quindi maneggiata con cura, da chi ne ha le capacità. Per questo la Chiesa, prima degli ultimi cinquant’anni, ha evitato accuratamente che i fedeli laici leggessero da soli la Scrittura. Non perché così, come i più sospettano e pontificano, aveva il controllo delle masse, ma perché così tutelava le loro coscienze e la loro fede. Guarda caso (per chi ci crede, io no) le eresie, e i danni che da esse derivano, nascono sempre laddove c’è un accanimento nello studio della Parola, trascurando l’adorazione e la contemplazione della Presenza Reale di Gesù Cristo. Perché non è un caso (di nuovo) che all’aumentare dell’importanza data alla Parola, sia diminuita quella data all’Eucarestia. Così come non è un caso (e tre) il proliferare di quella che Benedetto XVI chiama “religiosità del supermarket”, per cui ciascuno prende ciò che vuole, trascurando ciò che non gli piace o gli è indifferente. Per ogni testa pensante c’è un tipo di religione, un tipo di Scrittura, un tipo di interpretazione. La cattolicità viene meno. Ancora: &lt;i&gt;“Sembra prevalere una lettura fondamentalista della Bibbia (fideismo), concepita, in modo protestante, come l’unica realtà che permette all’uomo di incontrare Dio! Niente Tradizione, Magistero, documenti ufficiali della Chiesa. La catechesi centrata solo sulla Bibbia si presta a manipolazioni. Il solo Bibbia è sempre stato il pallino dei protestanti e di tutte le sétte. La Catechesi autentica deve attingere a tutte le sue fonti, visitate in modo organico e contestuale: Tradizione, Magistero, Bibbia, Liturgia, Padri della Chiesa, la Vita e gli insegnamenti dei Santi, sana teologia e dottori della Chiesa, la stessa storia della Chiesa.” (Rivista Fede e Cultura)&lt;/i&gt; Se Nostro Signore non c’ha lasciato niente di scritto di Suo pugno, un motivo ci sarà. Se la cosa principale che ha voluto lasciarci è l’Eucarestia, cioè il Suo corpo e il Suo sangue, un altrettanto valido motivo ci sarà.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-4351324423242099604?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/4351324423242099604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/se-tu-riuscissi-ad-aprirti-alla-parola.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4351324423242099604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4351324423242099604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/se-tu-riuscissi-ad-aprirti-alla-parola.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1498164808878679088</id><published>2012-01-14T08:14:00.001+01:00</published><updated>2012-01-14T08:16:30.647+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;È sempre motivo di grandi riflessioni,&lt;/b&gt; di entusiasmi (forse facili) e di grandi progetti, il rapporto che intercorre tra gli uomini e la Rete. Internet, il web e tutta la tecnologia a esso annesso hanno rivoluzionato la vita degli uomini in maniera onestamente molto veloce. Tra questi uomini, molto spesso, ci sono anche degli uomini ‘religiosi’, che hanno una fede, un credo. Questa loro religiosità, fede, credo, viene così a contatto con la rete, il web e la tecnologia. E ci si domanda e ci s’impegna nel far sì che la fede entri in questi spazi. Motivazioni molto spesso sacrosante. Riflessioni profonde e interessanti. Restano tuttavia le perplessità, mie, sul rapporto che intercorre tra la fede cattolica e la Rete. Ovviamente non parlo di una fede generica in qualche spirito o Essere sovrumano. Ma la fede nel Dio di Gesù Cristo. La differenza è sostanziale. Aldilà della veridicità dell’una rispetto all’altra, credere nel Dio che si è fatto uomo in Gesù Cristo ha delle conseguenze ben importanti, anche per quel che riguarda la Rete. Viene in soccorso alle mie diffidenze e alle mie perplessità un brano estratto da un’opera importante e bella, quale quella di Fabrice Hadjadj, &lt;i&gt;La fede dei demoni&lt;/i&gt;, dove lo scrittore e filoso francese di origine ebraica, convertito poi al Cattolicesimo, dice: «&lt;i&gt;Più che mai, nell’epoca pericolosa della digitalizzazione dell’annuncio e di una comunione a banda larga occorre insistere sull’attualità, sulla permanente novità della prossimità fisica nell’ordine più spirituale. Il che non vuol dire che occorra disprezzare i libri, giornali, conferenze, multimedia, superproduzioni, a comprendere che questi mezzi pesanti, superiori quando si tratta di vendere un prodotto, sono inferiori allorché si deve testimoniare la fede. Io posso predicare l’amore per il prossimo con un’arma di divulgazione di massa, in mondovisione. Ma meglio sarebbe predicare questo amore in una prossimità corporale, senza alcuno schermo di mezzo, perché se l’arma di divulgazione di massa ha un’efficacia di ottimale nel promuovere uno slogan dell’odio o una console di gioco, essa si rivela impotente per incontrare una persona nella sua interiorità, unica e non somigliante a nessun’altra. Si può addirittura considerare che vi sia tanta distanza tra l’amore del prossimo e la Buona Novella resa virtuale, quanta ce n’è tra l’amplesso coniugale e la pornografia.&lt;/i&gt;» Ecco cosa centra l’Incarnazione di Gesù Cristo con la Rete. Dio ha assunto una carne, una natura umana, che ha un’importanza non indifferente, da non trascurare quando si parla dell’uomo cibernetico, dell’uomo tecnologico, o come lo si voglia chiamare. Si pensa, erroneamente, che i nuovi media, la Rete, sia solo un mezzo da utilizzare per evangelizzare. A questo proposito prosegue Hadjad: «&lt;i&gt;Dobbiamo credere, del resto, che ai fini di una comunicazione ottimale il Creatore ci abbia dotati – con i nostri corpi, i nostri occhi, le nostre mani, le nostre bocche – di tutto ciò che è necessario per andare dritto all’essenziale. Se la telefonia mobile fosse stata quanto di meglio esiste in questo campo, possiamo essere certi che saremmo stati dotati di poteri telepatici. In caso contrario non è così. Soltanto le nostre braccia libere di tutto sono adatte ad abbracciare un fratello. Soltanto il palmo delle nostre mani nude hanno la capacità di saper accarezzare un volto. E occorre che le nostre bocche abbandonino il megafono, per essere in grado di baciare. Da questo punto di vista il modello perfetto di comunicazione si trova nei sacramenti. È lì che si comunica ciò che vi è di più grande: questa comunicazione si attua sempre nella vicinanza corporale, nel contatto fisico.&lt;/i&gt;» Noi cattolici nella rete dobbiamo starci, ma per portare fuori la gente; per permettere un incontro tra uomini, tra due corporeità. «&lt;i&gt;Nei sacramenti, sempre, c’è la presenza reciproca dei corpi: è impossibile confessarsi tramite Messenger o confessarsi via webcam. I sommi doni dell’Eterno reclamano la mediazione di questa carne deperibile, e piuttosto che effondersi a distanza, senza un volto, senza l’incontro col prossimo, la grazia diventa più viva allorché è offerta attraverso un parroco grassoccio.&lt;/i&gt;» I sacramenti, la grazia di Dio, sono per le persone, per la carne, non per i profili o per gli avatar. E non c’è da sottovalutare che questa invasiva concezione dell’uomo cibernetico, cioè privo di un corpo, di una carne, non possa derivare da colui che questa carne disprezza più di altri, da colui che all’origine del mondo, per invidia e gelosia, non accettò che il Verbo si fece carne e a quel Verbo si ribellò disobbedendo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1498164808878679088?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1498164808878679088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/e-sempre-motivo-di-grandi-riflessioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1498164808878679088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1498164808878679088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/e-sempre-motivo-di-grandi-riflessioni.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-414731975924970118</id><published>2012-01-12T11:10:00.001+01:00</published><updated>2012-01-12T11:10:57.642+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quando tutto intorno&lt;/b&gt;, ma soprattutto davanti a te, vedi un orizzonte dipinto dei colori che rispecchiano i tuoi sogni più profondi, con un tratto delicato ma deciso, così preciso che non puoi dubitare che non esista, ma soprattutto che esista qualcosa di migliore, ecco che credi di aver trovato la felicità. Ti prepari allora e ti vesti con il tuo abito migliore. Se non ce l’hai lo acquisti. T’indebiti per ottenere ciò che corrisponde a quell’orizzonte lì. Unico. Preparato apposta per te. Non può essere, ma lo vedi. C’è. E allora tanto vale spendersi e impegnarsi perché quell’orizzonte sia sempre più vicino. Così vicino che diventi realtà. E allora corri. Corri. E corri così tanto che il fiato ti abbandona poco a poco. Ma non t’importa. Perché sai che davanti a te c’è aria nuova. Aria buona. La tua aria. Se poi i polmoni si svuotano, ma ancora non sei giunto al traguardo, chiudi gli occhi. Le lacrime provocate dai dolori lancinanti sono un beneficio per il volto segnato dalla fatica. Quando si ha una meta tutto diventa sopportabile. Ma arriva il momento che proprio non ce la fai e crolli. In maniera goffa e maldestra. Così goffa e maldestra che ti fai anche male. Ma il dolore più grande è alzare lo sguardo e vedere sempre davanti a te quell’orizzonte che inseguivi. Non è ancora presente. È sempre futuro. Anche l’aria che respiri è la stessa. Allora inizi a dubitare che sei il protagonista di un nuovo Truman Show. Che l’orizzonte è di cartone. Magari disegnato e dipinto proprio da Dio. Ma da un dio perfido che sa ciò che vuoi, ma che non ti permette di raggiungerlo. E se pure lo raggiungessi, sarebbe di cartone. Finto. Come la felicità. Vorresti tornare indietro. Tornare alle tue cose. Forse, dopo questa fatica, anche quella monotonia acquisterebbe senso e bellezza. Perché sarebbe vera. Incominci a tornare sui tuoi passi. Ma la mente è ancora là, a quell’orizzonte. Davvero è possibile che fosse tutto finto? Eppure c’è chi ne parla di quell’orizzonte. C’è chi dice di averlo sperimentato, vissuto. Ti sembrano chiacchiere. Cattiverie. Ingiustizie. Non capisci perché, ma le cose sono due. O non esiste niente di tutto ciò o se esiste, non è roba per te. Il che aumenta solo il disprezzo per il mondo, la rabbia per tutti coloro che si gloriano di questa felicità che a te è preclusa e la voglia di sparire e non aver niente a che fare con il mondo. Ma in fondo, a tutta questa storia, c’è un equivoco. Così grosso che per chi ci sta davanti, dentro, non lo nota. Ma il problema è cosa s’intende per felicità. La felicità non sta nel fare o non fare, nel vedere o non vedere, nel sentire o non sentire, ma nell’essere. E l’essere non si cambia dall’oggi al domani. L’essere non si cambia a parole. L’essere si cambia con l’amore (e bisognerebbe capire cosa realmente sia). Non si fa la felicità, non si vede la felicità, né si sente. Si è felici o no. Forse per arrivare all’estate è sempre necessario passare per l’autunno e l’inverno. Questi non dipendono dall’uomo. E non può l’uomo, pena la follia, credere che sia estate quando fuori (e dentro) c’è il ghiaccio. Per sperimentare la Resurrezione è necessario morire. Per essere felici, forse, è necessario soffrire ed essere infelici. La felicità è un dono, una trasformazione dell’essere. Una grazia. Che come c’è donata ci può essere tolta. Da Dio e dagli uomini. Per ragioni a noi spesso sconosciute. Certo è che l’infelicità non è una colpa da imputare a chi non è felice. Forse, al massimo, è una condanna e una pena da scontare. O, una purificazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-414731975924970118?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/414731975924970118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/quando-tutto-intorno-ma-soprattutto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/414731975924970118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/414731975924970118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/quando-tutto-intorno-ma-soprattutto.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1555630602651786703</id><published>2012-01-05T09:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T09:41:18.611+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Così per diletto&lt;/b&gt;, come mi ero ripromesso da qualche (troppo) tempo, mi sono letto i documenti del Concilio di Trento (1545-1563). Concilio che ha visto la guida di ben tre papi: Paolo III, Giulio III e Pio IV. L’ho fatto per curiosità e per necessità. Trento e l’aggettivo a esso derivante, “tridentino”, è l’etichetta che si pone addosso a quei cattolici che criticano alcune scelte ecclesiali moderne. Dove per moderne s’intendono gli ultimi cinquant’anni. Sì proprio quelli dal Concilio Vaticano II (compreso) e successivi. Tridentina è la Messa prima dell’attuale riforma (quella cosiddetta in latino); tridentina è una presunta visione antiquata della Chiesa e dell’uomo; tridentina è un’altrettanta presunta visione sbagliata di Dio, della grazia, dei Sacramenti, ecc. Siccome stiamo parlando di temi di fede, di verità, l’errore non può sussistere. Siccome crediamo che la Chiesa insegni infallibilmente, l’errore non può esserci. Così quello che ha insegnato la Chiesa infallibilmente nel corso della Sua storia (a Trento ma anche altrove) non può essere diverso da quello che viene insegnato e oggi e che, temo, crediamo oggi. Quindi qualche anomalia c’è. Anche bella grossa e preoccupante. Riporto di seguito un elenco di citazioni sparse, estrapolate dai vari documenti del Concilio di Trento, dove (a differenza di tanti pronunciamenti recenti) con un linguaggio chiaro e definito, s’insegna e si ricorda cosa crede la Chiesa cattolica. Ci sono un po’ di sorprese, credo, nel costatare come molte (se non tutte) delle seguenti affermazioni contrastino con le cose che ascoltiamo dai pulpiti e nei catechismi oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Nella chiesa di Dio mai si è creduto che si potesse trovare una via più sicura per allontanare una punizione imminente da parte di Dio di quella che gli uomini pratichino queste opere di penitenza con vero dolore dell’animo &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XIV - Capitolo VIII] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insegna, inoltre, questo sinodo che la larghezza della munificenza divina è così grande, che noi possiamo soddisfare presso Dio, per mezzo di Gesù Cristo, non solo con le penitenze da noi scelte spontaneamente per scontare il peccato o imposte a noi ad arbitrio del sacerdote secondo la gravità del peccato, ma anche (ed è il segno più grande dell’amore) con i flagelli temporali, da Dio inflittici e da noi accettati pazientemente. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XIV - Capitolo IX] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno dirà che le soddisfazioni, con cui i penitenti per mezzo di Gesù Cristo cercano di riparare i peccati non sono culto di Dio, ma tradizioni umane, che oscurano la dottrina della grazia e il vero culto di Dio e lo stesso beneficio della morte del Signore, sia anatema. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XIV - Canoni sul Santissimo Sacramento della Penitenza - §14] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno afferma che il timore dell’inferno, per il quale, dolendoci dei peccati, ci rifugiamo nella misericordia di Dio o ci asteniamo dal male, è peccato e rende peggiori i peccatori: sia anatema. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione VI - Canoni sulla giustificazione - §8] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno afferma che la fede giustificante non è altro che la fiducia nella divina misericordia, che rimette i peccati a motivo del Cristo, o che questa fiducia sola giustifica: sia anatema. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione VI - Canoni sulla giustificazione - §12] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno dirà che nel santo sacramento dell’eucarestia Cristo, unigenito figlio di Dio, non debba essere adorato con culto di latria, anche esterno; e, quindi, che non debba neppure esser venerato con qualche particolare festività; ed esser portato solennemente nelle processioni, secondo il lodevole ed universale rito e consuetudine della santa chiesa; o che non debba essere esposto alla pubblica venerazione del popolo, perché sia adorato; e che i suoi adoratori sono degli idolatri, sia anatema &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XIII - Canoni sul Santissimo Sacramento dell’Eucarestia - §6] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno dirà che nella messa non si offre a Dio un vero e proprio sacrificio, o che essere offerto non significa altro se non che Cristo ci viene dato a mangiare, sia anatema. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XXII - Canoni sul Santissimo Sacrificio della Messa - §1] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno dirà che il sacrificio della messa è solo un sacrificio di lode e di ringraziamento, o la semplice commemorazione del sacrificio offerto sulla croce, e non propiziatorio; o che giova solo a chi lo riceve; e che non si deve offrire per i vivi e per i morti, per i peccati, per le pene, per le soddisfazioni, e per altre necessità, sia anatema. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XXII - Canoni sul Santissimo Sacrificio della Messa - §3] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno dirà che le messe, nelle quali solo il sacerdote si comunica sacramentalmente, sono illecite e, quindi, da abrogarsi, sia anatema. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XXII - Canoni sul Santissimo Sacrificio della Messa - §8] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno dirà che il rito della chiesa Romana, secondo il quale parte del canone e le parole della consacrazione si profferiscono a bassa voce, è da riprovarsi; o che la messa debba essere celebrata solo nella lingua del popolo; o che nell’offrire il calice non debba esser mischiata l’acqua col vino, perché ciò sarebbe contro l’istituzione di Cristo, sia anatema. &lt;br /&gt;[Concilio di Trento, Sessione XXII - Canoni sul Santissimo Sacrificio della Messa - §9] &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe benissimo discutere della materia e della sostanza di queste proposizioni. Non sarei in grado di farlo io. Da semplice cattolico apostolico romano quale sono, mi basta però ricordare una cosa: se ci vogliamo definire cattolici, se vogliamo appartenere alla Chiesa cattolica (che è un onore!), questo è quello in cui crediamo. Se si vuole insegnare altro, perché si crede altro, si vada in altri luoghi (il mondo vi accoglie a braccia aperte). Risolviamo quest’angosciosa ed eretica dicotomia che non giova a nessuno e, tantomeno, salva nessuno. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1555630602651786703?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1555630602651786703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/cosi-per-diletto-come-mi-ero-ripromesso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1555630602651786703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1555630602651786703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/cosi-per-diletto-come-mi-ero-ripromesso.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-8297388993204680205</id><published>2012-01-03T14:39:00.004+01:00</published><updated>2012-01-03T14:39:33.295+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Inizia un nuovo anno&lt;/b&gt;, il 2012, che per i cattolici significherà, a ottobre, l’inizio dell’&lt;i&gt;Anno della fede&lt;/i&gt;. Ed è questa, più che di tante altre cose, ciò di cui abbiamo bisogno. Una fede vera, semplice, limpida, solida. Una fede, insomma, cattolica. Spero che quest’Anno della fede sia organizzato e svolto in maniera sana e santa. Che non si perda dietro cose accessorie o secondarie, importanti quanto si vuole, ma certamente che vengono dopo. Prima la fede. Poi tutto il resto. &lt;i&gt;“Capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato” [Benedetto XVI – Porta Fidei]&lt;/i&gt; Questo scrive Papa Benedetto XVI nel Motu Proprio d’indizione di questo Anno santo. Questo credo sia l’aspetto centrale della questione: rimettere Dio al centro, la fede in Lui. Tutto il resto viene, e in abbondanza, solo se c’è la fede. La fede in Gesù Cristo. Ed è di Lui, di quello che di Lui dice e insegna la Chiesa, che vorrei che i nostri sacerdoti e vescovi ci parlassero. Non di cultura, di scelte politiche, di emergenze sociali. Di questi argomenti ci hanno riempito le orecchie e svuotato i cuori! La Chiesa è altro, ci parli di Dio. Di chi è, di come ci salva. Come possiamo e dobbiamo lodarlo e adorarlo. Ci ripeta che Dio va lodato e adorato. C’insegnino la Chiesa, i preti e i vescovi tutti, come ricevere le grazie che Dio effonde, come santificarci, come prepararci a morire e così, magari, anche come saper vivere. La cultura, la politica, le scelte sociali richiedono una fede. Si parla di cultura, politica e società dando per scontata una fede che però, miseramente, non c’è. Perciò ognuno mette la sua. È il relativismo che imperversa e l’eresia che infetta. Non è la cultura che salva. Non è la politica che salva. Non è l’umanitarismo che salva. Dio salva. Di Dio ci può dire qualcosa la fede. La fede che la può spiegare la Chiesa. Che questo sia un anno santo, di grazia, di comprensione della vera fede. Non di quella sentimentalistica che oggi ci dicono e che va bene per tutti, perché scalda il cuore (la grappa, dà risultati migliori). Sicuramente ci saranno coloro che saboteranno questo anno santo. Con l’indifferenza o contrastandolo dall’interno, rendendo la fede, un surrogato sentimentalista che non salva nessuno. Fuggiamo da costoro. Speriamo e preghiamo, che torni la primavera, l’estate, il sole, nella Chiesa. Che l’inverno seguito al Vaticano II, come detto da Paolo VI, finisca e cessi di mietere vittime. E la luce, il calore e la verità della fede cattolica, risplenda luminosa sul mondo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-8297388993204680205?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/8297388993204680205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/inizia-un-nuovo-anno-il-2012-che-per-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8297388993204680205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8297388993204680205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2012/01/inizia-un-nuovo-anno-il-2012-che-per-i.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-24811923565724321</id><published>2011-12-30T17:00:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T17:00:34.171+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Concludo questo 2011&lt;/b&gt; con l’ennesima, e probabilmente nemmeno l’ultima, incursione nel grande tema dell’amore. Questa volta lo faccio senza commenti, senza glosse, senza aggiunte. Riporto fedelmente il testo estratto da un saggio, dal titolo &lt;i&gt;“Realismo cristiano”&lt;/i&gt; di Romano Guardini, raccolto nel volume &lt;i&gt;Fede-Religione-Esperienza&lt;/i&gt;. Ve le lascio con la loro semplicità, con la loro bellezza, con la loro profondità. È il mio augurio per ciascuno che leggera questa pagina: di avere la grazia, per usare le parole di Guardini, di &lt;i&gt;“liberare lo sguardo perché possa cogliere Dio”&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;“Questo è amore e significa che esso è verità:&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;amare vuol dire aprirsi alla verità dell’altro. &lt;br /&gt;Anzi, aiutare l’altro a conseguire tutta la sua verità. &lt;br /&gt;Non coartarlo in un’immagine che la nostra propria volontà gli prescrive, &lt;br /&gt; ma aiutarlo a farsi integralmente colui che egli è di per se stesso.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Proprio in ciò anche chi ama diviene lui stesso vero, &lt;br /&gt;poiché l’autentico inganno è la ricerca di sé;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;e questo farsi veri nell’obbedienza verso la realtà, &lt;br /&gt;libera anche lo sguardo perché possa cogliere Dio. &lt;br /&gt;E questo è umiltà. Infatti umiltà non significa avvilire se medesimi, &lt;br /&gt;ma rinunziare a che l’essere debba essere in modo diverso &lt;br /&gt;da come esso è in virtù del volere di Dio.” &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-24811923565724321?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/24811923565724321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/concludo-questo-2011-con-lennesima-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/24811923565724321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/24811923565724321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/concludo-questo-2011-con-lennesima-e.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-4775668630214403877</id><published>2011-12-26T16:03:00.001+01:00</published><updated>2011-12-26T16:09:27.841+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mZDRcJSeHmk/TviL_x-Gu2I/AAAAAAAAAHs/cQD0Ud6POOM/s1600/IMG-20111225-00083.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://4.bp.blogspot.com/-mZDRcJSeHmk/TviL_x-Gu2I/AAAAAAAAAHs/cQD0Ud6POOM/s400/IMG-20111225-00083.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Presepe Piazza San Pietro&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Cristo Gesù,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;pur essendo nella condizione di Dio,&lt;br /&gt; non ritenne un privilegio&lt;br /&gt; l’essere come Dio,&lt;br /&gt; ma svuotò se stesso&lt;br /&gt; assumendo una condizione di servo,&lt;br /&gt; diventando simile agli uomini.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;[Fl 2,5-7]&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Così è l'amore.&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-4775668630214403877?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/4775668630214403877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/presepe-piazza-san-pietro-normal-0-14.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4775668630214403877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4775668630214403877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/presepe-piazza-san-pietro-normal-0-14.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mZDRcJSeHmk/TviL_x-Gu2I/AAAAAAAAAHs/cQD0Ud6POOM/s72-c/IMG-20111225-00083.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-7830860990534084491</id><published>2011-12-23T08:19:00.002+01:00</published><updated>2011-12-23T08:19:12.238+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tirava un forte vento e pioveva come non si ricordava da anni in quel campo fuori città. C’erano due piante, entrambe giovani, entrambe con una gran voglia di esserci nel mondo, di sentirne i suoi sapori, i suoi odori. Di guardarne i colori. Di vivere. Volevano vivere. Erano state piantate insieme. All’inizio le loro vite erano state le stesse. Stesse cure, stessi cibi, stesse attenzioni. Erano felici. Sognavano un futuro insieme, da affrontare uno affianco all’altro. Dopo qualche anno però le cose cambiarono. Il padrone del terreno iniziò a cambiare comportamento. A una delle due piante permetteva di stare all’aria aperta. L’altra l’aveva costretta dentro una gabbia dalla quale non riusciva più a godere della vista del mondo. Il vento non le attraversava più le foglie, ma solo molto raramente le era permesso di stare all’aria aperta. Anche l’acqua era loro distribuita in maniera diversa. Alla prima pianta ne era data tanta, in abbondanza. Quasi era travolta. Ed era uno spettacolo vedere scendere sopra di lei tutta quell’acqua e vedere il riflesso delle gocce che rimanevano sopra di lei quando il sole iniziava, lentamente, ad asciugarla. Per l’altra pianta, invece, l’acqua era diventata un sogno. Sempre poca, solo in alcuni punti precisi. A lei non era permesso quello spettacolo che all’altra pianta era concesso. La tristezza la colpì. Erano nate e cresciute insieme. Non capiva perché quella differenza di trattamento. Voleva morire piuttosto che continuare un’esistenza così. La vita non era come se l’era immaginata e come l’avevano sognata insieme. Tirava un forte vento e pioveva come non si ricordava da anni in quel campo fuori città. La pianta triste sarebbe stata felice se avesse avuto qualcuno che le spiegasse che quelle protezioni contro il vento e quella limitata erogazione di acqua le permettevano di vivere. Le piante non sono tutte uguali. Non tutte sopportano lo stesso vento. Non tutte necessitano della stessa acqua. Basta un poco di più e muoiono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così è l’amore. Guarda alla realtà, alla verità della persona, a quello di cui ha bisogno. “Amare è volere il bene dell’altro e adoperarsi efficacemente per esso” [Benedetto XVI] &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-7830860990534084491?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/7830860990534084491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/tirava-un-forte-vento-e-pioveva-come.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7830860990534084491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7830860990534084491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/tirava-un-forte-vento-e-pioveva-come.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1410555290901120635</id><published>2011-12-22T10:42:00.001+01:00</published><updated>2011-12-22T10:42:09.150+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due persone. Un ragazzo e una ragazza. In un giardino antistante a una splendida villetta di periferia. Una strada silenziosa, tranquilla, in cui si odono gli echi di sorrisi di bambini e il frusciare delle ruote di una bicicletta sull’asfalto. La casa è di quelle da film: su due livelli con i fiori alle finestre, con il comignolo del camino a indicare il cielo terso di quell’inizio di primavera. Le due persone, il ragazzo e la ragazza, sono lì da qualche tempo. Hanno girato tutt’intorno alla casa, ci si sono addirittura arrampicati sopra per la gioia di scoprirla, vederla, scorgere i suoi dettagli più inaspettati. Ci si sono anche allontanati per vederla meglio e apprezzarne ancora di più i contorni. Sono in quel giardino da un po’ di tempo, ma al massimo sono giunti sulla soglia dell’ingresso. Dall’interno ogni tanto si odono grida. Ogni casa ha delle grida, dei rumori sinistri che incutono timore. Alcune case hanno i rumori nelle camere più interne o nel sotterraneo, così che da fuori non si ode nulla. In altre case le grida e i rumori sinistri sono coperti da altri rumori più familiari. In altre ancora c’è una musica alta, tipica da festa, a nascondere quelle grida e quei rumori sinistri. Si può decidere di entrare o non entrare. Legittimo scegliere di non passare quella soglia. Ma in questa eventualità, bisogna anche uscire dal giardino. Per non confondere i passanti, per non confondere se stessi, per non illudere chi sta accanto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così è l’amore. È entrare in una casa e parlare con le grida e convivere con i rumori. Magari provando, nel possibile, a ripararli. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1410555290901120635?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1410555290901120635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/due-persone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1410555290901120635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1410555290901120635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/due-persone.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1823818350191029</id><published>2011-12-21T09:09:00.001+01:00</published><updated>2011-12-21T09:09:42.612+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fuoco lo puoi vedere sempre. D’estate o d’inverno. D’inverno per scaldarti, d’estate per innamorarti. I fuochi dei camini e i falò sulle spiagge. Il fuoco è sempre lo stesso, con forme e movenze diverse, sempre uniche, ma è lo stesso. Raccontano di un ciocco di legno, di quelli soliti, che si usano per i camini e i falò che se ne stava sempre un po’ più in disparte degli altri suoi simili. A un passo dal fuoco, tanto per non bruciarsi, ma a non troppi passi distante, così da poter vedere e guardare. Era affascinato da quello spettacolo. Non riusciva a staccargli gli occhi di dosso. I suoi simili che erano lì nel fuoco gli ripetevano in continuazione di raggiungerli. Che lì si stava bene, che era bello. Lui però aveva paura. Non voleva bruciarsi. Non voleva morire. Se fosse andato avrebbe smesso di essere un ciocco di legno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è l’amore. Per viverlo, sperimentarlo e alimentarlo bisogna darsi totalmente, consumarsi, farsi avvolgere fino a farsi trasformare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1823818350191029?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1823818350191029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/il-fuoco-lo-puoi-vedere-sempre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1823818350191029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1823818350191029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/il-fuoco-lo-puoi-vedere-sempre.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1706891255485801493</id><published>2011-12-20T14:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-20T14:00:48.029+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti non sanno che ogni automobile ha cinque ruote. La quinta è nascosta e solitamente non gira. Ci si mette sopra di tutto, bagagli per le vacanze, buste della spesa, pacchi regalo, cestelli d’acqua, borse, scatole, carte e quant’altro. Lei sopporta tutto e non dice niente. Aspetta. Arriva il giorno in cui la felice esistenza della macchina, un viaggio, subisce un brutto colpo. Quel suo viaggio è compromesso e a rischio. Una delle quattro ruote si è bucata. La macchina sbanda. Bisogna frenare, accostare e aspettare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così è l’amore. Pronto a esserci nel momento del bisogno. Magari sta sotto a tante cose inutile e accessorie. Ma c’è. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1706891255485801493?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1706891255485801493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1706891255485801493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1706891255485801493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-8954614831801977781</id><published>2011-12-19T08:45:00.002+01:00</published><updated>2011-12-19T08:45:33.898+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Cavallo in F3» &lt;br /&gt;«Pedone in B6»&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così iniziò quella partita di scacchi, fatta di mosse ragionate, studiate e calcolate. Fatta di sguardi e di tensioni. Con la paura di sbagliare, di perdere qualche pezzo. Qualche pezzo, però, inevitabilmente si perde. Ma si continua a giocare con la possibilità di vincere. Si arriva a un punto, nelle partite di scacchi importanti, in cui i due giocatori sono come bloccati. Ogni scelta, ogni mossa, comporterebbe una conseguenza, con le relative probabili mosse dell’avversario. Così ci si arrovella a pensare una mossa immune da conseguenze pericolose. Si sta lì con lo sguardo fisso sopra la scacchiera, a guardare e riguardare le pedine, le caselle, a immaginare spostamenti e contro spostamenti. La cosa più terrificante è quando è il tuo turno. Quando sei tu padrone delle sorti della gara. Quella mossa può essere determinante, decisiva. Per la vittoria, ma anche per la sconfitta. La fase di stallo dura finché uno dei due giocatori, prende una decisione particolare:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Alfiere in C5» &lt;br /&gt;«Scacco matto»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così è l’amore. Chi ama fa vincere l’altro, l’amato, anche a costo della sconfitta. L’amore non è conquistare, ma farsi conquistare. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-8954614831801977781?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/8954614831801977781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/cavallo-in-f3-pedone-in-b6-cosi-inizio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8954614831801977781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8954614831801977781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/cavallo-in-f3-pedone-in-b6-cosi-inizio.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1361035464298843435</id><published>2011-12-18T19:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-18T19:00:18.260+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’erano due piatti pieni di cose buone, ma che con dei frutti marci. Questi piatti erano belli a vedersi e i frutti buoni erano gustosi a mangiarsi. Vivevano dando ad altri piatti i propri frutti, non sempre però quelli buoni. A volte, spesso direi, davano più i frutti cattivi che quelli buoni. Quelli buoni e gustosi li tenevano per sé, per mostrarsi belli. Siccome però erano tutti piatti, più o meno profondi, ma sempre piatti, non riuscivano a farsi vedere dai loro simili, a farsi ammirare. Allora facevano a gara ad arrampicarsi su un palo di legno per raggiungere la cima e da lassù pavoneggiarsi e farsi notare. Ma l’invidia è una brutta cosa, non solo per gli uomini, ma anche per i patti. Così quelli che rimanevano sotto, invidiosi, scuotevano il palo di legno e facevano cadere il piatto in cima. E poi gli ridevano in faccia e andavano a lottare per salire loro stessi su un altro palo di legno. La situazione era veramente misera e insostenibile. Avvenne che un giorno i piatti trovarono un palo di legno diverso. Non era solo una pertica verticale, ma a essa era fissata un altro palo orizzontale a due terzi d’altezza della pertica verticale. Rimasero perplessi, dubbiosi, scettici e increduli. Non capivano a che servisse quella cosa strana lì. Finché un giorno un piatto, d’oro però, mostrò loro come funzionasse quella cosa lì. Chiese l’aiuto di un volontario. Si offrì un giovane piatto, uno di quelli che era solito azzuffarsi per salire sopra il palo di legno. Il piatto d’oro prese una corda, la fissò a un lato del palo orizzontale e con l’altra estremità ci lego il piatto che si era offerto come volontario. La stessa cosa fece per se stesso ed erano fermi lì, alzati un poco da terra, di fronte agli sguardi silenziosi e stupiti dei piatti che riempivano il piazzale dove stava accadendo il bizzarro episodio. Poco dopo il piatto d’oro disse all’altro piatto: «Dammi i tuoi frutti marci». Il piatto giovane non ci pensò due volte e glieli tirò contro. Il piatto d’oro si riempì di frutta cattiva e brutta. Immediatamente si abbassò fino a toccare terra. L’altro piatto, solo con i frutti buoni e belli, salì alto alto, da potersi far ammirare da tutti gli altri. Anche da quelli lontani, arrivati tardi e che sostavano nelle file addietro, e che vedevano solo il piatto pieno di frutti belli in alto e non vedevano il piatto d’oro pieno di frutti marci, che giaceva a terra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così è l’amore. Non si è belli da soli, ma con qualcun altro che si abbassa e si riempie dei nostri difetti, per innalzarci e mostrarci migliori. Così anche noi, caricandoci del male dell’altro, possiamo ergerlo e farlo apparire per quello che è: bello. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1361035464298843435?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1361035464298843435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/cerano-due-piatti-pieni-di-cose-buone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1361035464298843435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1361035464298843435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/cerano-due-piatti-pieni-di-cose-buone.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2219799864441280870</id><published>2011-12-15T00:03:00.003+01:00</published><updated>2011-12-15T00:03:39.263+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Riporto quanto riferisce Giorgio Israel &lt;/b&gt;sul &lt;i&gt;Foglio&lt;/i&gt; di martedi 13 dicembre. &lt;i&gt;«Nel “Corso di Scienze per la scuola secondaria di primo grado” (autori Bruna Negrino e Daniela Rondano, edizioni il Capitello) nel capitolo sull’”educazione all’affettività” un paragrafo spiega: “Sin dall’antichità l’uomo e la donna si sono posti il problema di evitare le gravidanze non desiderate; un tempo si cercavano soluzioni a ciò ricorrendo a metodi rudimentali di scarso valore scientifico e spesso di altrettanto scarsa efficacia. Al giorno d’oggi, grazie alle conoscenze anatomiche e funzionali dell’apparato riproduttore e alle scoperte in campo chimico-farmaceutico, è possibile esercitare un controllo sulle nascite con metodi efficaci e sicuri”. Il paragrafo è intitolato: “I molti motivi per non iniziare una gravidanza” e questi motivi sono riportati entro tanti dischetti azzurri che galleggiano attorno al titolo. Vale la pena leggerli: “Non voglio figli”, “Non ho l’età”, “Ho puara dei miei”, “È un passo molto importante”, “Non me la sento”, “Sarà vero amore?”, “Non so…”, “Sono troppo giovane”, “Prima finisco gli studi”, “Boh!”, “Il pianeta è già troppo pieno”»&lt;/i&gt;. Da notare come queste notizie, i grandi giornali italiani, moralizzatori, educatori e liberi, non le riportino. Queste cose qui sono riportate sui libri di testo dove studiano e si formano le nuove generazioni. È normale che poi costoro esercitino una sessualità libertina e abbiano una condotta morale svincolata da ogni vincolo. I vincoli, infatti, secondo loro, sono un limite alla propria libertà, all’espressione di se stessi, alla realizzazione del proprio io. L’”io” è il dio di tutto. Se rileggete le motivazioni che in quel libro giustificano l’aborto, scoprirete che sono tutte figlie di un egoismo esasperato. “&lt;i&gt;Io&lt;/i&gt; non posso”, “&lt;i&gt;Io&lt;/i&gt; non voglio”, “&lt;i&gt;Io&lt;/i&gt; non me la sento”, “A &lt;i&gt;me&lt;/i&gt; non mi va”, ecc. Perciò la propria immaturità, la propria pigrizia, è una giustificazione per un omicidio. Perché di omicidio si tratta. Stupisce, ma forse nemmeno troppo, che non si usa mai il termine ‘aborto’. Si parla di “evitare gravidanze non desiderate”. Ovvio che ciò che per me è indesiderato, che m’impedisce di essere felice, di realizzarmi, di inseguire i miei obiettivi, vada eliminato. Rimosso. Anche se si tratta di una vita, di un essere umano, di una persona. Altrettanto strano è che in un corso di scienze, come il libro s’intitola, non dica che l’embrione è un essere umano. E a dirlo non è la teologia cattolica o confessionale, ma la scienza laica e razionale. Ma la ragione, come non dicono e non sanno, è più pertinente alla fede (specie se cattolica) che allo scientismo e al laicismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2219799864441280870?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2219799864441280870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/riporto-quanto-riferisce-giorgio-israel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2219799864441280870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2219799864441280870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/riporto-quanto-riferisce-giorgio-israel.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-921744210570964132</id><published>2011-12-11T20:07:00.001+01:00</published><updated>2011-12-11T20:08:22.493+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ripesco dai miei appunti&lt;/b&gt; due citazioni, entrambe di Romano Amerio, grandissimo teologo cattolico le cui opere, dopo un pesante blocco ideologico subito da parte di certa intellighenzia cattolica, grazie a Editori coraggiosi hanno ritrovato luce, e hanno permesso, anche al sottoscritto, di poterne venire in possesso. Le due riflessioni che propongo sono in merito all’&lt;i&gt;errore&lt;/i&gt;. Viviamo oggi in una società postcristiana, dove l’errore non esiste più, quel che conta è l’opinione, ed essa, in virtù del semplice fatto di essere espressa, ha titolo di cittadinanza e tutela da parte del diritto. Ovviamente, se parliamo di errore, parliamo di riflesso, di verità. E questa ci pare ancora più evidente come sia messa in discussione, se non apertamente ignorata e sbeffeggiata. Oltretutto la verità è motivo d’insulto e persecuzione per chi ancora in essa crede e chi ancora la persegue. Fra tutti, i cattolici. Seppure, a disonor del vero, molti di essi sono conquistati da questa malvagia idea di inesistenza della verità. O d’impossibilità di conoscerla. Costoro dovrebbero spiegarmi come sia possibile conciliare questa loro posizione ideologica con le parole di Gesù Cristo (Colui in cui i cattolici credono) che di sé disse: &lt;i&gt;“Io sono la via, la verità e la vita”&lt;/i&gt; [Gv 14,6] O Gesù ha mentito o questi cattolici hanno preso una cantonata clamorosa. Purtroppo, a loro discolpa, va ammesso che questo patteggiamento con l’errore arriva anche da parte di quei pastori che, per la loro missione, sono chiamati a guidare il gregge loro assegnato. E un gregge non lo si conduce verso una meta dicendo loro “fate quello che vi pare”, “se andate a destra o a sinistra raggiungerete comunque la meta”, “se vi sentite una cosa fatela, perché è la vostra scelta”. Un gregge lo si conduce con fermezza dicendo “è così” e “no, non è così”. Il loro parlare dovrebbe essere “sì sì, no no” (cfr. Mt 5,37). L’errore lo si condanna, non lo si tollera. Infatti, scrive Amerio: &lt;i&gt;“È invece una novità, ed è annunciata apertamente come novità nella Chiesa, l’atteggiamento da assumere di fronte agli errori. La Chiesa (dice il Papa) non depone né indebolisce la sua opposizione all’errore, ma «al giorno d’oggi preferisce far uso della medicina della misericordia piuttosto che delle armi della severità». Essa osta all’errore «mostrando la validità della sua dottrina piuttosto che con le condanne». Questo annuncio del principio della misericordia contrapposto a quello della severità sorvola il fatto che, nella mente della Chiesa, la condanna stessa dell’errore è opera di misericordia, poiché, trafiggendo l’errore, si corregge l’errante e si preserva altrui dall’errore.”&lt;/i&gt; [R. Amerio – Iota unum] I risultati di questa scelta, sono sotto gli occhi di tutti. Un’altra grave ed evidente conseguenza della perdita della verità, del suo annuncio e della sua difesa, e, quindi, della condanna dell’errore, è in ambito educativo. In questi anni, anche a seguito degli interventi in merito di Benedetto XVI, si fa un gran parlare di educazione. E di essa Amerio scrive:&lt;i&gt; “L’errore fondamentale della pedagogia moderna è quello di credere che l’uso della punizione sia incompatibile coli’esercizio della carità e benevolenza. Il castigo fu sempre considerato parte integrante dell’educazione dell’uomo. La Bibbia in Prov. XII insegna che chi risparmia la verga odia il proprio figlio, e un proverbio egiziano dice che le orecchie dell’adolescente sono sulla schiena. Nella Regola di san Benedetto, che incivilì l’Europa, la corporale punizione è espressamente contemplata e i Benedettini che ressero dal 1927 il collegio Papio di Ascona la praticarono verso gli allievi fino al 1932. Il castigo si infliggeva con una sottile verga, ma Francesco Chiesa osservava acutamente che si dovrebbe invece esercitare soltanto con la mano, perché chi produce dolore deve anch’egli sentire dolore. Il vero si è che esistono una caritas mansuetudinis e una caritas severitatis e l’una e l’altra sono rivolte al bene dell’uomo, che ora si accarezza e ora si percuote.”&lt;/i&gt; [R. Amerio – Zibaldone] Non si punisce più perché non si reputa necessario farlo. Si crede che non ci sia niente da punire. Si ritiene che gli errori dei piccoli siano dovuti alla loro età, che prima o poi passeranno. E poi ce li ritroviamo in pizza a lanciare sassi contro le vetrine dei negozi o estintori contro le camionette delle forze dell’ordine. Si pensa, magari citando qualche illustre studioso, che il dialogo è la forma migliore di educazione. Il parlare è il nuovo, undicesimo, comandamento. Per alcuni, forse, anche addirittura l’ottavo sacramento. Per cui, non si fa nulla senza parlare. Senza spiegare. I maestri si mettono a livello degli allievi, così che gli allievi prendono il posto dei maestri e l’educazione va a farsi friggere. I maestri non ci sono più, perché non hanno più nulla da insegnare e non hanno più l’autorità per farlo. Se non ci sono maestri non ci sono allievi. Se non ci sono allievi non c’è educazione. Se non c’è educazione, l’incivilimento è alle porte. Noi, abbiamo già abbondantemente superato la soglia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-921744210570964132?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/921744210570964132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/ripesco-dai-miei-appunti-due-citazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/921744210570964132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/921744210570964132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/ripesco-dai-miei-appunti-due-citazioni.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-6281963300473912373</id><published>2011-12-07T09:15:00.001+01:00</published><updated>2011-12-07T09:16:38.143+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Uno dei grandi assi portanti della catechetica contemporanea &lt;/b&gt;è quello riguardante la ‘gioia della fede’ e della sua ‘convenienza’. Sostanzialmente quello che con queste espressioni si vuole intendere è che chi ha incontrato Gesù Cristo e l’ha accolto nella propria vita è un uomo felice, che ha incontrato la gioia. Avere fede, credere in Gesù è quindi un discorso di convenienza. Conviene essere cristiani perché solo così si può essere felici. Non avrei niente da obiettare (andrei anche contro alcuni passi della Scrittura che si esprime in questo senso di gioia della fede), ma azzardo qualche considerazione che reputo importante ai fini del discorso. È vero parlare di convenienza della fede cattolica. Sia a livello personale, che societario, comunitario. Basti pensare alla storia della Chiesa: tutte le volte che i suoi uomini hanno realmente aderito, e seguito il Vangelo e il Magistero dei Papi, essi hanno portato solo che bene (evitiamo di credere ai vari santoni del momento quali Augias, Odiffreddi e compagnia bella, che si smentiscono da soli). La storia dell’Europa cristiana ne è un esempio. La scienza è nata nell’occidente cattolico. L’ordinamento dei processi e la tutela degli imputati sono opera della bistrattata Inquisizione; sempre cattolica. L’invenzione degli ospedali è frutto della carità cristiana (prima e dopo Cristo, cioè oggi, i malati si uccidono o gli s’impedisce di nascere). L’arte ha avuto un’esplosione nelle terre evangelizzate dai cattolici. Il progresso e la libertà, quello vero non quello della dea Ragione, sono andati di pari passo con l’annuncio del Vangelo. Tutte le società che hanno accolto la Buona Novella, rettamente interpretata dalla Chiesa Cattolica, hanno vissuto una vera e propria liberazione culturale, sociale ed economica. Non è questa la sede per andare oltre. A livello personale i cristiani, quelli veri, non quelli adulti o della fede privata e non vissuta, possono garantire l’esperienza affascinante e felice che è seguire Gesù di Nazareth. Tanti sono i cristiani che non hanno abdicato la propria fede anche a costo della vita. Altrettanti sono quelli che hanno sopportato immani sofferenze (tra tutti i martiri, così come gli attuali perseguitati) per difendere la loro fede. Quindi, che essere cristiani convenga e produca un cambiamento positivo e sostanziale della propria vita non credo si possa obiettare. Dicevo però che qualche considerazione in merito mi permetto di farla. Temo, e non credo di azzardare troppo, che una catechetica incentrata o sbilanciata sulla gioia e sulla convenienza della fede sia un po’ pericolosa e altrettanto sbagliata. Mi spiego. Qualora essere cristiani significasse, per il bene di altri, sacrificare i propri interessi, i propri piaceri, i propri guadagni, la propria salute, la propria libertà e, in estremo, anche la propria vita, saremmo pronti a professarci tali? Si tende a far passare il cristianesimo come la religione della gioia e dell’amore (attendo ancora che qualcuno mi spieghi realmente cosa sia), trascurando un aspetto fondamentale: quello della verità. Se seguire Cristo comportasse solo rinunce e sofferenze, nella speranza di una gioia futura, non presente (&lt;i&gt;“Non prometto di renderti felice in questo mondo, ma nell’altro”&lt;/i&gt; disse la Madonna apparendo a Santa Bernadette a Lourdes), saremmo comunque disposti a dirci cristiani? Saremmo ancora pronti ad annunciare al mondo intero che solo Gesù Cristo salva e solo in Lui trova compimento e senso la nostra esistenza? Saremmo comunque pronti a garantire per la veridicità e la sanità del cristianesimo, se questo cozzasse (e cozza) contro i nostri miseri desideri e le nostre peccaminose passioni? Questo tipo di catechetica esperienziale, incentrata sulla convenienza e sulla gioia, rischia di decentrare il centro dell’Incarnazione di Cristo: la nostra salvezza dalla morte e dal peccato. Questo è l’importante. In Cristo troviamo la salvezza e la risurrezione. Che poi in questo mondo si versino lacrime o si sorrida è un accessorio. La fede garantisce la salvezza. Gesù ai Suoi disse: &lt;i&gt;«Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome» [Mc 13,13], «Io vi mando come pecore in mezzo ai lupi […] vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno» [Mt 10,16-17], «vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» [Mt 5,11]&lt;/i&gt; A causa di Gesù, quindi, si avranno odio, incomprensioni, flagellazioni, insulti, persecuzioni, maledizioni, ecc. La gioia dov’è? La convenienza? Piuttosto si spieghi cosa s’intende per gioia e convenienza. La gioia non come uomini lobotomizzati, la convenienza non come guadagno in questo mondo ma, semmai, guadagno della vita eterna. Perché, parola sempre di Gesù, chi perde la propria vita per causa Sua (cioè tutto quello che abbiamo visto) avrà la vita eterna. Chi avrà la vita di questo mondo (consolazioni, gioie, felicità) perderà la vita eterna (cfr. Mt 10,39). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-6281963300473912373?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/6281963300473912373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/uno-dei-grandi-assi-portanti-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6281963300473912373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6281963300473912373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/uno-dei-grandi-assi-portanti-della.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-6523358582242314770</id><published>2011-12-01T08:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T08:02:30.339+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Una delle critiche che viene rivolta ai cattolici &lt;/b&gt;e che più di ogni altra i cattolici si rivolgono tra loro, è quella relativa ad un’annosa questione: il primato tra la forma e il contenuto. Ci sono quelli che reputano importante solo il contenuto, e quindi ogni forma esteriore è inutile se non dannosa, e quelli che, come il sottoscritto, reputano fondamentale anche la forma. Evidenzio l’”anche” per stroncare sul nascere ogni critica di formalismo e di bigottismo che mi si potrebbe facilmente rivolgere. Non prendo nemmeno in considerazione chi reputa fondamentale solo la forma, perché credo, essi siano una minoranza non rilevante, e perché lo scontro è tra i sentimentalisti del “l’importante, è la sostanza” e chi reputa importanti, in un cattolico et-et, sia la forma, che il contenuto. Se vi è capitato di affrontare quest’argomento, e siete tra chi non disprezza la forma, molto probabilmente vi sarà capitato di essere tacciati di tradizionalisti (con tutto il triste corollario politico di fascisti, ecc), bigotti, lontani dallo spirito del Vangelo. È tutto normale. Tutto normalmente sbagliato e perverso. Vediamo di capire il perché. Faccio un semplice esempio che reputo molto indicativo. Pensiamo al vino. Lo stesso vino lo possiamo bere in un bicchiere di plastica o in un bicchiere di vetro. Una persona normale preferirebbe sicuramente il bicchiere di vetro. Il vino è lo stesso, cambia la forma che lo contiene. Ancora di più un sommelier apprezzerebbe le caratteristiche di quel vino se lo potesse gustare in uno di quei bicchieri appositi da degustazione. In tutti e tre i casi, il vino, il contenuto, è lo stesso. Ma ci sono forme, i bicchieri, che ne permettono una migliore ricezione. Così vale anche per tutto il resto. Nella vita, così come nella fede. Abbiamo assistito nei decenni scorsi (per chi ha avuto la sfortuna di assistere a questa tortura della quale non si vede la fine) a uno smantellamento vero e proprio di tutto l’arredo sacro delle chiese e delle suppellettili. In nome di un’eretica concezione di povertà, si è andata impoverendo (questa sì) tutta la bellezza e la ricchezza che i nostri padri avevano costruito e custodito per permettere una sana e santa gloria di Dio. Abbiamo così assistito a Messe celebrate con bicchieri di carta o di terracotta piuttosto che calici d’oro. Abbiamo assistito a troni del celebrante, che durante le funzioni liturgiche agisce in Persona Christi, ridotti a semplici scranni o sedie. Abbiamo assistito alla distruzione di chiese (vedi il Duomo di Reggio Emilia) e alla costruzione di ambienti che tutto sono e tutto permettono tranne l’adorazione e il culto del Dio di Gesù Cristo. Abbiamo assistito al mutamento del modo di ricevere la Santa Eucarestia. Se tanto quello che conta è il modo di riceverla si può fare da seduti, in piedi, sdraiati o a gambe incrociate, sicuramente non in ginocchio. Eppure qui, come si suol dire, casca l’asino. Se davvero ci fossero questi benedetti contenuti che tanto si sbandierano, allora ci sarebbero anche le dovute forme. Se le forme non ci sono, deduco non ci sono nemmeno i contenuti. Se realmente credessimo che nell’Ostia consacrata c’è Gesù Cristo, non andremmo come si va a prendere il biglietto del cinema o del teatro (seppure il luogo in cui siamo sembra più un cinema o un teatro che una chiesa). Se realmente fossimo certi che il Papa è il Vicario di Cristo in terra, non ci scandalizzerebbero la tiara e la sedia gestatoria. Forme, certo. Rimovibili e modificabili, ma che producono importanti conseguenze. La crisi della fede dei tempi moderni non è dovuta solo agli attacchi del secolarismo e del relativismo imperanti. Soprattutto dipende da quest’abbandono di molte forme esteriori, che non erano semplici formalismi ma conseguenze di una fede che, lì realmente, c’era. Quelli che oggi vengono criticati come formalismi, erano e sono mezzi per permettere un sano fiorire della fede. Se della fede, della sostanza, di ognuno non possiamo giudicare, possiamo però riflettere e dubitare di essa in base alla forma che genera. Se la forma può essere una copertura ad una mancanza di contenuto, una scarsa o pessima forma è certamente garanzia dell’assenza della suddetta sostanza. Nostro Signore Gesù Cristo, tanto per attenerci al Vangelo, nell’episodio dell’obolo della vedova al tempio, di lei dice: &lt;i&gt;«In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutti quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere» [Mc 12, 43-44]&lt;/i&gt; La vedova dà tutto quello che ha, non il superfluo!, per la gloria di Dio, per il tempio. Noi riserviamo gli onori e gli ori ai politici, agli agitatori di folle, ai calciatori, ai cantanti, a noi stessi, a chiunque purché non sia Dio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-6523358582242314770?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/6523358582242314770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/una-delle-critiche-che-viene-rivolta-ai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6523358582242314770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6523358582242314770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/12/una-delle-critiche-che-viene-rivolta-ai.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-828925489015813329</id><published>2011-11-25T21:57:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T22:05:55.723+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://i.ytimg.com/vi/S5NWezHqeL0/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S5NWezHqeL0?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/S5NWezHqeL0?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Questo video mi tornava alla mente&lt;/b&gt; nei giorni scorsi quando è scoppiato lo scandalo delle foto pubblicitarie edite da quell’azienda di moda che ha voluto ritrarre il Santo Padre mentre bacia un Imam. Il disgusto è stato grande e i provvedimenti presi e intimati dalla Santa Sede sono più che doverosi (almeno una volta la Curia romana interviene per difendere il Sommo Pontefice). Mi venivano però alla mente due riflessioni. La prima di esse, lievemente ironica, è sulla scelta dei personaggi da ritrarre in quella pubblicità: il Papa, appunto, e l’Imam. Sul Papa, si sa, si può (a volte, pare, si deve) dire di tutto. Si può offendere, insultare, irridere, screditare, impedire di parlare, accusare di ogni crimine, eccetera. I fedeli difficilmente lo difendono. I suoi collaboratori, troppo spesso tacciano. Non si sa se per scelta o, temo, per condivisione delle offese e vigliaccheria. Ma di un Imam certe cose non si possono dire. L’Islam, per chi non lo sapesse, condanna l’omosessualità come il cristianesimo. Con una differenza però: che condanna anche l’omosessuale. La Chiesa invece, condanna l’atto, ma è misericordiosa con il peccatore. Le reazioni provocate da delle vignette satiriche su Allah in Danimarca le conosciamo tutti. Non vorremmo che, con la leggerezza con cui si può insultare il Papa, ci si sia presi la libertà di offendere anche un Imam. Trascurando che le conseguenze potrebbero essere più drammatiche di un intervento istituzionale. La seconda riflessione, invece, si rivolge principalmente ai cattolici. Le parole del Marchese Onofrio del Grillo, magistralmente interpretato dal buon Alberto Sordi, dovrebbero ricordarci un po’ di quella leggerezza e distacco dalle cose mondane. Dovrebbero altrettanto ricordarci quello che Gesù stesso disse: &lt;i&gt;«Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli.» &lt;/i&gt;[Lc 6,22-23] L’odio nei confronti dei cristiani, del Capo di essi e del Suo Vicario, è grande. L’amore e il rispetto per la Persona del Santo Padre sono indiscussi e d’obbligo per ogni cattolico che dir si voglia. Le offese, anche balorde come quella in questione, però ci consolano: dimostrano come il Papa ancora non si sia conformato alle mode del mondo, ai suoi messaggi, alle sue scellerate predicazioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-828925489015813329?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/828925489015813329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/questo-video-mi-tornava-alla-mente-nei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/828925489015813329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/828925489015813329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/questo-video-mi-tornava-alla-mente-nei.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-7825944122601102273</id><published>2011-11-22T15:51:00.001+01:00</published><updated>2011-11-22T15:54:29.173+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoListParagraph" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-add-space: auto; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;La Bella Addormentata&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-q2Z6TTG81cE/Tsu2-3VZf_I/AAAAAAAAAHc/ddGySWidDKo/s1600/La+Bella+Addormentata.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-q2Z6TTG81cE/Tsu2-3VZf_I/AAAAAAAAAHc/ddGySWidDKo/s200/La+Bella+Addormentata.jpg" width="121" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un libro che tutti i cattolici, adulti e bambini, devono avere, o quantomeno leggere: &lt;i&gt;La Bella Addormentata&lt;/i&gt; di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro. Dove la Bella Addormentata ha le lettere maiuscole perché è un nome proprio: quello della Chiesa Cattolica. Che è sempre stata, lo è tuttora, e sempre sarà bella. Di una bellezza affascinante, mozzafiato, commovente, struggente e infinitamente necessaria. Ma che da qualche decennio si è addormentata. C’è una bellezza anche nel dormiente, nella sua quiete. Chi ama sa che bellezza ha il proprio figlio che riposa o l’amata (o amato) che chiude gli occhi e si distacca dalle cose terrene. Forse questo sonno è necessario. Sia per intravedere anche qui una bellezza che dopo tanto tempo, per alcuni, sembrava essere svanita. Sia perché, come ogni corpo vivo ha bisogno di riposo, così anche Lei ha bisogno di riposare. Ovviamente stiamo esagerando. Cristo, fondatore e membro essenziale della Chiesa cattolica, Sua Sposa, non dorme. È vivo, ma non ha bisogno di dormire. I misteri della Resurrezione. Ma, nella metafora della fiaba di Charles Perrault, possiamo intravedere, scorgere a malapena una fruttuosità di questo riposo. Si sarebbe potuto evitare e risparmiare. È frutto di un incantesimo, della volontà maligna di qualcuno. Qualcun Altro l’ha permesso, non voluto. E se l’ha permesso significa che saprà trarne comunque vantaggi. Misteri della fede. Fede che in questo sonno è messa in dubbio. Qualcuno pensa sia morta. Comunque respira. Poco. Ansima. Ma è pur sempre viva. E non potrebbe essere altrimenti. Nel revival nazieugenetico cui siamo contemporanei, i corpi dormienti e incoscienti sono da eliminare. La Chiesa cattolica in questo poi, ha un primato d’eccezione. Tanti nella storia hanno tentato di sopprimerla, estirparla, snaturarla. Con la conclusione che loro sono finiti sotto terra, molto spesso dimenticati, la Chiesa, invece, è ancora lì. Ora, però, dorme. Nel sonno non si ha facoltà del proprio essere e delle proprie funzioni e chiunque può approfittarne. Di lupi travestiti da pecore, siamo sempre circondati. Nel sonno del pastore del gregge essi possono compiere scorribande e fare conquiste. Per questo bisogna leggere questo libretto. Elegante (anche nell’edizione), agile, scorrevole e godibile. Ho detto che è per cattolici, adulti e bambini. I cattolici bambini respireranno un po’ d’ossigeno: quello che manca da quando la Bella dorme. I cattolici adulti saranno storditi: respirare ossigeno dopo tanto tempo di assenza, provoca danni. Che però sono necessari al ripristino corretto del funzionamento del corpo e permetteranno di vivere e non di morire. Comunque sia, va letto. Non si perde niente e si guadagna molto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-7825944122601102273?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/7825944122601102273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/v-behaviorurldefaultvmlo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7825944122601102273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7825944122601102273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/v-behaviorurldefaultvmlo.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-q2Z6TTG81cE/Tsu2-3VZf_I/AAAAAAAAAHc/ddGySWidDKo/s72-c/La+Bella+Addormentata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-3177949874902547612</id><published>2011-11-14T17:48:00.001+01:00</published><updated>2011-11-14T17:49:06.001+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Domenica prossima&lt;/b&gt;, ultima Domenica dell’anno liturgico, si celebrerà la Solennità di Cristo Re dell’universo. Riflettevo sul fatto che, nello stordimento del cattolicesimo moderno, dovuto alla sbornia conciliare, questa solennità dovrebbe essere soppressa o, almeno, rivista. Cristo dovrebbe essere celebrato come Presidente del Consiglio delle divinità. Questa solennità nella nostra epoca ha perso la sua attendibilità. Se da un lato viviamo in una società, e in una Chiesa, schiava della tirannia della democrazia, per cui non ha più senso parlare di un Re, dall’altro lato viviamo in una Chiesa in cui non si fa altro che ripetere l’uguaglianza di Cristo con l’essere umano. “Gesù è uno di noi”, “Gesù è tuo amico”, sono gli slogan che troppo spesso sentiamo ripetere. Questo tipo di predicazione seppur con i suoi aspetti positivi, va erodendo la divinità e la regalità di Cristo. La “logica” conseguenza di questo determinato tipo di predicazione è la rimozione del culto che va tributato a Gesù in quanto Dio. L’adorazione e l’inginocchiarsi, l’uso di materiale e decorazioni preziose, sono pratiche ormai sorpassate e tacciate di maledizione dai cultori del nuovo e delle nuove pratiche democratiche. Se il Catechismo (cfr. &lt;i&gt;§ 351 San Pio X; § 1378 Giovanni Paolo II&lt;/i&gt;) continua a parlare di “latria” verso Dio, la prassi pastorale è tutt’altro che conforme a quanto affermato dal Catechismo. Questa scollatura tra dottrina e prassi, oltre che provocare il turbamento in chi conosce la dottrina e sperimenta la prassi, crea una perdita della fede in chi ignora la dottrina e vive solo la prassi. Una pratica scollegata a una sana dottrina, porta alla perdita della fede o alla traslazione di essa verso qualche idolo e qualche altro culto, non da ultimo quello di sé stessi. Le nuove chiese o le ristrutturazioni di quelle antiche (vedi il caso del Duomo di Reggio Emilia) tanto per fare qualche esempio, che sono conformi alla dicotomia tra dottrina e prassi, sono la lugubre conferma che tutto si può praticare in quei luoghi, eccetto quello per cui sarebbero destinati: l’adorazione e il culto del Dio di Gesù Cristo. A tal proposito mi pare dovuto e utile concludere con le parole che il Sommo Pontefice Pio XI adoperò, nel 1925 nell’Enciclia Quas Primas, nella quale istituiva la Solennità di Cristo Re: &lt;i&gt;“La celebrazione di questa festa, che si rinnova ogni anno, sarà anche d’ammonimento per le nazioni che il dovere di venerare pubblicamente Cristo e di prestargli obbedienza riguarda non solo i privati, ma anche i magistrati e i governanti: li richiamerà al pensiero del giudizio finale, nel quale Cristo, scacciato dalla società o anche solo ignorato e disprezzato, vendicherà acerbamente le tante ingiurie ricevute, richiedendo la sua regale dignità che la società intera si uniformi ai divini comandamenti e ai principî cristiani, sia nello stabilire le leggi, sia nell'amministrare la giustizia, sia finalmente nell'informare l'animo dei giovani alla santa dottrina e alla santità dei costumi.” &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-3177949874902547612?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/3177949874902547612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/domenica-prossima-ultima-domenica.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3177949874902547612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3177949874902547612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/domenica-prossima-ultima-domenica.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2585014207083724274</id><published>2011-11-09T21:56:00.000+01:00</published><updated>2011-11-09T21:59:12.844+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;A volte ti prendono strane sensazioni.&lt;/b&gt; Non ti senti a tuo agio, fai cose che non ti soddisfano e che reputi sbagliate. Capita spesso. Almeno a me troppo spesso. Altrettanto spesso mi sorgono domande, così come troppo spesso non trovo le risposte. E continuo a logorarmi se sono sbagliate le mie sensazioni o se è la mia mente incapace di trovare risposte. Ci sono situazioni in cui però vedi un po’ di luce. Ciò di cui parlo oggi è una di quelle. Ho, da alcuni anni a questa parte, l’onere di fare il catechista ad alcuni ragazzi che si preparano a ricevere il Sacramento della Confermazione (la Cresima). In questi anni, tra gli altri problemi, mi sono imbattuto nell’annosa questione del libro di catechismo. Nelle biblioteche cosiddette cattoliche (che per denaro poi, vendono anche ciò che cattolico non è) si trova un variegato catalogo di questi sussidi. Con alcune differenze, ma con molte cose in comune. Queste cose in comune fanno parte di quelle mie strane sensazioni cui facevo riferimento prima. Detto subito, fuori dai denti, mi sono sempre sembrate una maniera alquanto discutibile (per non dire altro) di presentare la fede. Ovviamente, posso sbagliarmi, ma la sensazione che provavo era quella di disagio, fastidio e frustrazione, nell’usare certi sussidi. Tanto che a volte avrei preferito non usarli per niente. Così la mia mente ha incominciato a riflettere, a viaggiare (troppo a detta di chi mi circonda), senza trovare, come spesso capita, lidi e approdi sicuri. Fino a quando non mi sono posto la domanda: “ma si è sempre fatto così?”. Credevo di no. Fino a quando ho trovato la conferma. Ho acquistato una serie di cartoline del 1939 (non dieci secoli fa!) contenute in una collana intitolata &lt;i&gt;“Il Catechismo illustrato”&lt;/i&gt;, edite dalla Casa del Catechismo di Viterbo. In queste cartoline si trovano raffigurate alcune scene atte a spiegare il Catechismo della Chiesa cattolica. Con queste cartoline ho potuto compiere un semplice e immediato confronto con i libri di catechismo in mio possesso oggi, nel 2011. Confronto che riporto nella slideshow sottostante:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;embed flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;amp;noautoplay=1&amp;amp;hl=en_US&amp;amp;feat=flashalbum&amp;amp;RGB=0x000000&amp;amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F102039499028881478110%2Falbumid%2F5673098204989310657%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" height="192" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" type="application/x-shockwave-flash" width="288"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come si può notare fin dal primo sguardo c’è una sostanziale differenza di stile e, ancor più grave, di contenuto. Ovviamente, a scanso di equivoci, ho confrontato immagini simili, che si riferiscono allo stesso tema. Purtroppo non ho tutta la serie delle 240 cartoline, ma solo alcune. La prima cosa che risulta evidente è che le immagini nuove sono brutte. Niente da aggiungere. La seconda cosa grave è che queste nuove immagini, soprattutto se confrontate con quelle più antiche, hanno il grave difetto di rappresentare la fede come una favola. L’uso dello stile fumettistico anche nelle immagini sacre rende questo effetto. Le immagini antiche erano catechetiche di per sé (cosa che le attuali non sono) e potevano benissimo essere usate come santini e immagini devozionali. Già la sola immagine era veicolo di un messaggio, di un significato. Le attuali mostrano Gesù, la Madonna, i santi, come degli ebeti. L’altra cosa che un occhio attento nota è l’inesattezza. Le nuove immagini, coadiuvate dallo stile fumettistico, mostrano una superficialità nella rappresentazione. Infatti, ci sono alcuni dettagli che non corrispondo alla realtà. L’abbigliamento liturgico, i colori liturgici (il blu della stola del confessore ad esempio), l’Ostia che sembra tutto tranne che la Santa Particola, Maria che sembra una concorrente del GF, ecc. Tutto questo è presente nei libri di catechismo che hanno una lacuna gravissima, ancor più grave di quelle finora esposte. E riguarda i contenuti. Negli attuali catechismi si parla dell’inferno? Di morte? Di colpa? Non sembra. Almeno non nei modi sani e santi. Al massimo in tono buonista e, quindi, irreale, sbagliato e dannoso. Mi si dirà “ma sono dei bambini”, come se l’essere bambini significhi essere degli idioti che non capiscono. Anzi capiscono e anche meglio di tanti adulti. Tanto che poi quando diventano grandi prendono la fede per quello che gli è stato insegnato: un gioco, un accessorio o un supermercato dal quale prendere solo alcune cose. Crescendo poi saranno chiamati a trasmettere quello che hanno ricevuto. E che cosa hanno ricevuto? Che i sacerdoti possono mascherarsi da tutto tranne che da ministri di Dio; che Maria è “una di noi”; che Gesù era tanto buono che ama e perdona tutti tanto che forse il Giudizio non è più necessario; che i peccati siccome li fanno tutti non sono poi così gravi; che non c’è nessuna colpa e conseguenza al peccato; che la Chiesa è il posto dove tutti si vogliono bene (della gerarchia e del Papa manco a parlarne); che l’essere cristiani è volersi bene tutti e amarsi (e che significa non si sa), dei precetti e del Magistero non è conveniente parlarne; che la Messa è una cena tra amici, tanto che se usi la parola ‘sacrificio’ ti guardano come un criminale che merita l’ergastolo più di tanti mafiosi messi insieme; che alla Messa, essendo una festa, si possono suonare chitarra, cembali, tamburelli, nacchere, si possono battere le mani, ballare, ma guai a inginocchiarsi e ad adorare Gesù Cristo. Devo continuare? Su questi testi i giovani vengono formati alla fede. In Dio certamente. Se sia quello cattolico di Gesù Cristo ogni tanto i dubbi mi vengono e mi rimangono. Per chi volesse rifarsi gli occhi e rinfrancarsi l’anima, può andare al seguente indirizzo &lt;a href="http://www.viterboincartolina.it/catechismo/viterbo_home_cecrp.htm#104"&gt;http://www.viterboincartolina.it/catechismo/viterbo_home_cecrp.htm#104&lt;/a&gt;, dove potrà trovare le restanti immagini del Catechismo illustrato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2585014207083724274?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2585014207083724274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/volte-ti-prendono-strane-sensazioni.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2585014207083724274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2585014207083724274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/volte-ti-prendono-strane-sensazioni.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-6883218225848126209</id><published>2011-11-06T16:54:00.004+01:00</published><updated>2011-11-06T16:54:58.555+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;I giovani. I vecchi. E gli altri? &lt;/b&gt;Questa la domanda che mi ponevo qualche giorno fa prima di riversarla, con annesse considerazioni, tra queste righe. Non ricordo come tale questione si sia insinuata tra le falle (molte) della mia mente. Fatto sta che è entrata, ha trovato terreno fertile, ed è seminata. I frutti sono nelle prossime parole. La mia riflessione verte sull’importanza e l’attenzione che la Chiesa rivolge alle tre categorie di persone con cui si apre quest’ articolo. I giovani. I vecchi. E gli altri? Se, come fra poco esporrò, per le prime due categorie di persone, volenti o nolenti, un’attenzione c’è. Per questi fantomatici ‘altri’ (che poi vedremo chi sono) a quanto pare no. Ovviamente non mi riferisco alla Chiesa sacramentale. Essa amministra i Sacramenti a tutti. Su questo non si discute. Invece qualche stortura, e nemmeno lieve, mi sembra di ravvedere in quella cosiddetta Chiesa ‘pastorale’. Che è poi, con tutte le balordaggini che ha causato, quella più in voga negli ultimi cinquant’anni. Ha prodotto balordaggini anche perché, sotto l’etichetta di pastorale, si è fatto passare tutto e il contrario di tutto. Per i cattolici, così come per tutte le persone sane di mente, dal principio di non contraddizione non si può prescindere. Ma se sotto l’appellativo di pastorale c’è stato messo di tutto, il contrario di tutto andava tenuto fuori. Così non è stato, ma non è questo il momento di affrontare questo discorso. Torniamo a noi. Ai giovani e ai vecchi. Poi andremo agli altri. Partiamo, per rispetto, dai vecchi o, in politicamente corretto, gli anziani. I vecchi, almeno fino a qualche decennio fa, ora nemmeno più loro, erano credenti praticanti, anche per via del fatto che, avvicinandosi all’orizzonte della vita, le domande su Dio e sul senso dell’esistenza diventano pressanti e si finisce col rassegnarsi al Dio di Gesù Cristo. Per loro non c’è nessuna attenzione specifica, se non quella di sopportarli fino a quando il Padreterno lo vorrà. Si considerano i vecchi un prodotto scaduto, da conservare con cura (a volte, non sempre). Non sono una risorsa, non sono delle persone. Sono state persone cui rivolgere attenzione, ora hanno perso importanza. Ricevono quei due Sacramenti quotidiani più quello specifico per la loro condizione di caducità estrema. I vecchi sono trascurati perché si deve fare spazio ai giovani. Qui passiamo a loro, ai giovani. I giovani sono destinati a tutte le attenzioni pastorali, spesso spasmodiche e smodate. A loro sono affidate tutte le speranze e le attese future. Di loro ci s’interessa aldilà dei modi discutibili e, a mio pare, insufficienti e sbagliati. A loro sono rivolte tutte le energie ecclesiali. A loro sono rivolti i maggiori discorsi, i maggiori progetti, i maggiori sforzi. La cosa spesso triste è che ci si rivolge “ai giovani” come categoria, dimenticando che in questa categoria, in questa massa, ci sono dei singoli individui cui magari rivolgersi. Perché i discorsi alle masse servono fino a un certo punto, dopo quel punto serve un dialogo personale, individuale, che, per una serie di motivi, spesso viene meno. E gli altri? Coloro che sono nella via di mezzo? Giovani non sono più e vecchi non lo sono ancora. Di loro ci si è dimenticati, ancor più che dei vecchi. Credo, temo, con un errore sostanziale gravissimo. Di essi si pensa che, avendo avuto un contatto con le parrocchie, essendo usciti (alcuni, forse anche la minoranza) dal catechismo, avendo partecipato a qualche evento giovanile (gmg, campi, ritiri, pellegrinaggi, ecc) hanno sperimentato l’essere cristiani. Hanno sentito (questo il termine incriminato) qualcosa, si sono sentiti a loro agio, si sono sentiti bene, e questo dovrebbe bastare per dirsi cristiani e, soprattutto, per mantenersi tali nella vita. Eppure di costoro ci si dovrebbe interessare di più, equilibrando le attenzioni e non sbilanciandole solo verso i giovani. I non più giovani e non ancora anziani sono coloro che “muovono” il mondo. Sono coloro che stanno nei posti che contano, che prendono le decisioni importanti. Nel piccolo e nel grande. Occupano quei posti che ai giovani sono preclusi e che i vecchi, a parte qualche caso, hanno occupato in passato. Su loro pesa la responsabilità del mondo. Di loro, però inspiegabilmente, non ci si occupa. Sbaglia chi pensa che sia stata sufficiente un’esperienza emotiva, per quanto bella, in giovane età. Le esperienze, come tali, sono superate da altre. Non scandalizziamoci e non stupiamoci se poi, con il passare degli anni, quei giovani così entusiasti dell’esperienza vissuta, si dedicano ad altro. Se la loro fede è stata incentrata solo sull’emotività e sulla sensorialità, essa viene poi estirpata e sostituita con qualcosa di più soddisfacente. Ed è per questo che molti non più giovani e non ancora anziani sono insoddisfatti. Educati a ‘sentire’, vanno in cerca di sensazioni. Molto spesso le sensazioni più forti e carnalmente soddisfacenti le danno il mondo non la Chiesa. Ecco lì il perché della migrazione. L’errore più grosso starebbe nel pensare che la Chiesa debba munirsi di strumenti più coinvolgenti, più adatti ai giovani. Come se Essa avesse bisogno dell’elettroshock per stordire le persone e convincerle a credere. Non è la Chiesa che deve adattarsi. Sono gli uomini che devono rendersi simili a Essa. Perché la Chiesa è santa. Gli uomini no. Almeno non ancora. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-6883218225848126209?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/6883218225848126209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/i-giovani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6883218225848126209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6883218225848126209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/i-giovani.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2982833261508553210</id><published>2011-11-03T08:41:00.005+01:00</published><updated>2011-11-03T08:41:49.820+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La perdita dell’autorità&lt;/b&gt; all’interno della Chiesa, per cui non si condanna più, non s’interviene decisamente su nulla, non si prendono provvedimenti, non ha prodotto solo disastri pastorali (per cui ognuno fa ciò che vuole), liturgici (ognuno celebra secondo il proprio gusto), dottrinali (ognuno crede in ciò che vuole), gestionali, ma anche, e forse soprattutto, morali. Infatti, senza l’autorità non c’è obbedienza e senza obbedienza non c’è santificazione. Ognuno si erge a Dio di se stesso e degli altri, in un vorticoso relativismo che distrugge ogni tipo di vincolo e ogni tipo di sanità mentale. Per cui, se qualcuno volesse santificarsi (per chi ancora crede nella santità), magari seguendo uno dei più grandi santi del secolo scorso, san Pio da Pietralcina, non può più farlo. Non perché è lui un disgraziato, ma perché non gli è più permesso farlo. Infatti, se nessuno più comanda, nessuno può più obbedire. E l’obbedienza è uno di quei cardini della condotta cristiana. San Pio ne è un eccellente testimone. Leggendo il volume di A. Negrisolo, N. Castello, S. M. Manelli, &lt;i&gt;Padre Pio nella sua interiorità&lt;/i&gt;, dove vengono riportate frasi dell’epistolario di Padre Pio, si leggono cose come: &lt;i&gt;“L’obbedienza costituisce tutto per me”&lt;/i&gt;,  oppure&lt;i&gt; “[bisogna] continuare a obbedire e a credere ad onta dei contrasti interni e senza conforto che vi è nell’obbedienza. Quella di Gesù nell’orto, sulla croce… fu eccellente, e tanto più bella quanto più amara” [Ep III, p.1012]&lt;/i&gt;. Quanto oggi questo sarebbe possibile? Credo ben poco, visto e considerato che veniamo educati a fare ciò che vogliamo, a realizzare noi stessi, ad essere quello che vogliamo essere e a, sostanzialmente, fregarcene di tutti gli altri. La storia di Padre Pio, come di tutti i santi, anche in questo è esemplare. Lui voleva andare in giro per il mondo e, per obbedienza, rimase sempre (se non per motivi di salute) nel suo monastero. La persecuzione che egli subì da parte dell’autorità ecclesiastica è nota. Ebbene Padre Pio mai si permise di rivendicare le sue ragioni, di accusare qualcuno di quello che gli stava accadendo, di rinnegare l’autorità dei suoi superiori. Anzi egli, rivolgendosi ad uno dei suoi superiori disse: &lt;i&gt;“Padre, fatemi sapere che cosa debbo fare, e io sarò disposto a tutto”&lt;/i&gt;. Oggi questo è irrealizzabile. Sia perché, come detto, da parte nostra non c’è la volontà di piegarsi ai comandi, sia perché nella confusione generale, non si sa più chi è legittimato a comandare. I genitori non sono più tali, ma sono amici dei figli. I maestri non sono più maestri, ma sono colleghi degli alunni. I preti non sono più guide spirituali, ma non si sa bene cosa siano. I vescovi non obbediscono a nessuno, sicuramente non al Papa, magari a qualche teologo del momento. E le nuove generazioni crescono in perfetta sintonia con questo stato di cose. Siamo figli di un secolo che ha distrutto ogni sorta di autorità. Politica, morale e religiosa. Nell’infatuazione democratica, ogni vincolo è venuto meno. Si prospettava il sol dell’avvenire e ci ritroviamo nella nebbia del presente. Con ancora meno speranze dei nostri padri. Che il mondo vada per i fatti suoi è abbastanza scontato e non ci si può troppo scandalizzare, anche se il mondo va per i fatti suoi anche perché chi dovrebbe farlo rinsavire, ha deciso di inseguire il mondo, non di farsi seguire. Quello che scandalizza, terrorizza e lascia pensare, invece, è che la Chiesa, &lt;i&gt;Mater e Magistra&lt;/i&gt;, abbia smesso di essere maestra. E così ha smesso anche di essere madre. Che madre è chi non educa i propri figli, chi non insegna loro cos’è bene e cos’è male? Che madre è quella che permette tutto al figlio, scende ai suoi livelli, per stabilire una comunicazione che porta solo a una gran perdita di tempo e di chiacchiere, ma non matura il figlio, che l’unica cosa di cui avrebbe bisogno è un bel ‘no’ e, ogni tanto, una bella pedata nel sedere? Eppure il Capo, e Fondatore della Chiesa si è espresso in modo chiaro (e ovviamente autorevole), dicendo: &lt;i&gt;“Se mi amate fate quello che io vi comando&lt;/i&gt;” [Gv 14,15]. Il tanto inflazionato termine ‘amore’, per Gesù Cristo, si realizza nell’obbedienza. Chi ama obbedisce, non fa come gli pare. I cristiani, che amano Dio, obbediscono a Lui. E come si realizza quest’obbedienza? Ascoltando e obbedendo ai suoi ministri. Chi obbedisce a loro obbedisce a Lui e chi ignora loro ignora lui. &lt;i&gt;“Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me&lt;/i&gt;” [Lc 10,16]. Anche a costo, Padre Pio docet, di subire persecuzioni e incomprensioni. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2982833261508553210?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2982833261508553210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/la-perdita-dellautorita-allinterno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2982833261508553210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2982833261508553210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/11/la-perdita-dellautorita-allinterno.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-4792308617791469935</id><published>2011-10-26T20:26:00.001+02:00</published><updated>2011-10-26T20:26:10.599+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;In prossimità dell’imminente solennità di tutti i Santi&lt;/b&gt; e della commemorazione di tutti i fedeli defunti, la Chiesa cattolica stabilisce che i fedeli possano lucrare l’indulgenza, secondo la prassi stabilita. La domanda sorge spontanea: cos’è l’indulgenza? Prima di fornire una risposta dobbiamo sgombrare il campo da quel residuo d’indottrinamento scolastico di cui tutti, volenti o nolenti, siamo vittime. Infatti, all’ascolto della parola “indulgenza” subito ci vengono alla mente alcune conclusioni indebite. Che sono, non necessariamente tutte e non nell’ordine: “menzogna”, “furto”, “papolatria”, “ignoranza medievale”, “potere temporale della Chiesa”, “Lutero aveva ragione”, “la Chiesa ora ha cambiato e migliorato le cose”, “Basilica di san Pietro”, “impostura dei preti”, “oscurantismo”, “bigottismo”, eccetera. Molto, per forza di cose, ho dovuto censurare e edulcorare. Ma in sostanza, questo, è quello che si pensa. Aldilà di alcune evidenti idiozie storiche, altre, seppur non storiche, rimangono vere e proprie idiozie. Non è questo lo spazio per parlare di Lutero e del disastro che egli procurò (e che iniziò permettendo ai suoi successori di perpetrare), ma vorrei porre l’attenzione su che cos’è la pratica delle indulgenze. Inevitabilmente quando si parla di ciò, sorgono alla mente certi dogmi scolastici. Sostanzialmente basta, per ora, ricordare che la Chiesa cattolica non ha cambiato nulla in merito (e non potrebbe in materia di dottrina) e che continua, imperterrita, ad amministrare questa grazia ai fedeli che ne volessero usufruire. Prima però di capire cos’è l’indulgenza, per semplicità di metodo, di forma e di chiarezza, bisogna fare un passo indietro. Bisogna partire da un altro discorso, apparentemente indipendente, ma profondamente legato a quello dell’indulgenza. Senza il quale non si comprende nulla in merito. Prendiamo il Catechismo di San Pio X, breve chiaro e diretto, che permette una migliore delucidazione. Dobbiamo, quindi, partire con la riflessione ponendo l’attenzione al peccato, alla pena a esso connessa e all’assoluzione derivante dal Sacramento della Penitenza, ad esso connessa. Mi rendo conto che parlare di colpa e di pena in una società (anche ecclesiale) come la nostra, a tinte rosa, buonista e smielata, appare ridicolo, se non assurdo. Oltretutto parlare di 'pena meritata' come fa il Catechismo (lo vedremo fra poco) sembra un assurdo nella mentalità egemone. Don M. Stanzione scrive che &lt;i&gt;"Una legge senza una pena non è una legge, bensì un suggerimento".&lt;/i&gt; Il Decalogo, almeno per quello che conosco io, è una Legge, non un insieme di consigli, di buoni propositi che Dio ha rivelato all'uomo. Oltretutto è evidente, e comunque così insegna la Chiesa, che a una colpa corrisponda una pena da scontare. Oltre a non essere scontato (e inspiegabilmente non spiegato da chi di dovere) la pena riguardante i peccati è duplice: eterna e temporale. Se quella eterna si estingue con una buona Confessione, lo stesso non accade per quella temporale. Infatti, Il Catechismo, rispondendo alla domanda: &lt;i&gt;“Rimessi con l'assoluzione i peccati, è anche rimessa ogni pena meritata?”&lt;/i&gt;, recita:&lt;i&gt; ”Rimessi con l'assoluzione i peccati, è rimessa la pena eterna meritata col peccato mortale, ma se non si abbia una contrizione perfettissima, rimane ordinariamente da scontare, in questa vita o nell'altra, una pena temporanea.” [Catechismo San Pio X § 381]&lt;/i&gt; Prosegue il Catechismo: &lt;i&gt;“Che cos'è la soddisfazione o penitenza sacramentale? La soddisfazione o penitenza sacramentale è l'opera buona imposta dal confessore a castigo e a correzione del peccatore, e a sconto della pena temporanea meritata peccando.” [Catechismo San Pio X § 382]&lt;/i&gt; Ci viene in soccorso un esempio fatto dall’allora Patriarca di Venezia Albino Luciani (futuro Papa Giovanni Paolo I), quando disse: &lt;i&gt;“Se io offendo uno e poi voglio riconciliarmi con lui, gli devo dare una soddisfazione. Ciò comporta un mio abbassamento e una qualche mia pena. Succede così tra noi uomini, succede così anche con Dio e noi cattolici temiamo che, rimesso il peccato, Dio non rimetta tutta la pena dovuta, nel caso il pentimento del peccatore sia stato imperfetto" [Albino Luciani, Ritiro predicato alle Superiore religiose del Patriarcato di Venezia, maggio 1973].&lt;/i&gt; A questo punto possiamo passare a spiegare che cosa sia l’indulgenza. Essa è &lt;i&gt;“una remissione di pena temporanea dovuta per i peccati, che la Chiesa concede sotto certe condizioni a chi è in grazia, applicandogli i meriti e le soddisfazioni sovrabbondanti di Gesù Cristo, della Madonna e dei Santi, le quali costituiscono il tesoro della Chiesa." [Catechismo San Pio X § 386] &lt;/i&gt;Segue poi la spiegazione sull’indulgenza parziale e plenaria. È fondamentale poi ricordare, che l’indulgenza si può applicare ai vivi o ai defunti, e proprio per questo, è permesso lucrarla nella prossima solennità di Ognissanti e della Commemorazione di tutti i fedeli defu &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-4792308617791469935?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/4792308617791469935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/in-prossimita-dellimminente-solennita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4792308617791469935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4792308617791469935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/in-prossimita-dellimminente-solennita.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-7144461264796583007</id><published>2011-10-18T15:31:00.000+02:00</published><updated>2011-10-18T15:31:06.673+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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Come Lei certamente saprà in quella data, per laprima volta, si celebrerà la memoria liturgica del Beato Giovanni Paolo II e laDiocesi di Roma aveva preparato questo momento importante.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A scriverle è un giovanecattolico che avrebbe partecipato con gioia, insieme a molti altri, ma che nonpotrà farlo perché la settimana scorsa dei criminali, hanno devastato il suolo,l’onore e la memoria della città di Roma, di cui Lei è Sindaco. Questo è ilfrutto della democrazia: la violenza di pochi prevale su tutto e tutti e noi,non potremo svolgere quello che sarebbe stato un pellegrinaggio silenzioso, ordinato,festoso e orante.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Avremmo dimostrato, come abbiamofatto per tutto il mondo al seguito anche e soprattutto del Papa Giovanni PaoloII, che si può sfilare per le città anche in due milioni di persone e nonarrecare alcun danno. Invece, si può essere in duecentomila e spaccare tutto.Costoro hanno vinto. La Sua decisione lo conferma e lo legittima.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sono certo che Lei sapeva conlargo anticipo dell’iniziativa del Vicariato di Roma per sabato prossimo. Mi domando:era necessario firmarlo in questi giorni il provvedimento che vieta ogni formadi corteo e manifestazione, per il prossimo mese? Non si poteva aspettare chequesto evento si svolgesse e poi, eventualmente, provvedere come Lei haprovveduto?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sono profondamente addoloratodall’accaduto. La fede dei cattolici è stata ferita due volte. Sabato scorsocon la profanazione di luoghi sacri e la distruzione della statua dellaMadonna, e sabato prossimo con la censura al pellegrinaggio in memoria delBeato Giovanni Paolo II.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questo è il riconoscimento cheRoma riserverà al Suo Beato Vescovo, in segno di ringraziamento per quanto Egliha fatto per la Sua città.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Distinti saluti,&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;un fiero cattolico, esempre meno fiero cittadino romano.&lt;br /&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Daniele Di Geronimo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-7144461264796583007?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/7144461264796583007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/normal-0-14-false-false-false-it-x-none_18.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7144461264796583007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7144461264796583007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/normal-0-14-false-false-false-it-x-none_18.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-6211448714279685224</id><published>2011-10-13T12:12:00.001+02:00</published><updated>2011-10-13T12:12:08.949+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Mt 22, 15-21.&lt;/b&gt; XXIX Domenica del Tempo Ordinario, anno A. Il Vangelo che ascolteremo Domenica prossima in tutte le chiese cattoliche. In esso ascolteremo la grande lezione di Gesù Cristo: &lt;i&gt;«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio»&lt;/i&gt; Meditando su questo passo mi domandavo: “cos’è di Cesare e cos’è di Dio?”. Molti probabilmente si rifaranno alla diatriba tra Chiesa e Stato, sulla laicità di quest’ultimo e sulle ingerenze (in Italia dipende dalla convenienza) della Cattolica, negli affari dello Stato. Eppure, aldilà di questa pur importante riflessione, che mostra già da subito come sia lo stesso Gesù Cristo (non Garibaldi, Cavour, Napoleone o Enrico VIII) a distinguere le due sfere. Il problema nella storia si è posto quando i Garibaldi, i Cavour, i Napoleone e gli Enrico VIII di turno si sono beatamente infischiati delle esigenze della povera gente ed ecco che essa si è rivolta a quell’Autorità che regge il mondo da almeno duemila anni: il Papa, il Successore di Pietro. Ecco allora che Egli si è ritrovato ad amministrare le cose civili e, con onestà intellettuale, Gli va riconosciuto il merito di averlo fatto spesso e volentieri meglio di tanti altri. L’esempio diretto della storia della città di Roma, sempre intimamente innamorata e grata al Papa, ne è una delle prove evidenti. Detto questo, le mie riflessioni vertono su ciò che è proprio di Dio e ciò che è proprio di Cesare. Da queste poche, ma intense, parole di Cristo, si evince che ci sono delle cose pertinenti a Cesare e delle cose che sono pertinenti  a Dio. E viene da pensare che queste cose non siano interscambiabili né sovrapponibili. C’è quindi da capire bene ciò che è sacro e ciò che è profano. A scanso di equivoci, per i puritani e i moralisti di turno, va detto che Gesù non condanna Cesare. Non dice “date tutto a Dio”. Nel sano realismo cristiano, virtù latitante da decenni, l’uomo vive nel mondo e in esso non è un estraneo. Seppur cittadino del cielo, egli ha la sua dimora sulla terra (cfr. &lt;i&gt;A Diogneto, V, 9&lt;/i&gt;). Con essa, quindi, deve relazionarsi. Rimane che ci sono cose specifiche di Dio e altre no. Non bisogna cadere nell’errore di confondere i due piani (nell’isteria del relativismo), né di pensare che non esistano differenze (nell’isteria dell’indifferentismo). Se questo era evidente fino a qualche secolo fa, oggi non lo è più. Frutto (o causa?) della crisi della fede (che è la base della crisi della Chiesa) è anche questo sincretismo tra sacro e profano. Elementi specificatamente mondani sono inseriti negli spazi e nei tempi sacri e, inevitabilmente, elementi sacri sono riversati, tradendoli, nel profano. Ciò che positivisti e intellettuali non hanno mai capito, è che l’uomo ha una dimensione religiosa. Non si può prescindere da essa. Se viene meno non è che essa sparisce, ma si modifica e si riversa su altri aspetti. Non è che le società cosiddette laiche e secolarizzate siano areligiose; anzi, esse sono più dogmatiche e devote di quelle religiose. Il problema sta nel fatto che queste società divinizzano cose e persone che non sono divine. Tanto per fare un esempio (imparato dal sempre ottimo Vittorio Messori, cui sarò sempre grato), le società moderne hanno trasferito il loro credo in un Dio (non necessariamente cattolico), nel dio dello Stato. Esso è divenuto il nuovo idolo da adorare e venerare, con festività da celebrare, con i suoi sacerdoti, i suoi ministri, i suoi luoghi e i suoi tempi sacri. L’allora cardinal Ratzinger scriveva che “&lt;i&gt;Quando l'uomo si sottrae a Dio gli piombano addosso gli déi“&lt;/i&gt;. Non si elimina quindi l’aspetto trascendente dell’uomo, piuttosto lo si sostituisce con un surrogato, nemmeno dei migliori. Questa distinzione tra sacro e profano, se era netta e chiara fino a qualche secolo fa, oggi non lo è più. Infatti, assistiamo alla sacralizzazione del profano e alla profanazione del sacro. In pochi termini: un’apostasia generale, così come l’ha annunciata dalla Madonna a Fatima e rimasta molto spesso inascoltata o derisa dai dotti del mondo, e della Chiesa. Viviamo, infatti, una fase della storia della Chiesa in cui non è più definita e, soprattutto, vissuta, la differenza tra sacro e profano, tra quelle cose di Dio e quelle cose di Cesare di cui parla il Vangelo. Ci si può rendere conto tranquillamente di ciò. Quali sono (e non sarebbero) gli spazi sacri? Tanto per citarne uno: la chiesa, il luogo di culto. Ebbene già da lì non si ha più la percezione che quello è uno spazio sacro. Sia perché le funzioni a esso connesse (la liturgia) spesso e volentieri viene celebrata in qualsiasi posto tranne in quello che le spetta: appunto lo spazio sacro, con suppellettili sacre. Le chiese moderne potrebbero essere perfettamente luoghi di culto di altre confessioni, potrebbero essere tranquillamente spazi riservati ad attività culturali o musicali, se non peggio, sociali. I caratteri specifici sono andati persi. E mi domando se sarà mai possibile recuperarli e se sì, a quale prezzo. Ancora: quali sono i tempi sacri? Potremmo rispondere il tempo liturgico. Anche qui, la distinzione ormai è persa. A malapena ci si ricorda quando è Natale perché i media ci rimbambiscono di Babbo Natale, certamente non si sa quando è Pasqua (e, soprattutto, cosa si celebra). La cosa più drammatica è il resto. Non si sa quando inizia la Quaresima, non si sa che la Domenica è giorno riservato a Dio e come tale esentato da attività mondane; non si sa (o si è permesso) che il venerdì è giorno dove non si mangia carne, eccetera. Ancora: quali sono le cose sacre? Le suppellettili per la liturgia, i libri sacri, ecc. Sulla liturgia mi trattengo, ma basta girare un po’ per l’Urbe e per l’Orbe, per accorgersi che si celebra con calici e patene sicuramente non d’oro (mi si risparmi la morale sulla povertà della Chiesa), con abiti civili e non sacri (oltre al fatto che il prete si traveste da laico), si usano iPhone e iPad piuttosto che il Breviario, eccetera. La lista potrebbe continuare, ma lascio ad ognuno questo esercizio. Non sarà difficile trovare elementi mondani nelle chiese (chitarre, canzoni da RadioItalia, lingue volgari, manifesti, bandiere della pace, elementi non cristiani, ecc), né trovare elementi sacri nel mondo (le processioni per comprare il nuovo tablet, le adorazioni al nuovo idolo della tv, le liturgie laiche, ecc). Il difficile, semmai, è distinguere l’errore. Capire, in sostanza, se una cosa è sacra e stona in un ambiente profano e, viceversa, se una cosa è profana e chiede vendetta agli occhi di Dio in un ambiente sacro. Se non ci riuscite, la colpa non è vostra, ma della mentalità ecclesiale che ha partorito queste atrocità e questa confusione. Nella giustificazione che la Chiesa deve aprirsi al mondo, aggiornarsi alle mode del momento, cambiare la sua facciata per rendersi più riconoscibile e non so quali altri slogan ridicoli, ricordo quanto solennemente affermato dal V Concilio Lateranense, nel lontano 1512: “&lt;i&gt;È necessario che gli uomini si adattino alle cose sacre, e non le cose sacre agli uomini”&lt;/i&gt;. Se qualcuno storcerà il naso e mi rimprovererà di anacronismo, perché cito un Concilio di esattamente cinque secoli fa e non quello di cinquant’anni fa, si metta l’anima in pace e si ricordi che la Chiesa è una e immutabile. Che la Sua Dottrina è la stessa ieri, oggi e domani. Se questo non è più così, la colpa e l’errore non sono di chi cinque secoli fa si è pronunciato in un modo, ma di chi cinque secoli dopo, si pronuncia in un altro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-6211448714279685224?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/6211448714279685224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/mt-22-15-21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6211448714279685224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6211448714279685224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/mt-22-15-21.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2109438345655407809</id><published>2011-10-05T21:19:00.000+02:00</published><updated>2011-10-05T21:19:34.853+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; 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Domanda agghiacciante quella posta nel film &lt;i&gt;“8 ½”&lt;/i&gt; di Fellini. Domanda che posta oggi, in un mondo in cui s’istituiscono ministeri per la felicità, considerata essa come un diritto, suona alquanto bizzarra e provocatoria. Nonostante questo, anzi proprio per questo, riprendo il discorso sulla felicità iniziato qualche giorno fa e che ha suscitato qualche domanda. Premetto che sono mie semplici considerazioni che, in questo caso, non si vantano di nessuna autorità, né di nessuna infallibilità. Provo a spingere oltre la mia riflessione e provo a chiarire alcuni punti su questo importante e pressante discorso. Direi che è opportuno iniziare ponendoci la giusta domanda: che cos’è la felicità? È la soddisfazione dei piaceri? Se ho sete, bevo, e sono felice? Se ho voglia di qualcosa, lo ottengo e sono felice? Mi sembra un po’ riduttivo e quantomeno misero. Oltretutto, riallacciandomi a quanto detto in precedenza, la felicità è un dono, si può ricevere, non ottenere. Anche così, essa risponderebbe all’appagamento di una nostra necessità? Ho bisogno di mangiare, qualcuno mi dà del cibo, quindi sono felice? Ho bisogno di affetto, qualcuno mi coccola, allora sono felice? Anche qui qualche stortura c’è. Ed è quella di ridurre la felicità ad un nostro bisogno, ad un nostro obiettivo, ad una nostra esigenza. Che poi, rimanendo in questi termini, qual è l’obiettivo dell’uomo? Essere felice come il penitente del video sembra volersi rimproverare? No. Lo scopo della vita dell’uomo è la salvezza. Quindi, eventualmente, la felicità sta lì. Essa però la otteniamo solo, eventualmente, con la morte. Il problema è solo rimandato. Nella vita etera si può essere felici. Il Catechismo della Chiesa cattolica ne parla ampiamente, identificando il paradiso e la vita eterna con la felicità piena. &lt;i&gt;“Non ti prometto di renderti felice in questo mondo, ma nell'altro”&lt;/i&gt; questo disse la Madonna apparendo a santa Bernadette Soubirous (la giovane di Lourdes). La felicità non sembra essere una questione peculiare di questo mondo. Mi spingo un po’ oltre. Non sarà che la felicità, su questa terra, non è un diritto, né tantomeno una cartina di tornasole per stabilire se una vita è riuscita o meno? Non abbiamo ancora però formulato una risposta soddisfacente: che cos’è la felicità? San Pietro dice che: &lt;i&gt;“Essi stimano felicità il piacere d'un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi” [1Pt 2,13]&lt;/i&gt; La felicità dunque, a detta del Principe degli Apostoli, non è nei piaceri di ogni giorno. Non possiamo, né dobbiamo, dargli torto. Perciò è qualcosa d’altro. Il Catechismo di San Pio X afferma in merito: &lt;i&gt;“Quelli che seguono le massime del mondo non possono essere veramente felici, perchè non cercano Dio, loro Signore e loro vera felicità; e così non hanno la pace della coscienza, e camminano verso la perdizione.” [Catechismo San Pio X, §266]&lt;/i&gt; Ed è in linea con quanto scrive san Giacomo nella sua lettera: &lt;i&gt;“Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.”[Giac 1,25]&lt;/i&gt;. Qui però subentra un elemento nuovo: la fedeltà alla legge. La messa in pratica di alcuni precetti. Ovvio che non si sta parlando di una mera, meccanica, realizzazione di comandi. C’è però da considerare quanto dice la Scrittura. E cioè che la felicità non si trovi nei piaceri del mondo, ma nella realizzazione della Legge. Ritorna prepotente, come sempre, il legame con la verità. Direi, oltretutto, che di fondamentale nel legame con la Legge e la verità è il trasferimento dell’oggetto centrale della riflessione sulla felicità. Non è l’”io”, ma il “tu”. Provo a spiegarlo con questa breve metafora. La felicità è come l’onda del mare. Alcune raggiungono la riva, bagnano la terra e divertono i bambini. Altre cullano e guidano le navi. Altre ancora non hanno nessuna utilità apparente. Se non quella di creare altre onde (magari proprio quelle che arriveranno a riva, o altro) o di mantenere vivo il sistema del mare. Così la felicità dell’uomo. C’è quella evidente dei sorrisi donati, dei baci e degli abbracci ricevuti. C’è però anche una felicità nascosta, magari dietro l’egoismo delle lacrime, per cui si gioisce per la gioia altrui. Oppure, come le onde nascoste e “inutili”, c’è una gioia che sembra sterile, ma che, invece, permette ad altri di essere felici. È una gioia che non si esprime in sorrisi ed entusiasmi, ma si nasconde nella passione di scelte atte a rendere possibile la felicità altrui. È un tipo di felicità che definirei sublimata. O che deve raggiungere tale sublimazione. Il voler essere felici perché altri ci rendono felici, perché ci danno qualcosa è un tipo di felicità. Magari nemmeno delle migliori. Essere felice perché quello che fai, o non fai, rende felice l’altro è un tipo di felicità più sottile, più difficile, ma forse proprio per questo più essenziale, duratura e perfetta. Una felicità che non si realizza nell’entusiasmo e che, specie all’inizio, cozza contro il nostro egoismo di voler essere i destinatari o i creatori, e non i tramiti della felicità. Abbiamo spesso la presunzione di essere gli artefici della gioia (nostra, come l’esempio del poker nella precedente riflessione) o altrui (come chi vorrebbe, magari anche con il migliore delle intenzioni, essere chi è capace di rendere felice l’altra persona, magari quella che ama). Oppure, peggio, siamo schiavi dell’idea che la felicità sia solo qualcosa che dobbiamo ricevere, ottenere, raggiungere. Da soli o attraverso gli altri poco importa. Ma è uno stato che deve riguardare noi, le nostre sensazioni, i nostri istinti, le nostre passioni. C’è anche una felicità disinteressata, che si disinteressa di se stessi, che si rende conto di non essere né fonte né fine di niente, ma solo strumento. Il centro diventa l’altro. Tutto questo può essere possibile se si è liberi e non schiavi di se stessi. Egoisti. L’egoismo porta alla tristezza, alla spossatezza e alla difficoltà di accettare la gioia di rendere l’altro felice. Poi quando questa felicità matura, ed è l’esempio dei santi, permette di sopportare ogni sofferenza, di vivere felici anche nel pieno delle tribolazioni, nel pieno dell’angoscia e della desolazione. Perché se questa è semina per la felicità altrui e se la felicità altrui è l’obiettivo primario, allora anche la tribolazione, l’angoscia e la desolazione divengono motivi di gioia. Piena. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2109438345655407809?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2109438345655407809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2109438345655407809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2109438345655407809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-5975073019322023659</id><published>2011-10-03T11:09:00.003+02:00</published><updated>2011-10-03T11:09:21.260+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Un tavolo verde.&lt;/b&gt; Persone sedute intorno a quel tavolo. A volte qualcuno si alza con volto felice. Altrettante e più volte, qualcuno si alza con volto triste, sconfortato e corrucciato; e a testa bassa lascia deluso il tavolo da gioco. Sì, lì si gioca. Avvicinandosi e cercando di capire cosa accade ogni giocatore ha delle carte in mano. A volte qualcuna la scarta e ne prende tante quante ne ha scartate. E poi si puntano dei soldi. O rappresentazioni di soldi. Essendo un gioco per certi aspetti si finge. Ma poi quando si torna alla realtà, essa occupa il posto della finzione e il denaro riacquista tutto il suo splendore e il suo fascino di potere. Credo si giochi per quello. Denaro e potere. Che potremmo riassumere in una parola: felicità. Lì si gioca per essere felici. Non che la felicità consista nel denaro o nel potere, ma queste spesso sono credute come i più alti esemplari di felicità. E il gioco del poker, questo il gioco che si pratica a quel tavolo, è una perfetta parabola della felicità dell’uomo. O meglio: della sua ricerca della felicità. Conviene fare prima un passo indietro e soffermarci su un uomo qualunque, e sul suo stato d’animo prima di sedersi a un tavolo da gioco. È un uomo comune. Come tanti. Come tutti. Ricco, povero, maschio, femmina, bambino, adulto, disoccupato, lavoratore, studente o imprenditore. Tutti hanno in comune una sola cosa: voler essere felici. E tutti, nonostante qualcuno gli abbia detto che la felicità non esiste, si ostinano a cercarla. Lo fanno sia perché vedono che qualcun altro è felice, e poi perché la loro condizione di insoddisfazione non gli permette di vivere. Al massimo sopravvivono. Ma sopravvivere porta ad annaspare, ansimare, soffocare e poi annegare. La sopravvivenza porta alla morte. Nessuno vorrebbe morire, per quanto si sa che alla fine per tutti accade. Nel frattempo si cerca di evitare di pensarci e di vivere serenamente. La natura stessa della vita costringe a cercare la felicità. Ma qui sorge il più grande problema della storia: non si trova. Capita che essa si confonda con qualcos’altro che si crede, esser la felicità, ma poi quando si ottiene, si scopre che è peggiore della sabbia tra le dita: scivola veloce fino a scomparire e a lasciare qualche granello di sé; sempre troppo poco rispetto a ciò che ci serve. Allora ci si dà da fare, si va in cerca della felicità. Si chiede a chi l’ha già incontrata. Si chiede a chi sa dove trovarla. Generalmente, purtroppo, la risposta che riceviamo è delle più pericolose: la felicità, ci dicono, te la dai da te stesso. Te la costruisci tu. Determini tu ciò che ti rende felice. Sei tu il creatore del tuo bene. Tu determini il tuo destino. Traducendolo nelle varie forme, il succo è questo. Allora l’uomo che cerca la felicità va in giro e, magari allettato da cose accessorie, si siede al primo (o anche al secondo o al terzo, è uguale) tavolo da poker. E qui inizia la sua annosa ricerca della felicità. Sì perché la felicità per l’uomo è come una partita a poker. Ti siedi e hai in dotazione una discreta somma di denaro, finta o reale che sia. Che punti nei vari turni di gioco. Giochi e perdi. Giochi e vinci. Giochi e perdi di nuovo e può darsi che continui a perdere come continui a vincere. Hai le tue carte in mano, che non scegli tu. Al massimo puoi fare dei cambi, ma anche le nuove carte non le puoi scegliere. Capitano. In mano hai cinque carte che possono essere tutto, come niente. Provi a fare combinazioni, supposizioni. In base a queste fai le tue puntate, fai i tuoi ragionamenti e decidi se, quante e quali carte cambiare. E giochi. La vittoria è nelle sue forme molto variegata. A volte vinci con una doppia coppia. A volte addirittura con un bluff. Altre volte ancora grazie all’abbandono degli avversari. Oppure grazie a un buon punteggio che si ha in mano. Ad esempio quando nelle cinque carte iniziali che hai trovi due coppie di carte e una quinta diversa. Una doppia coppia. Un discreto punteggio: poco per provare a vincere. Allora scarti la carta diversa. Tutto dipende dalla carta che entra, non da te. Se è uguale a una di quelle che hai già fai un full: un ottimo risultato. Altrimenti rimani con la tua discreta doppia coppia. E la frustrazione è alta. Raggiunge il picco quando hai quattro carte uguali, un poker, le possibilità di vincere sono ottime. Allora punti molto, investi su quella giocata, sei convinto di aver raggiunto la tua meta. E cali la tua giocata. Con il sorriso di chi sa di aver vinto e anche di classe. Capita però che con un poker perdi: qualcun altro ha una scala reale. Così è per la felicità. Sei lì convinto di averla trovata e c’è qualcuno più felice di te. Credi di averla conquistata e c’è qualcuno che la porta via. Sei convinto di averla costruita e scopri che essa è un idolo, vuoto e falso, perché costruito da te. Le conclusioni sono due: la disperazione o la rettitudine. Disperi perché credi che a te non sia stata riservata una seppur minima parte di felicità. Oppure capisci che non puoi dartela da te stesso e che essa è un dono che può darti chi ti conosce e sa di cosa hai bisogno. Essendo un dono non è un diritto e non possiamo appellarci a nessun tribunale per pretenderla e ottenerla. Magari c’è chi può renderti felice, ma non lo fa. Non puoi costringerlo a farlo, perché la felicità svanirebbe ed esso ti darebbe quello che tu vuoi, superando lo stupore del dono e la gioia della gratuità. Ecco allora che la felicità non è un diritto né un prodotto umano. Non la determiniamo da noi stessi. Però possiamo darla alle persone che amiamo. Spesso doniamo tristezza e lacrime, non gioia e serenità. Non siamo il padreterno che possiamo rendere tutti felici. Qualcuno sì. Magari proprio quel qualcuno che non è in grado di rendere felice te. Ma la felicità, come l’amore, non è un baratto. Non si dà perché poi si riceve in cambio. Si dà perché rende felice l’altro. Tenerla per sé non basta, non serve. Non ti rende felice. Ti rende felice solo nella natura in cui la doni. E ti doni. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-5975073019322023659?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/5975073019322023659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/un-tavolo-verde.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5975073019322023659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5975073019322023659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/10/un-tavolo-verde.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-3309188970944056684</id><published>2011-09-29T18:24:00.001+02:00</published><updated>2011-09-29T18:24:23.993+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Due cari amici &lt;/b&gt;(che Dio li benedica e li colmi di grazie), che amano provocare le mie convinzioni, e stuzzicare la mia pazienza (ben poca), mi hanno regalato (ritrovata in uno scatolone di una parrocchia) una piccola enciclopedia con alcuni testi di psicologia. Per loro che mi frequentano, sanno la mia avversione e la mia irritazione per tale materia; quindi il regalo, più che un dono, è una sfida. Che da subito, raccolgo. Prendo a caso un volume di questi, nello specifico s’intitola &lt;i&gt;Educazione e psicoanalisi&lt;/i&gt; di A. Freud, e scorrendo l’indice analitico giungo alla voce religione. E qui il mio interesse si accende. Ovviamente non per la psicologia, ma per la religione. Al massimo per il rapporto che intercorre (sempre che possa intercorrere) tra psicologia e religione. Ma già dall’indice analitico si capiscono un po’ di cose. Infatti alla voce “&lt;i&gt;religione&lt;/i&gt;” non ci sono i riferimenti diretti, ma si rimanda alla voce “&lt;i&gt;concetto di Dio&lt;/i&gt;”. La cosa mi puzza, e nemmeno poco. Ridurre la religione ad un concetto mi sembra una forzatura, oltrechè una riduzione. Per giunta per la religione cattolica che la stessa definizione di religione le va stretta, visto che si tratta di un intervento di Dio nella storia. Quindi tanto un concetto non è. Ma vediamo lo stesso di leggere cosa c’è scritto. Partendo dal presupposto che spesso e volentieri la psicologia vede nella religione un prodotto umano, un palliativo alle turbe mentali dell’uomo, un impedimento alla vera e reale realizzazione dell’essere. Presupposti che non si coniugano per niente con la religione cattolica. L’unica in cui credo, l’unica vera. Fino ad ora le mie sono state considerazioni personali, fondate sulle mie elucubrazioni e sulle mie sensazioni. E, si sa, le sensazioni non sempre portano alla verità. Mi rendo conto però, che in ambito psicologico, forse, una verità non c’è. E per questo ritorna evidente l’inconciliabilità con la fede cattolica. Nel testo in questione e ai riferimenti della voce ‘religione’ dell’indice analitico ne ho una conferma. Vado a pag. 60 e leggo: &lt;i&gt;“Perciò l’idea di Dio, che costituisce la veste definitiva indossata dall’autorità, va incontro a mezza strada verso il sentimento d’onnipotenza posseduto dal bambino per puntellare quest’ultimo e impedire che possa vacillare. Un’influenza decisiva al riguardo, lo sappiamo, è fornita dall’atteggiamento dei genitori: a seconda del modo in cui il sentimento d’onnipotenza viene rafforzato o indebolito dalle prime ricerche del bambino si verificherà in lui un carattere portato verso l’ottimismo o il pessimismo, la prudenza o l’intraprendenza, l’audacia o la sfiducia. Perché l’esito dello sviluppo coincida con un sano ottimismo e non invece con l’utopia o la fantasticheria occorre che il pensiero corregga in tempo questa onnipotenza.”&lt;/i&gt; Per il momento mettiamo un punto, anche perché di cose da dire ce ne sono. In soldoni quello che dice la Freud è che siccome il bambino deve crescere ottimista (ma non è anche l’ottimismo, come tutti gli –ismi, un’utopia e un’ideologia?) deve essere eliminato il sentimento d’onnipotenza, cioè il concetto di Dio, visto che quest’ultimo è legato strettamente al sentimento di onnipotenza del bambino. Quindi la psicologia riconosce senza problemi che la religione è un impedimento alla maturazione delle persone. Bene. Benissimo. Ognuno predica ciò che vuole. La cosa agghiacciante è il solito, ridicolo, sterile e angosciante tentativo dei cattolici di conciliare tutto quello che non è cattolico con il proprio credo. Quindi spesso si sentono e si leggono di cattolici che reputano, sana la psicologia. Basterebbe sapere che la psicologia non reputa sana la religione per capire che qualcosa non va. Oltretutto si parla della religione come di “utopia” e di “fantasticheria”. Sarebbe da far notare che a essere sano, e cattolico, è il realismo. Il vedere le cose per quello che sono, non pregiudizialmente bene (come fa l’ottimismo) o pregiudizialmente male (come fa il pessimismo). Per chi ancora non fosse convinto andiamo avanti. Perché c’è dell’altro. Pagine 61 e 62. Leggiamo: &lt;i&gt;“L’idea di Dio danneggia il principio di realtà in quanto impedisce di respingere l’irreale e l’incredibile; può lederlo in maniera tale che il riconoscimento del tangibile, di ciò che è a portata di mano, di tutto quello che si suole definire “evidente” nelle questioni intellettive viene rimosso insieme a tutti i processi più profondi di pensiero. […] Il danno arrecato può variare di natura e intensità: può interessare i poteri intellettivi nella loro totalità oppure solo qualche singolo settore di essi, ma in ogni caso non è eliminabile del tutto da una successiva educazione illuminata. […] Non basta dunque abolire semplicemente dall’educazione del bambino dogmi o altre educazioni confessionali, quantunque i loro effetti inibitori sul pensiero sono oggi riconosciuti con maggiore facilità. Introdurre nell’educazione dell’infanzia l’idea di Dio per poi lasciare che sia lo sviluppo del singolo individuo a occuparsene non costituisce perciò il mezzo più adatto per dare al bambino una libertà da essa. […] potrà liberarsene soltanto a prezzo di duri sforzi e di gravi dispendi di energia.”&lt;/i&gt; Cattolici e credenti di tutto il mondo svegliatevi: siete degli idioti! Questo ci vogliono far capire. I preti, sempre loro, per secoli e millenni hanno soggiogato l’umanità, intristendo il mondo, arrecando danni irreparabili a quei bambini e adulti da loro educati. Siccome se ne sono resi conto, hanno provato, loro, gli illuminati, a portare una cura a questa mattanza. La dea Ragione ha fatto il suo ingresso nella storia. Ma siccome hanno costatato che la fede, specie quella cattolica, che non si piega ad essere una religione nazionale controllata dallo Stato, hanno capito, come ci illumina la Freud, che alla religione non c’è cura. L’unica soluzione è eliminarlo del tutto, evitare che nasca. Lo fanno per il bene dei bambini, loro sì che gli vogliono bene alle creature umane. Gli vogliono risparmiare traumi! Non sia mai che capendo che esiste un Dio creatore, riconoscano di non essere loro Dio. Non sia mai che capendo che esiste un Dio redentore, loro sono peccatori e bisognosi di salvezza. Non sia mai che capendo che esiste un Dio amore, si sentano in dovere di considerare l’altro come fratello e non come schiavo, impedimento da eliminare per realizzare la propria egofelicità. Hanno avuto l’illusione di riuscirci, di eliminare la religione. Hanno creato stati e domini aconfessionali. Nazismo e comunismo. I risultati li conosciamo tutti. A meno che non vogliamo dire che sono stati un bene. Certo, ci sarà qualche psicologo che mi rimprovererà che quelle tesi che ho esposto sono antiquate, superate. Aldilà del fatto che vorrei capire quali sono quelle attuali, se ce n’è una chiara e definita, oppure è suscettibile delle mode del momento e dei convincimenti dello psicologo di turno. Oltretutto vorrei dire a costoro che seppur superate e antiquate, queste tesi sono legittimate. Seppur originarie, ma poi corrette, la base è quella. È contro ogni religione. In particolare contro la fede cattolica. Che poi si riesca a conciliare le cose, complimenti a chi ci riesce. Io trovo difficoltà. Vedo, nella mia cecità, una materia, la psicologia, che considera l’uomo un prodotto, un mezzo su cui sperimentare e guadagnare (tutto ciò è palese in quella branca della psicologia denominata “psicologia del marketing”), una cosa e non una persona. Tutto ciò contrasta in maniera pesante con una religione, quella cattolica, che considera l’uomo, il centro di tutto, la sublimazione della creazione. Tanto da riconoscere in esso l’immagine del Suo Creatore. Tanto che lo stesso Creatore ha voluto farsi uomo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-3309188970944056684?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/3309188970944056684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/due-cari-amici-che-dio-li-benedica-e-li.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3309188970944056684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3309188970944056684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/due-cari-amici-che-dio-li-benedica-e-li.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2393993166604834383</id><published>2011-09-23T12:10:00.001+02:00</published><updated>2011-09-23T12:10:25.182+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Il Papa&lt;/b&gt; nel discorso al Parlamento tedesco ha parlato della ragione. Di giusto e sbagliato. Di bene e male. Solo un Papa, un Grande Papa come Benedetto XVI, poteva farlo. E a suo modo. Che ti lascia spiazzato, che sembra un discorso normale, prevedibile, ma che invece, come tutta la sua bibliografia dimostra, ha quel quid, quella chiave, che cambia la prospettiva di tutto e rende, perché lo è, ragionevole la fede e la visione cattolica della vita. Parlando di ragione ha fatto ritornare nella mia mente un appunto che, tra i tanti, ho salvato tra i fogli di carta ed elettronici. Ed è una riflessione sulla ragione e sui sentimenti. Una meditazione su quest’apparente dicotomia e alcune considerazioni sull’abuso che di ciascuno di essi (ragione e sentimento) si può fare. In una società estremista e sconclusionata come la nostra dove conta solo ciò che coincide con i nostri istinti, il peso maggiore verte verso il sentimentalismo, che non è una visione sana dei sentimenti, ma la loro assolutizzazione. Al contrario, per chi ancora si ostina a voler mettere in campo e a dare diritto di cittadinanza alla ragione, si ritrova esiliato, umiliato e additato come insensibile, pazzo, e anche un po’ incapace a capire come funziona davvero l’uomo. Ma vediamo di capirlo davvero l’uomo, ovviamente avvalendoci dell’aiuto di ciò che dice il Catechismo della Chiesa cattolica.  L’uomo è un essere ragionevole, dotato dell’uso della ragione. Cosa che lo contraddistingue dalle bestie. Anche questa cosa non è molto ovvia in un mondo dominato dall’adorazione degli animali, dalla loro tutela e cura e dall’abbandono dell’uomo. La ragione, quindi, sembra essere un tratto peculiare dell’essere umano. Non è, come si potrebbe temere, qualcosa di cui liberarsi per essere davvero se stessi, per realizzarsi. Eppure questa è la visione predominante oggi. Oggi si pensa che l’io, l’uomo naturale, sia quello che sregolato da ogni norma e regola, fa quello che la sua carne, i suoi istinti, la sua anima più pura gli suggerisce di fare. Tale concezione trova terreno fertile nella visione relativista della realtà; non riconoscendo più una distinzione tra bene e male, ogni istinto, desiderio e voglia, è un diritto. Ed è quello che magistralmente ha denunciato l’allora cardinal Ratzinger nell’omelia nella Messa Pro Eligendo Romano Pontefice, dove affermò che: &lt;i&gt;“Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”&lt;/i&gt;. I sentimenti slegati da tutto, lasciati liberi a se stessi, sono la misura con cui giudicare l’uomo. Aldilà della pazzia e dell’incoerenza che domina l’uomo che cede a questa visione (un giorno si ha voglia di una cosa, il giorno dopo di un’altra), a essere minata è la convivenza civile e sociale. Se ogni mia voglia è un diritto, chiunque ostacoli questo mio diritto è qualcuno che attenta alla mia realizzazione, alla mia felicità. Quel qualcuno è un fondamentalista. Quel qualcuno va eliminato. Poco importa se è un bambino nel tuo grembo. La mia vita deve andare come dico io; io non ho voglia di essere madre, per cui quella “cosa” che ho dentro può benissimo essere eliminata. E lo Stato si è piegato a questa visione. L’educazione verte in questa direzione. Soddisfare le proprie voglie. L’essere se stessi coincide con la realizzazione dei propri istinti. Anche i più animali, i più assurdi. Chi ha dalla sua la grazia di essere cattolico sa che l’uomo è contraddistinto da una cosa che si chiama &lt;i&gt;peccato originale&lt;/i&gt;. Questa cosa qui non è una favola per bambini o un’invenzione dei preti per dominare le coscienze: è la realtà della condizione umana. La sua natura è corrotta. Abbandonata a sé essa tende verso il male. Inevitabilmente. Ecco perché fa ancora più rabbia e scandalo se questa visione sentimentalista, relativista e fondata sugli istinti è sposata dai cattolici. Ecco perché i sentimenti e gli istinti non possono essere messi a fondamento delle proprie decisioni. A tal proposito va ricordato che &lt;i&gt;“Le passioni sono commozioni o moti violenti dell'anima che, se non sono moderati dalla ragione, trascinano al vizio, e, spesso, anche al delitto” [Catechismo san Pio X §259]&lt;/i&gt; Questo non vuol dire che non ci siano. Siamo cattolici, quindi realisti, e sappiamo che parte costitutiva dell’uomo è anche, e non secondaria, quella delle passioni. Ma come abbiamo visto, non possono e non devono esserne la base. Sono una parte fondamentale. Non si può fare una cesura. Non può essere un aut-aut, ma un et-et. Ragione e sentimento. Questo non deve essere abbandonato. Perché la tendenza pericolosa in cui si può procedere è quella di pensare di eliminare i sentimenti. Di soffocarli. Questa è una delle tante accuse rivolte a chi ancora crede nel potere e nel dovere della ragione. Aldilà dell’impossibilità di eliminare i sentimenti, questa non è la visione cattolica, quindi reale, della vita. Essi (i sentimenti) rendono unici gli uomini, li salvano da un’esistenza ridotta a mero esercizio del dovere. Ad essere una macchina che rispetta gli ordini. Questo non è l’uomo cattolico. Questa è semmai una visione moralistica dell’essere umano. Se abbiamo visto che i sentimenti non possono essere messi a fondamento dell’agire umano, la tentazione è quella di risolvere l’equazione ‘ragione-sentimento’ spostando il baricentro tutto sulla ragione. E far dominare la vita solo e soltanto da essa. Eppure a ben guardare anche qui sorgono dei problemi. Nell’eccesso e nell’abbandono della ragione. Abbandonando la ragione, l’uomo diventa schiavo di sé, delle sue voglie, e, peggio ancora, di chi si trova di fronte. Assolutizzando però l’uso della ragione, si finisce per togliere ogni sapore alla vita. Si finisce per considerare la vita come un meccanismo perfetto al quale si può rispondere con operazioni precise e determinate. L’esperienza dimostra che non è così. Se quindi, cercando di tirare le somme, sia l’abbandono delle passioni (apatia), sia la loro assolutizzazione (relativismo), sia l’abbandono della ragione (l’uomo come le bestie), sia la sua assolutizzazione (l’uomo come macchina) è un errore e provoca solo che danni, dove sta la realizzazione dell’uomo? Come può egli risolvere l’annosa equazione della dicotomia tra ragione e sentimento? Abbiamo appurato che è la ragione che guida l’uomo, che lo rende tale, non schiavo dei propri istinti e, quindi, diverso dalle bestie. Ricordava Giovanni Fighera, nel suo bellissimo Amore che mov il sole e l’altre stelle come &lt;i&gt;“Dante definisce lussurioso nel canto V dell’Inferno proprio coloro che la «ragione sottomettono al talento». Sentimento e attrazione («talento») per l’altro sono importanti, ma non possono sopraffare la ragione.”&lt;/i&gt; Questa ‘ragione’, però, non è un dio da venerare. Non bisogna sottomettersi incondizionatamente a essa. Bisogna che la ragione sia illuminata da quella cosa che tanto fa storcere il naso ai sapienti, ai cattolici adulti, ai governanti, agli illuminati, ai grandi del mondo. Stiamo parlando della fede. Di Dio. Senza di essa e senza di Lui, ogni agire dell’uomo sarà pazzo e deleterio. Quella cosa lì, la fede, è ciò che il Papa sta tentando di riportare in Europa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2393993166604834383?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2393993166604834383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/il-papa-nel-discorso-al-parlamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2393993166604834383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2393993166604834383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/il-papa-nel-discorso-al-parlamento.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2481260627268424608</id><published>2011-09-18T00:22:00.005+02:00</published><updated>2011-09-18T00:22:58.160+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;«In una cattedrale c’era un organo eccellente, di quegli Organi all’antica, fatti a regola d’arte e con tanto senso religioso da uno dei migliori organari di qui tempi. Ma in quella cattedrale c’era anche un pessimo organista, di quei fracassoni moderni da chitarra elettrica, che a forza di gomitate, e siccome era aggiornato, aveva sbalzato via il suo predecessore e si era insediato al suo posto. Quando però metteva le mani sulla tastiera, tutti scappavano di chiesa. Che ti fece quel vescovo, udito il consiglio presbiterale, per riparare a tanta iattura? Cambiò l’organol».&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;Questa breve storiella&lt;/b&gt; è presa dall’illuminante e confortante romanzo di Walter Martin (pseudonimo di don Giuseppe Pace), che s’intitola &lt;i&gt;Habemus Papam&lt;/i&gt;. Ed è una perfetta fotografia della Chiesa cattolica di oggi. Che tanto piace a comunisti, protestanti, sindacalisti, massoni e eretici di ogni risma. Che però non si rifà al Suo Divino Fondatore: Gesù Cristo. Che non era uno tanto tranquillo quanto l’immagine buonista da catechismo fumettista di parrocchia vorrebbe far credere. Gesù Cristo non è mai stato un tipo accomodante come lo sono i nostri sacerdoti e vescovi, che in nome del dialogo sarebbero pronti a rinnegare anche la loro stessa esistenza. La Chiesa cattolica, essendo per volontà divina, una realtà anche (non solo!) umana, necessita, come tutte le cose umane, di correzioni, accorgimenti e approfondimenti. Non di stravolgimenti e rivoluzioni tanto care a comunisti, protestanti, sindacalisti, massoni ed eretici cui accennavo sopra. Nessuno nega che qualche nota storta, nella magnifica ed eterna sinfonia della Chiesa cattolica, c’era. E come tale andava rivista. Il problema è stato, come esemplificato nella storiella iniziale, che invece di migliorare la formazione, l’istruzione, l’insegnamento della dottrina, la cura e la devozione dei sacerdoti, si è andato abbattendo (tentando e non riuscendoci del tutto) tutto l’edificio sacro. L’organo della storiella è quindi diventato il celibato dei preti, la Santa Messa, l’insegnamento della dottrina cristiana, la devozione al Santissimo Sacramento, l’obbedienza al successore di Pietro, la cura nella costruzione delle chiese, ecc. Piuttosto che correggere le storture, magari sostituendo e rimuovendo chi le predicava, si è andati con il sostituire le strutture stesse della Chiesa. Con il risultato, ridicolo e agghiacciante, di non aver ottenuto quei miglioramenti tanto decantati e tanto sbandierati per giustificare tali e tante deviazioni. Tanto per rimanere in ambito liturgico, piuttosto che cambiare il rito (e il senso) della Messa, andava approfondita la catechesi e l’istruzione dei fedeli. Il motivo di tale rivoluzione? La gente non partecipava più alla Messa e la frequenza ai Santi Riti stava diminuendo terribilmente. Vero. Nessuno lo nega. I risultati quali sono stati? Oggi come oggi non assistiamo allo stesso problema? Ci rendiamo conto e riusciamo ad avere l’onesta intellettuale di ammettere che il problema non era il rito, né il latino, né il Gregoriano, né la Comunione in ginocchio, né la direzione del celebrante, né la natura sacrificale della Messa? Ma il problema era (ed è) in quello che viene insegnato ai fedeli? L’autore del romanzo da cui siamo partiti aveva previsto anche questo e nel dialogo tra due sacerdoti (uno cattolico e l’altro progressista), affronta proprio questa questione. Ed ecco cosa si dicono i due: &lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;«Ora la frequenza, qualitativamente, è aumentata». Dice il sacerdote progressista. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Tanto che essa prosegue anche fuori dalle chiese» afferma ironico il sacerdote cattolico. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio questo il punto. La riforma ha fallito. I risultati fuori, non si vedono. La gente divorzia e ha votato a favore del divorzio. La gente abortisce, è favorevole all’aborto e ha votato in favore di esso. La gente non è contraria all’eutanasia, né alle coppie di fatto, né al divorzio breve, né alle unioni omosessuali, né alle adozioni alle coppie omosessuali e non sposate, né a tante altre sinistre, diaboliche, ottusità. Era prevedibile già dall’inizio, ed era perversa anche per altri motivi, ma lo vogliamo ammettere una volta per tutte che tutta questa innovazione, tutto questo aggiornamento, tutta questa apertura al mondo, non ha aiutato la Chiesa cattolica? L’ha solo conformata al mondo, col risultato che il mondo ha soffocato la Chiesa. E tutto questo è magistralmente narrato in un aneddoto del suddetto romanzo col quale finisco. Eccolo: &lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;i&gt;Dissero gli oceani ai continenti: “Non vedete quante sponde abbiamo in comune? Perché non ci uniamo ecumenicamente?”. E tutto ritornò come era prima che Iddio separasse la terra dalle acque!» &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2481260627268424608?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2481260627268424608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/in-una-cattedrale-cera-un-organo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2481260627268424608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2481260627268424608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/in-una-cattedrale-cera-un-organo.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-6391893304248477033</id><published>2011-09-14T07:54:00.002+02:00</published><updated>2011-09-14T07:54:43.572+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quattro anni fa&lt;/b&gt; il Sommo Pontefice Benedetto XVI emanava il Motu Proprio &lt;i&gt;Summorum Pontificum&lt;/i&gt; che, in sostanza, permette, a chiunque lo desideri, di celebrare liberamente la Santa Messa secondo il Messale del beato Giovanni XXIII. In soldoni: la cosiddetta Messa antica. Che non è solo latino, postura del celebrante, pizzi e merletti. È molto altro. Che volutamente si trascura perché timorosi che chi vi si accosta (e molti giovani ne sono testimoni) ne rimanga affascinato. E finisca con il preferire questo modo di celebrare a quello riformato. Sgombriamo subito il campo da dubbi: entrambe le forme del rito sono valide e legittime. C’è però all’interno della Chiesa una frattura grave ed evidente: tra chi pregiudizialmente preferisce il nuovo rito e chi sostiene che sia valido solo l’antico. Ciò che la Chiesa ha bisogno è di giudizi veri e reali, non di pregiudizi. E l’altra cosa fondamentale nella Chiesa cattolica è l’obbedienza al Papa. Il Papa, Benedetto XVI felicemente regnante, che ha voluto che l’antico rito fosse accessibile a tutti, liberandolo da ogni ostracismo. Ostracismi che però perdurano a causa di quei vescovi e sacerdoti che pensano di saperla più lunga del successore di Pietro in termini di liturgia. Aldilà del fatto, non trascurabile, che molti sacerdoti e vescovi tradiscono il voto di obbedienza pronunciato il giorno della loro ordinazione, la cosa più grave è il degrado cui assistiamo nelle liturgie quotidiane. Benedetto XVI, nell’inizio del Motu Proprio in questione, scrive che i papi hanno avuto sempre interesse che la &lt;i&gt;“Chiesa di Cristo offrisse alla Divina Maestà un culto degno, “a lode e gloria del Suo nome” ed “ad utilità di tutta la sua Santa Chiesa””&lt;/i&gt;. In che modo Benedetto XVI è intervenuto per adempiere questo compito? Con il Motu Proprio Summorum Pontificum. Per il Papa, quindi, celebrare secondo il Messale antico è il modo per la Chiesa di rendere degno culto a Dio. E non si riesce proprio a dargli torto vedendo come si celebra secondo il rito riformato. Che il cosiddetto rito Tridentino avesse bisogno di riforme è fuor di dubbio, che quelle attuate (in ostentato disaccordo con quanto previsto e dichiarato dal Concilio Vaticano II) siano buone e degne di quello che si sta celebrando, è tutto da appurare. L’esperienza è una buona cartina di tornasole. Se una delle critiche maggiormente rivolte a chi celebra e difende il Messale antico è quella di &lt;i&gt;rubricismo&lt;/i&gt; (cioè di attenersi a un aspetto formale delle rubriche della Messa), chi difende il nuovo Messale potrebbe benissimo essere accusato di sentimentalismo. O comunque di un’esagerazione opposta. Cioè quella di non attenersi più a nessuna norma. Non è impossibile, infatti, incontrare sacerdoti che muovono le mani a ritmo di musica, che alla Consacrazione sembra stiano recitando a teatro, piuttosto che pronunciando le parole che rendono Cristo presente nell’Eucarestia (lo stesso sacerdote al “prendete e bevetene tutti” ha indicato con il braccio tutta l’assemblea davanti a lui, come se stesse, appunto, recitando un copione). Non di rado troviamo Messe, dove le preghiere dei fedeli sono inni sindacali o demagogici, dove non si recitano le preghiere canoniche. Capita ogni tanto di ascoltare sacerdoti che cambiano le formule della benedizione e delle invocazioni. Per non parlare dell’indifferenza che regna durante la Consacrazione. In tutto questo, e ben altro, clima celebrativo, l’iniezione di sacralità data dal &lt;i&gt;Summorum Pontificum&lt;/i&gt; fa ben sperare. Certo è che, come sempre nella Chiesa, la cura e le medicine ci sono; il problema sta nel fatto che i medici (i sacerdoti) non le prescrivono più. O perché pensano che i fedeli non siano malati, o perché reputano che quelle cure non siano sufficienti. E allora si ergono loro a scienziati liturgici e trasformano la liturgia in una festa mondana. Lo spazio e il tempo liturgico assomigliano sempre più a quello quotidiano. Non c’è più nessuna differenza e gli elementi mondani entrano a far parte di quelli sacri. La cosa più buffa, e agghiacciante, è che quest’operazione di desacralizzazione è voluta e sbandierata dai suoi sostenitori. Infatti, costoro sostengono che così facendo avvicinano la gente alla fede e riempiono le chiese. Che riempiano le chiese forse è anche vero, ma che le avvicinino alla fede sono profondamente scettico. Ciò che la gente ha bisogno (ma questi miopi pastori non lo colgono) è qualcosa di diverso dalla banalità e dalla miseria quotidiana. Se anche la Chiesa, nel Suo massimo splendore (la liturgia), propone le stesse cose che propone il mondo, dove sta la convenienza e la bellezza di stare nella Chiesa? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-6391893304248477033?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/6391893304248477033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/quattro-anni-fa-il-sommo-pontefice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6391893304248477033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6391893304248477033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/quattro-anni-fa-il-sommo-pontefice.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2229289223396681337</id><published>2011-09-09T16:00:00.001+02:00</published><updated>2011-09-09T16:00:35.705+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Con il ritorno dalle ferie estive e l’inizio di settembre,&lt;/b&gt; si ricomincia, oltre al traffico, a pensare e, soprattutto, a operare, per quel che concerne il nuovo anno pastorale. Tra il catechismo, gli oratori, lectio divina, corsi di formazione, corsi per fidanzati, consigli pastorali e quant’altro, le attività in parrocchia riprendono il loro corso. Con abitudini e tradizioni (e a volte storture) radicate nel tempo. Per quanto riguarda l’educazione e la formazione dei più piccoli e dei giovani, riscontro due grandi limiti. Uno, a me molto caro, è quello dottrinale; l’altro è squisitamente pastorale (cioè teso alla cura della comunità cristiana). L’aspetto dottrinale è tragico ed evidente. Ai ragazzi non è insegnata più la dottrina cristiana. Probabilmente perché, proprio per gli stessi sacerdoti e i loro diretti superiori (i vescovi) essa è una pietra d’inciampo, piuttosto che una roccia salda su cui fondare (e fondarsi) ogni scelta di vita. Infatti, la conoscenza, l’accettazione e l’applicazione della dottrina cristiana (quella vera, non quella dei teologi da giornale) stronca sul nascere tutte quelle storture cui assistiamo quotidianamente. Essa è sana perché santa, rivelata da Dio. Non fabbricata da uomini, come invece accade per le ideologie umane. Queste, infatti, se realizzate, mostrano il loro spettrale risultato: morte, desolazione, schiavitù. La dottrina cristiana (intendo quella cattolica, sia chiaro) libera, matura, permette agli uomini di diventare quello che potenzialmente sono: santi. La preoccupazione pastorale dei pastori di oggi, invece, sembra quella di dare più un’educazione civica, che un’educazione cattolica. Un’educazione buonista e quindi falsa e perversa, piuttosto che un’educazione reale e vera. Infatti, non si parla mai di dolore, sofferenza, morte, giudizio, Inferno e altri temi “difficili”. Quello che s’insegna è a voler bene al prossimo (magari in Africa e non quello che ti sta accanto), a votare bene alle prossime elezioni, a non sporcare per strada, ad aiutare gli anziani ad attraversare la strada, a riciclare, a realizzare sé stessi, ad ottenere ciò che vogliono, ad avere successo, ad amare sempre e comunque (ma amore mocciano, non amore cristiano). Cose queste a volte anche importanti, ma non certamente necessarie per la salvezza dell’uomo. Cose, altrettante volte, banali, che distorcono la realtà e rendono le persone degli inetti. Se fra un decennio ci troveremo degli incapaci a vivere, la colpa è anche di certi sacerdoti e catechisti che pur di avere le stanzette (e i bussolotti) pieni, si sono conformati al mondo e hanno insegnato le cose del mondo, piuttosto che quelle di Dio. L’altro aspetto drammatico, e come definito sopra “squisitamente pastorale”, è quella che, a mio avviso, è una lacuna spaventosa: manca una visione cattolica del mondo. Come conseguenza di un mancato insegnamento delle basi (la dottrina), ovviamente la conseguenza è una miopia nei confronti delle cose che accadono vicino a noi, accanto a noi, e dentro di noi. Non sappiamo (io per primo) più discernere e affrontare le cose, seguendo una pura visione cattolica della realtà. Che non è moralismo e puritanesimo ma libertà nella verità. Quello che ci preme è formare buoni cittadini (magari mosci e senza spina dorsale), piuttosto che buoni cristiani. Cerchiamo allora, con i nostri limiti e le nostre incapacità, di rendere testimonianza a Colui che mediante la Sua Passione, Morte e Resurrezione, ha redento il mondo. Perché ci dia occhi per vedere le cose non secondo i nostri interessi e i nostri schemi, ma secondo i Suoi; che ci dia polmoni per respirare l’aria buona della fede; e una bocca pronta a proclamare la Verità del Vangelo, sapientemente custodita dalla Chiesa cattolica. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2229289223396681337?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2229289223396681337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/con-il-ritorno-dalle-ferie-estive-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2229289223396681337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2229289223396681337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/con-il-ritorno-dalle-ferie-estive-e.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-9105479280272934796</id><published>2011-09-05T10:43:00.000+02:00</published><updated>2011-09-05T10:43:45.734+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Domanda:&lt;/b&gt; può una cosa stabilita dal Concilio Vaticano II e ribadita dall’attuale Pontefice, essere disattesa e normata da quelle istituzioni che non hanno nessun fondamento teologico, quali sono le Conferenze Episcopali? No, non dovrebbe. Ma il condizionale è d’obbligo, perché purtroppo sì, accade. Come riporta Antonio Socci nel suo articolo apparso su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; del 3 settembre scorso (e ora visibile sul suo sito &lt;a href="http://www.antoniosocci.com/"&gt;www.antoniosocci.com&lt;/a&gt;), c’è un’abissale discrepanza tra quanto insegnato dal Concilio Vaticano II nell’istruzione post-conciliare &lt;i&gt;“Inter Oecumenici”&lt;/i&gt; del 1964 dove si &lt;i&gt;“affermava che il luogo ordinario del tabernacolo deve essere l’altare maggiore”&lt;/i&gt;. Benedetto XVI, che nel Concilio vede continuità nella Tradizione, non frattura per l’innovazione, nell’Esortazione post-sinodale &lt;i&gt;Sacramentum Caritatis, "sottolinea il legame strettissimo che deve esserci fra celebrazione eucaristica e adorazione”&lt;/i&gt;. Così, ancora prima, il Concilio di Trento, per rispondere alle eresie di Lutero, pone la centralità dell’Eucarestia, dell’Adorazione Eucaristica e dispone il modo di celebrare e conservare, con riverenza e sacralità, il Santissimo Sacramento. Eppure la nostra realtà è un’altra. Basta entrare nelle nostre parrocchie per non sapere dove rivolgere il nostro sguardo, la nostra genuflessione e il nostro segno della croce. Perché il centro legittimo di tali attenzioni e riverenze, cioè Gesù Cristo realmente e fisicamente presente nell’Eucarestia, non è più il centro delle architetture sacre. Perciò lo ritroviamo, quando ci dice bene, conservato (a volte in maniera anche onorevole) in cappelle laterali. Quando ci dice male, ed è la situazione più frequente, non lo troviamo proprio. Solo dopo un’attenta ricerca, capiamo che una scatoletta pseudo dorata, sganciata da tutto, buttata sopra una colonnetta, con qualche fiore intorno, è il luogo per conservare il più grande Miracolo della storia: Cristo che si rende presente nell’Ostia. Ostia che non viene consacrata solo per la consumazione dei fedeli, dopo la quale può essere buttata o perde di valore, ma che si custodisce per essere adorata. L’adorazione è una prassi sconosciuta alla nostra epoca. Si adora il Totti, il Ligabue e il vincitore del Grande Fratello del momento. Per Gesù Cristo tante attenzioni non sono necessarie, né tantomeno dovute. Infatti, le nostre chiese non dispongono più di inginocchiatoi (e la gente “adora” Cristo in piedi); alla Consacrazione non s’inginocchia più nessuno, se non qualche pia vecchietta che sarebbe, dati gli acciacchi dell’età, l’unica legittimata a rimanere in piedi. La Liturgia Eucaristica dura sempre meno dell’omelia. Per cui è più importante la parola del prete, che la Parola di Dio della liturgia e la Presenza Reale di Cristo nell’Eucarestia. È una questione di scelte, ovvio. Legittime tutte, forse. Di certo non tutte cattoliche. Una sola è quella cattolica, ed è quella insegnata e testimoniata dal Papa. E disattesa da sacerdoti e fedeli. Fedeli che, nell’ottica pastorale dei nostri pastori, devono essere educati all’ascolto della Parola, alla meditazione della Parola, all’interiorizzazione della Parola, all’analisi della Parola, e dell’Eucarestia non si trova traccia. Diventa poi normale che i fedeli, specie quelli giovani trattati da idioti, trattino l’Eucarestia come qualcosa di non importante, di scontato e di normale. Ci si accosta così al Sacramento con facilità, con negligenza e, spesso, con irriverenza. Ma la colpa non è la loro, ma di chi ha il dovere di formare e di guidare, il gregge loro affidato. Costoro, però, sono coloro  che permettono tutto lo scempio in cui viviamo e dalla quale nessun Convegno ci tirerà fuori. Soprattutto se si continuerà a parlare e non ad agire. Se alle parole non seguiranno i fatti. Soprattutto se si continuerà ad operare ignorando la volontà del Papa e la Tradizione della Chiesa. Urgono interventi drastici e decisi. Dei quali, purtroppo, non vedo nemmeno i presupposti. Joseph Ratzinger, quando era ancora cardinale, come esordisce Socci nel suo articolo, disse, con una battuta: &lt;i&gt;“Per me una conferma della divinità della fede viene dal fatto che sopravvive a qualche milione di omelie ogni domenica”&lt;/i&gt;. Forse, è il caso di dirlo, il più grande mistero della fede non è che Cristo si renda presente nell’Eucarestia, ma che uomini, chiamati e ordinati a rendere presente questo Sacramento, lo consideri cosa secondaria e di cui si può fare benissimo a meno. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-9105479280272934796?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/9105479280272934796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/domanda-puo-una-cosa-stabilita-dal.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/9105479280272934796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/9105479280272934796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/09/domanda-puo-una-cosa-stabilita-dal.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-7099967958734306195</id><published>2011-08-30T19:59:00.000+02:00</published><updated>2011-08-30T19:59:51.846+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;San Giovanni della Croce&lt;/b&gt;, nella sua &lt;i&gt;Notte oscura&lt;/i&gt;, così scrive in merito all’anima innamorata di Cristo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Essendo ella innamorata dello Sposo, che è Cristo, e aspirando ad entrare nelle sue grazie e a conquistarne la volontà, l’anima si traveste con l’abbigliamento che più vividamente rappresenta gli affetti del suo spirito e che meglio la salvaguarda dai suoi avversari: il demonio, il mondo e la carne. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E sapete qual è l’abbigliamento che l’anima, per incontrare Cristo, deve indossare? Il bianco, il verde e il rosso. Tre colori che subito, abbastanza immediatamente, rimandano ai colori della bandiera italiana. In quest’anno in cui si celebrano i centocinquant’anni da quell’Unità che fu fatta in totale spregio e in evidente opposizione alla Chiesa cattolica e alla fede cattolica degli italiani, è singolare, oltre che utile, porre l’accento su quest’aspetto e approfondirne il significato. I tre colori sono simbolo rispettivamente della fede, della speranza e della carità. Della veste bianca San Giovanni della Croce scrive: &lt;i&gt;“Del candore della fede è vestita l’anima che uscita nella notte oscura si incammina verso le tenebre e i disagi interiori, senza che il suo intelletto riceva luci dall’alto, perché il cielo le appare serrato e Dio nascosto, e neppure dal basso, perché ciò che impara non la soddisfa.”&lt;/i&gt;  Ecco di una cosa di cui ha profondamente bisogno la nostra Italia: la fede. Ma non una qualsiasi, ma quella cattolica. Agli italiani (e non solo) Dio appare nascosto e il cielo chiuso; ogni sforzo che si compie ha i suoi frutti solo e soltanto su questa terra. L’unica cosa per cui vale la pena impegnarsi è questa misera vita mortale. Questo ci hanno fatto credere e a questo vengono educate le nuove generazioni. La fede, la virtù che conduce l’anima &lt;i&gt;“attraverso vari travagli senza abbandonare l’Amato”&lt;/i&gt; è, per molti oggi, una cosa da vecchi, da idioti, da sciocchi. L’eventuale fede adulta è quella che si confonde con la filantropia, che s’impegna nel sociale. La sofferenza è dimostrazione di sconfitta, non segno di grazia, di privilegio per purificarsi, santificarsi e salvarsi. La fede, questa virtù denigrata e snobbata, è ciò di cui più ha bisogno l’uomo di oggi. È l’unica risposta valida, credibile ed efficace, alle domande che albergano nel cuore di ogni uomo. Prosegue San Giovanni della Croce, parlando della “camiciola verde” che si sovrappone al sottabito bianco. Leggiamo: &lt;i&gt;“Il verde della viva speranza in Dio le ispira un grande coraggio, le trasmette vitalità e un incessante desiderio dei beni della vita eterna al cui confronto tutte le cose del mondo le appaiono per quel che in effetti sono: aride, piatte, smorte e senza valore alcuno.”&lt;/i&gt; Quanto abbiamo bisogno di speranza! E quanto siamo saturi di false speranze. Politiche, sociali, sindacali, economiche, ecc. Quanto pensiamo che la salvezza, la nostra felicità, provenga dalla ricchezza, dal benessere, da qualche diritto garantito? La crisi che stiamo vivendo non è tanto economica, ma è una crisi di speranza, quella rettamente intesa. Una speranza che si fonda sulla fede, sul riconoscimento del Dio di Gesù Cristo che nonostante tutte le crisi economiche, sociali e umane, rende la vita dell’uomo degna di essere vissuta. Sulla terza, e ultima veste, la toga rossa della carità, san Giovanni della Croce scrive: &lt;i&gt;“Con l’abito rosso della carità, che rappresenta l’amore che l’Amato diffonde, l’anima oltre che a impreziosirsi, si protegge dal suo terzo nemico, ossia dalla carne (perché se l’amore per Dio è autentico l’attaccamento a sé stessi e alle altre cose non riesce a penetrare).”&lt;/i&gt; Quanta differenza dalla nostra quotidiana e ordinaria concezione dell’amore! Un amore, il nostro, inteso a soddisfare le nostre voglie, i nostri desideri, i nostri istinti e le nostre passioni. Non da ultime quelle carnali. Il sesso è ormai un dovere, un qualcosa senza il quale non si può vivere. La sessualità disordinata, imperante nei giorni nostri, è la parafrasi perfetta di quella cosa che viene chiamata ‘amore’, ma che è solo egoismo ed egocentrismo. Le nostre voglie esasperate. La felicità deve realizzarsi subito, bisogna saper sfruttare ogni occasione, non lasciar sfuggire nulla, pretendere di avere. La felicità è uno sforzo immane per raggiungere un benessere fulmineo e passeggero com’è l’orgasmo. I nostri bisogni devono essere soddisfatti, pena il non essere felici. Se poi non riusciamo a realizzarli e a espletarli, la colpa è delle limitazioni che ci vengono dall’esterno, e allora è giusto e doveroso abbatterle. Così lo spettacolo cui assistiamo, è la triste violenza di tutti contro tutti, ognuno nel tentativo di prevaricare sull’altro e di usare l’altro come mezzo per i suoi fini. Ecco allora che c’è bisogno di carità, quella vera, non quella filantropica. Ecco allora che guardando a quel tricolore, scorgiamo in esso (seppur non sia stata una cosa voluta) i fondamenti dell’Italia: maestra di fede (ha l’onore di ospitare il Vicario di Cristo), di speranza (derivante dalla fede in Cristo) e di carità (con tutte le opere che i santi italiani hanno fondato in tutto il mondo). E nella fede, nella speranza e nella carità, troviamo lo slancio per costruire l’Italia di domani. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-7099967958734306195?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/7099967958734306195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/san-giovanni-della-croce-nella-sua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7099967958734306195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7099967958734306195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/san-giovanni-della-croce-nella-sua.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1964030731110543229</id><published>2011-08-27T12:36:00.000+02:00</published><updated>2011-08-27T12:36:52.360+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/NkqMj_nJCIg/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NkqMj_nJCIg&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/NkqMj_nJCIg&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sono tornato dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid&lt;/b&gt; con Benedetto XVI. La veglia e la Santa Messa con il Pontefice sono stati i momenti più toccanti di questo pellegrinaggio. La Consacrazione dei giovani al Sacro Cuore di Gesù è stato l’atto fondamentale di questa GMG e, forse, anche il momento più snobbato dai più. È stato emozionante, oltre che impressionante, vedere tutti quei giovani lì riuniti per il Papa. Inginocchiati (non tutti) davanti a Nostro Signore realmente presente nella Santa Eucarestia e resistenti a ogni sorta d’intemperia. Due milioni di giovani dicono le cifre. Una moltitudine. Probabilmente non prevista dall’organizzazione. Non per questo però si sono creati inconvenienti notevoli come poteva purtroppo accadere visto com’eravamo stipati. Impressionante è vero, la risposta dei giovani. Altrettanto impressionante, dal mio limitato raggio d’azione visivo, l’indifferenza di molti giovani alla Messa della Domenica. Molti dormivano, altri pensavano ad altro, molti sono andati via dopo l’omelia del Santo Padre. Pare che i giovani, se non hanno da applaudire, da farsi sentire e riconoscere, non trovano più senso nelle cose che fanno. Infatti, dopo la veglia e l’omelia del Santo Padre (ad eccezione dei saluti finali) non ci sono stati momenti per applaudire, scatenare i bonghi, o saltellare cantando. Perché si stava celebrando la Santa Messa. Mi è sembrato che essa sia passata in secondo piano. Certo, è difficile pretendere e richiedere la piena devozione di due milioni di persone, così com’è altrettanto difficile assistere, in quel contesto, ad una funzione del genere. Rimane che la cosa più importante, la Messa e la Consacrazione dei giovani al Sacro Cuore di Gesù, siano stati i momenti più ignorati dai giovani. Che si ricorderanno della pioggia, del vento, dei cori e di non so cos’altro. È altrettanto vero che la pioggia, il vento, i cori e tutto il resto passeranno, la consacrazione e la Messa no. Per quanto potremmo essere reticenti, quelli sono atti che rimangono, che segnano nell’intimo. Anche quando non ce ne accorgiamo. Rimane quindi la forte perplessità sull’utilità di manifestazioni del genere. Parlando con amici, purtroppo, ci si rende conto che lascia più effetto lo spettacolo (mi censuro nei commenti in merito, essendo stato per me un trauma) organizzato da Kiko Arguello per mostrare alla Chiesa quanto è forte il Cammino Neocatecumenale. Perché di questo si è trattato. E lì, anche se in numero notevolmente inferiore rispetto agli incontri con il Papa, la percezione era che quello che accadeva rimaneva nella coscienza dei presenti. Ad alcuni dando entusiasmo, ad altri (pochi credo), come me, forti turbamenti. Il Dio di Gesù Cristo non parla alle masse. Non parla a una folla indistinta di persone. Si rivolge a ciascun uomo. Ed è dall’uomo, non dal gruppo o movimenti (per quanto grande esso sia) che vuole un’adesione piena. Certo, la Chiesa è un’assemblea, un insieme di persone, l’ha ricordato anche il Santo Padre, che aiuta e sostiene la fede del singolo. Ma è il singolo che si salva, è per ogni singolo che Gesù Cristo è morto in croce, e il giudizio che ci spetta dopo la morte, prima ancora che universale è particolare, singolo [cfr. &lt;i&gt;Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, 208&lt;/i&gt;]. Per questo bisogna cercare di cogliere, sostenere e far fruttificare, quanto ognuno di quei due milioni di persone ha ricevuto in quei giorni. Non limitandosi e fermandosi alla mera apparenza di una sì spettacolare, ma non per questo totalmente veritiera, moltitudine di persone. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1964030731110543229?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1964030731110543229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/sono-tornato-dalla-giornata-mondiale.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1964030731110543229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1964030731110543229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/sono-tornato-dalla-giornata-mondiale.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-5656150494811580837</id><published>2011-08-11T14:54:00.002+02:00</published><updated>2011-08-11T14:54:48.839+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Guarda te&lt;/b&gt; se io con degli olandesi, protestanti, devo andarmi a trovare d’accordo. Eppure è proprio questa la sensazione che ho avuto questa mattina leggendo l’articolo di Maurizio Stefanini sul&lt;i&gt; Foglio&lt;/i&gt;. Egli riporta la bizzarra ma interessante vicenda in cui si sono trovati due pastori di una delle svariate confessioni protestanti. I vertici dell’associazione che raccoglie queste infinite chiesuole (da quando Lutero ha rotto i legami con Roma, i suoi seguaci non hanno mai smesso di dividersi) hanno aperto un’inchiesta su questi due pastori, rei di predicare nei sermoni domenicali cose palesemente contrarie alla loro dottrina (ma forse proprio al buon senso), ammesso che una dottrina ce l’abbiano (come la fine della vicenda conferma). I passaggi più clamorosi sono: &lt;i&gt;“Cercate di condurre il meglio possibile la vita su questa terra, perché probabilmente sarà l’unica che avrete.”. “Ciò che avviene, avviene sulla terra, tra voi e me, tra gli uomini, che è dove può avvenire. Dio non è un essere che esiste: è una parola per indicare l’esperienza, l’esperienza umana.”. “Non dovete credere che Gesù sia risorto in senso fisico.”. “Io penso che ‘figlio di Dio’ sia una sorta di titolo onorifico. Non penso che egli fosse un Dio o un mezzo Dio. Penso che fosse un uomo, ma un uomo speciale perché era straordinariamente capace di vivere dell’amore, di vivere dello spirito di Dio che egli trovava dentro di sé.”&lt;/i&gt;. Lo so, probabilmente alcune di queste affermazioni, identiche o simili, è possibile ascoltarle anche dai pulpiti delle chiese cattoliche laddove in teoria ancora si celebra il rito cattolico. Non chiedete a me perché ciò sia possibile, perché a volte penso che simili accadimenti superino il mistero della transustanziazione e mettono a dura la prova la fede dei credenti. Comunque sia, tornando alla vicenda in esame, i vertici dell’associazione di queste chiese protestanti hanno indagato e interrogato i pastori che insegnano queste cose. Perché? Perché se su Dio pensano certe cose com’è possibile, continuare a essere pastori e a celebrare i propri riti? Domanda legittima. Così com’è legittima la mia speranza di poter arrivare  un giorno a veder queste cose tornare ad essere praticate dalla Chiesa cattolica. E allora lì ci sarebbe da divertirsi. Sarebbe anche facile stanare gli eretici. La verità la Chiesa cattolica la conosce. Non perché inventata, né perché la fabbrica da se stessa a uso e consumo dei suoi bisogni, ma perché Dio stesso gliel’ha rivelata. Mi domando, quindi, non dovrebbero finire a processo tutti quei sacerdoti, vescovi e cardinali che, andando tranquillamente e nemmeno troppo velatamente contro il Catechismo della Chiesa cattolica, dichiarano e insegnano la liceità dell’aborto, del divorzio e dell’eutanasia? Non dovrebbero rendere testimonianza della fede che è in loro, davanti ad un tribunale ecclesiastico, quei sacerdoti, vescovi e cardinali che non insegnano (e se lo fanno dicono eresie in merito) sul primato di Pietro, sull’infallibilità del Papa e sull’unicità della Chiesa cattolica poiché è Essa la Chiesa voluta da Dio e fondata da Cristo? Non dovrebbero essere indagati (e rimossi) tutti quei sacerdoti, vescovi e cardinali che celebrano liturgie cattoliche arbitrariamente, compiendo abusi su abusi? E chi predica eresie, chi fa omelie sociali, smielate e, sicuramente, non ortodosse, non meriterebbe (perché sarebbe un bene primario per lui, così potrebbe redimersi) un processo e una condanna? Tutto questo soprattutto per la difesa dei fedeli, che avendo certa gente come pastori, rischia la dannazione eterna, poiché non pratica la religione cattolica. La vicenda dei due pastori protestanti si è conclusa con una nulla di fatto. Infatti, nel rispetto &lt;i&gt;“per l’assoluta libertà delle opinioni, anche le più radicali”&lt;/i&gt;, i due pastori possono continuare a svolgere il loro ministero. Se dai protestanti, in questo caso, dovremmo reimparare a giudicare i nostri sacerdoti, da loro non dobbiamo imparare a non esprimere condanne. Io, infatti, credo nella Chiesa apostolica Romana, che ha il potere (e il dovere) di legare e sciogliere. Credo nella Chiesa cattolica perché si fonda sulla verità di Dio, non sulle opinioni degli uomini. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-5656150494811580837?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/5656150494811580837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/guarda-te-se-io-con-degli-olandesi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5656150494811580837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5656150494811580837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/guarda-te-se-io-con-degli-olandesi.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2804688541986677592</id><published>2011-08-04T16:03:00.000+02:00</published><updated>2011-08-04T16:03:10.011+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Qualcuno penserà &lt;/b&gt;(e lo pensa) che io vaneggio, che io esagero, che io non ci capisco niente di liturgia perché sono giovane o non so per quale altro motivo. Ebbene, per chi ancora non ne fosse convinto, oggi riporto le foto dell’ennesimo esempio di protestantizzazione della Chiesa. Ovvero come alcuni Vescovi stanno distruggendo la Tradizione della Chiesa Cattolica, come stanno disprezzando immensi tesori artistici e come stanno condannando migliaia (se non più) di fedeli a non poter più pregare e a non poter quindi, ahimè, più credere. L’esempio lampante, solo l’ultimo della lista, è quanto stanno preparando per il restauro del Duomo di Reggio Emilia. Ne parla oggi Francesco Borgonovo su Libero (e dal suo articolo, che ringrazio, ho preso le foto qui riportate). I motivi di questi scempi? Secondo monsignor Caprioli (le cui scelte sono state definite “interessanti e coraggiose”) queste aberrazioni “renderanno compiuto il lungo percorso di restauro e adeguamento del massimo tempio cittadino alla riforma liturgica dettata dal Concilio Vaticano II.” Strano che, impropriamente, non si tiri in mezzo il Vaticano II. Ma vediamo di che si tratta. La prima riguarda la croce (del giapponese, non cristiano, Hidetoshi Nagasawa), eccola: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lO6C9fRKh7k/TjqkNYx0U7I/AAAAAAAAAEU/uGi_UGev1HM/s1600/Croce+gloriosa.jpg" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-lO6C9fRKh7k/TjqkNYx0U7I/AAAAAAAAAEU/uGi_UGev1HM/s200/Croce+gloriosa.jpg" width="149" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La "Croce gloriosa" di Hidetoshi Nagasawa&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non chiedetemi cosa sia, perché una cosa sola è certa: non è cristiana. Cristo non c’è e già questo basterebbe a rifiutare una cosa simile. Ma poi, cosa centra la barca da cui si sviluppa l’albero stilizzato (come fa notare Borgonovo)? Come può un cristiano pregare davanti a una cosa simile? Come può un oggetto di questo tipo facilitare o permettere la partecipazione attiva dei fedeli? Entrando in una chiesa (in questo caso un Duomo…) con quest’aggeggio qui la prima cosa che farei è interpellare le mie capacità cognitive per spiegarne il senso e l’utilità, poi domandarmi se ho sbagliato luogo di culto e piuttosto che una chiesa cattolica, sono entrato in un posto dove si riunisce qualche setta strana. Infine, conscio della deriva cattolica, sconfortato e preoccupato, uscirei trattenendo le lacrime e pregherei il buon Dio di intervenire per noi. Sì per noi per i quali Lui è morto sulla croce e noi da quella croce lo togliamo. Roba da matti. O, meglio, da eretici. Perché solo l’eresia può spiegare questa cosa qui. E forse è solo l’eresia che spiega le prossime cose. Ciòè queste: &lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-02phdZAPNWk/TjqkybQh5xI/AAAAAAAAAEc/uKCXdagSsk0/s1600/Altare.jpg" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="149" src="http://4.bp.blogspot.com/-02phdZAPNWk/TjqkybQh5xI/AAAAAAAAAEc/uKCXdagSsk0/s200/Altare.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'altare&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hapWhDMtmOw/Tjqkxxt9quI/AAAAAAAAAEY/LcCr40vaFwM/s1600/Sedie+al+posto+dei+banchi.jpg" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="121" src="http://2.bp.blogspot.com/-hapWhDMtmOw/Tjqkxxt9quI/AAAAAAAAAEY/LcCr40vaFwM/s200/Sedie+al+posto+dei+banchi.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La navata con le sedie&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&amp;nbsp;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7zkxMhtRidk/TjqkzZiIMYI/AAAAAAAAAEg/ufw06KOeSqk/s1600/Portacero+pasquale.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-7zkxMhtRidk/TjqkzZiIMYI/AAAAAAAAAEg/ufw06KOeSqk/s200/Portacero+pasquale.jpg" width="110" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il porta-cero pasquale&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non l’avesse capito (io tra questi), rispettivamente sono: l’altare, il porta-cero pasquale e la navata con le sedie al posto delle panche. Non mi dilungo sul cubo al posto dell’altare, sul tubo al posto del porta-cero e sulle sedie al posto delle panche con gli inginocchiatoi. Dico solo che il porta-cero non ha immagini, non è cattolico, è asettico, vuoto, triste. Le sedie dimostrano che cosa s’intende per liturgia: uno spettacolo. A teatro, almeno, ti trattano meglio con le poltrone. Con le sedie per inginocchiarsi non se ne parla proprio. Per quanto riguarda l’altare che dire? Che non se ne vede il motivo di tale modifica. Di tale rottura con la Tradizione cattolica. Sono certo che gli apostati favorevoli a questi abomini porterebbero come giustificazione il fatto che queste modifiche permettono una più attiva ed efficace partecipazione dei fedeli alla liturgia. Cose che però i fedeli non hanno mai chiesto. Anzi, vorrebbero tenersi il Duomo così com’è. Si parla tanto di democraticizzare Dio e la Chiesa (anche se andrebbe ricordato che “Dio messo ai voti perde sempre, la democrazia è fatta per Barabba” [C. Langone]), ma come sempre accade, chi fa le riforme non ascolta il popolo che spesso e volentieri di queste riforme non sente il minimo bisogno. Le cala e le impone dall’alto. E poi, i fedeli che subiranno queste riforme (e troppe altre ne hanno subite) apprezzeranno tutto questo? No. E si dirà che la colpa delle chiese vuote e della scristianizzazione è del mondo, che i fedeli se ne vanno dalla Chiesa perché i preti sono pedofili, ecc, ecc. La realtà è un’altra. È che in alcune chiese non si può andare a pregare. Il Duomo di Reggio Emilia che stanno preparando è un luogo dove non sarà più possibile pregare il Dio di Gesù Cristo. O perché è stato tolto dalle croci o perché viene sminuito e disprezzato con altari vergognosi e tutto il resto. La gente non va in più in chiesa perché non ha più senso andarci. Perché Dio non c’è più. Se c’è, non è quello di Gesù Cristo, non è quello cattolico. Quindi non è Dio. Quindi tanto vale restarsene a casa. E la protestantizzazione della Chiesa prosegue. L’apostasia dei cattolici dilaga. E la scristianizzazione del mondo miete vittime su vittime. Questa è la vittoria di Satana. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2804688541986677592?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2804688541986677592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/qualcuno-pensera-e-lo-pensa-che-io.html#comment-form' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2804688541986677592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2804688541986677592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/qualcuno-pensera-e-lo-pensa-che-io.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-lO6C9fRKh7k/TjqkNYx0U7I/AAAAAAAAAEU/uGi_UGev1HM/s72-c/Croce+gloriosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2896492428935711479</id><published>2011-08-02T16:12:00.002+02:00</published><updated>2011-08-02T16:12:46.398+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;In questi giorni i giornali &lt;/b&gt;che si occupano di questi argomenti stanno riportando, con maggior frequenza del solito, i resoconti di tante proteste, nemmeno troppo velate, di alcuni sacerdoti, o peggio d’intere conferenze episcopali, contro il Papa. Quale? L’ultimo ovviamente. Costui sarebbe colpevole di tutti gli errori (veri o presunti) del governo dei suoi Predecessori. La cosa più allarmante però è che questi attacchi sono palesemente pretestuosi. L’obiettivo è il diabolico tentativo di scardinare la dottrina cristiana, attaccando il Suo più alto Custode: il Papa appunto. Si pretende, chiedendo al Papa di farlo, di porre fine al celibato dei sacerdoti, di aprire al sacerdozio femminile e di concedere la comunione a tutti, specie ai divorziati risposati. Questi, in linea di massima (come riporta Paolo Rodari sul &lt;i&gt;Foglio&lt;/i&gt; e sul suo blog, &lt;i&gt;PalazzoApostolico&lt;/i&gt;), i temi scottanti, le più urgenti riforme che la Chiesa dovrebbe adottare. Non so, sinceramente, secondo quale criterio. Se l’obiettivo è di conquistare così più fedeli, la scelta è sbagliata in partenza per almeno tre validi motivi. Primo: la Chiesa non sarebbe più se stessa, sarebbe simile a tante altre società o associazioni presenti nel mondo. Secondo: la veridicità di una dottrina non si misura in base al numero dei suoi aderenti. Terzo: la realtà (che gli ideologi troppo spesso trascurano) di quelle confessioni cristiane che permettono al loro clero di sposarsi, che accettano il sacerdozio delle donne, che considerano l’omosessualità non come un disordine, ma un’opzione in più; ebbene, queste confessioni presentano una crisi di fedeli ben più profonda e grave di quella che si vorrebbe risolvere con questi metodi nella Chiesa cattolica. E poi, la questione delle questioni, su cui, temo, troppo spesso si glissa. La dottrina che la Chiesa cattolica annuncia e difende (o almeno dovrebbe) non è qualcosa di studiato e inventato a tavolino dagli apostoli o da qualche vescovo insieme all’imperatore Costantino. La dottrina della Chiesa è dottrina di Dio, che l’ha rivelata agli uomini e che ha voluto (Dio, non qualcun altro) che fosse la Chiesa fondata su Pietro a custodirla. Chi non crede in questo non è cattolico e siccome non cattolico non è al Papa che deve andare a rompere le scatole (tanto per essere chiari). E chi è cattolico e crede che il sacerdozio femminile, la normalità dell’omosessualità, la comunione ai divorziati risposati, ecc, siano elementi che possano far parta della dottrina cristiana, ricordi che non è al Papa che devono rivolgersi, ma a Dio stesso. Perché non è Benedetto XVI, Pio X, Leone XIII, Bonifacio VIII, Paolo III o qualche altro Pontefice che ha deciso così. Ma è Dio. I Papi si sono attenuti a quanto rivelato da Dio. E l’hanno strenuamente difeso. Cosa che dovrebbero fare anche i cattolici che tali vogliano dirsi. Perché è un vanto, una gloria, essere cattolici. Non un peso o una condanna. Liberi di non esserlo. Ma se non si è cattolici, si è eretici. Non si pretenda quindi di stravolgere la Chiesa. Chi lo vuol fare ci provi tranquillamente, si metta in fila dietro ai tanti che a ogni generazione si ripromettono di estirpare la “superstizione cattolica”. Ci provi, avrà l’illustre compagnia di tanti che nella storia ci hanno già provato. Tutti con lo stesso risultato: il fallimento. Perché il papa (non quello attuale e nemmeno i suoi più prossimi predecessori) può essere anche umanamente un disgraziato, ma non può modificare quanto Dio stesso ha stabilito e rivelato. Chi non crede a questo ignora le lapidarie parole di Cristo stesso riportate in Matteo 16,18: &lt;i&gt;“le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”&lt;/i&gt; (la Chiesa). Alla luce di questo non c’è da scandalizzarsi. I falsi profeti ci sono e ci saranno sempre e sempre perderanno. Potranno vantare le vittorie di tante piccole battaglie: quelle a favore della dannazione degli uomini. Quelle possono procurarle. A noi cattolici il compito di evitare questo scempio, che è un male immenso e irrimediabile. Come? Con l’unica arma capace di estinguere ogni eresia, quindi ogni dannazione: la verità. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2896492428935711479?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2896492428935711479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/in-questi-giorni-i-giornali-che-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2896492428935711479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2896492428935711479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/08/in-questi-giorni-i-giornali-che-si.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2277836854383517310</id><published>2011-07-28T10:23:00.000+02:00</published><updated>2011-07-28T10:23:41.760+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ottime notizie. &lt;/b&gt;Come riporta Caterina Maniaci su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; di oggi, a Caserta, con tanto di approvazione del sindaco, nei cimiteri ci sarà uno spazio riservato ad accogliere i feti abortiti. Tutto questo in linea con quanto detto dal documento della Congregazione della Dottrina della Fede (la &lt;i&gt;Donum Vitae&lt;/i&gt;) che afferma che i feti abortiti &lt;i&gt;«devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani»&lt;/i&gt;. Basterebbe il buon senso e il sano uso della ragione; per capire certe cose non occorre la fede. Ma aveva ragione Paolo VI quando diceva che &lt;i&gt;“noi siamo i soli a difendere il potere della ragione”&lt;/i&gt;. Ovviamente non mancano le polemiche. Che vengono da coloro, i sindacati (in questo caso dei medici), che dovrebbero tutelare gli interessi degli iscritti e dei pazienti. E invece sembra che tutelino solo i propri interessi ideologici (che probabilmente fruttano di più). La scusa è che la sepoltura di esseri umani (questo sono i feti) abortiti risulterebbe una “violenza psicologica” sulle donne che si trovano nelle situazione di scegliere se abortire o no. Della serie: sappiamo che l’aborto è un omicidio, ma non diciamolo alle donne, perché altrimenti si rendono conto di quello che stanno facendo, non abortiscono, e noi non ci guadagniamo. Il dio denaro ha la meglio sulla dignità delle donne e sulla vita dei piccoli. Perché, quello che non si ricorda mai in tema di aborto è che non è solo e soltanto un omicidio nei confronti del bambino nel grembo materno (cosa che già basterebbe per rifiutare questo abominio), ma è anche una violenza nei confronti delle donne. L’aborto, infatti, procura gravi danni e conseguenze (non solo fisiche) alla salute e al benessere delle donne. Anche qui i puri difensori della psicologia delle donne tacciono. Tacciono sapendo di mentire. Mentono perché non negano che la sepoltura è inutile in quanto quel feto non è ‘niente’ (come vorrebbero far credere, in barba alla scienza, i radicali più estremi), ma la negano in quanto risulterebbe un ottimo deterrente contro altri aborti. La questione ruota tutto intorno a questa cosa. Questi sindacati (e chi li spalleggia) non vogliono nemmeno rispettare il diritto di scelta (come la legge 194 che loro invocano dice), ma vogliono condizionare le donne, evitando di informarle che quella “cosa” che abortiscono è una persona. Un essere umano. E come tale, al momento della morte, degno di essere sepolto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2277836854383517310?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2277836854383517310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/ottime-notizie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2277836854383517310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2277836854383517310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/ottime-notizie.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-904445210395011487</id><published>2011-07-25T15:15:00.000+02:00</published><updated>2011-07-25T15:15:36.414+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;«Pio XII fu il Papa dei silenzi sulla Shoah o il Papa che aprì le porte delle chiese e dei monasteri agli ebrei?» &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;Queste la domanda che Mario Avagliano pone all’inizio del suo articolo sul &lt;i&gt;Messaggero&lt;/i&gt; di oggi. A cinquantatré anni dalla morte di Eugenio Pacelli, Papa Pio XII (1958), questa domanda sembra, e sottolineo sembra, non voler trovare una risposta. Di documenti, materiale, testimonianze per dare una risposta seria e storica a questo interrogativo ci sarebbero a sufficienza. Eppure non passa occasione che da parte ebraica non si tenti di screditare la Chiesa cattolica, Pio XII, e tutti i cattolici, colpevoli di non aver fatto nulla, o non a sufficienza per gli ebrei colpiti dalla persecuzione nazista. Basterebbe, credo, la testimonianza della comunità ebraica di allora che ringraziò pubblicamente Pio XII. Basterebbe, credo, quanto fatto dall’allora rabbino capo di Roma, Israel Zolli che, convertito al cattolicesimo, il giorno del suo Battesimo decise di prendere il nome di Eugenio. Indovinate perché? In onore di quell’Eugenio Pacelli, Papa Pio XII, che tanto aveva fatto per la difesa degli ebrei durante la Seconda Guerra mondiale. Se ancora non bastasse riporto quanto riferito dall’ottimo Rino Cammilleri in un suo Antidoto, quando riportava una lettera della Comunità Israelitica di Milano, datata 2 maggio 1945. Questo un estratto: &lt;i&gt;“A Sua Eminenza Cardinale Schuster, Arcivescovo di Milano. E’ a nome degli ebrei liberati dall’incubo dell’esistenza trascorsa per tanti mesi, di quelli che si sono salvati quando erano più perseguitati, che rivolgo il presente messaggio alla Eminenza Vostra, per esprimere la loro gratitudine più profonda per quanto la Chiesa Cattolica ha fatto in loro favore. A rischio continuo della vita, soffrendo per noi il carcere o il campo di concentramento, i Vostri Sacerdoti hanno sentito l’imperioso dovere di riconoscere con i fatti che la fratellanza umana supera ogni differenza di fede.” &lt;/i&gt;La lettera si conclude con queste parole: &lt;i&gt;“Non verrà più di dimenticare e costantemente conclamare in tutto il mondo l’azione di salvataggio di esistenze umane, che la Chiesa ha compiuto, mentre le forze del male le distruggevano.”&lt;/i&gt; Augurio che, purtroppo, è stato palesemente disatteso. Gli storici, come riferisce Avagliano nel suo articolo, sollecitano il Vaticano di aprire i propri archivi segreti per poter, finalmente, confutare ogni dubbio sulla vicenda in merito. Il Vaticano aprirà, a tempo debito, i propri archivi. Ci sono delle regole da rispettare e delle persone da tutelare. Per questo la Santa Sede ancora non permette l’analisi degli scritti di quell’epoca. Quando sarà il momento, sarà possibile farlo. Ma sono certo che non servirà a frugare i dubbi di chi è in malafede. Servirà a confermare quanto già si sa. Ma per chi non vuol vedere, difficilmente basterà un archivio in più da consultare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-904445210395011487?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/904445210395011487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/pio-xii-fu-il-papa-dei-silenzi-sulla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/904445210395011487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/904445210395011487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/pio-xii-fu-il-papa-dei-silenzi-sulla.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-7098255398920588285</id><published>2011-07-20T08:54:00.000+02:00</published><updated>2011-07-20T08:54:28.838+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Venticinque anni fa divenni cattolico. &lt;/b&gt;Esattamente il 20 luglio del 1986. Era di Domenica. Non ricordo nulla, avevo poco più di due mesi. Ricevetti il Battesimo e diventai, per grazia di Dio, cattolico. Per altrettanta sovrabbondanza di grazia nei miei confronti (senza di Essa non avrei potuto, non sarei stato capace) ho avuto la fortuna di non allontanarmi mai dalla Chiesa. Ho continuato anche dopo i Sacramenti dell’iniziazione cristiana a frequentare la Messa domenicale. Non so perché. Lo facevo e basta. Finché un giorno iniziai un cammino di consapevolezza che mi porta oggi ad essere quello che sono, a gloriarmi di essere cattolico e di servire Santa Romana Chiesa e, in ultimo, a domandarmi perché, a venticinque anni, credo nel Dio di Gesù Cristo, nel Papa (peculiarità squisitamente cattolica), nella Chiesa e nei suoi ministri. Appunto, perché?  Una domanda importante, impegnativa. Che però nessuno può eludere. Ognuno deve domandarsi ragione delle scelte che compie. Specie se riguardano cose fondamentali, che determinano l’esito di una vita e che segnano e plasmano il fluire stesso di quella vita. Non sono un modello di santità, né un metro di riferimento su cosa sia un ragazzo (uomo?) cattolico. Spesso punto il dito su tante deformazioni della concezione dell’essere cattolico, di come tanti cattolici vedono il loro essere tale e come, altrettanto spesso, laici e non, rispecchiano la loro fede nelle loro scelte. Per quanto mi riguarda, ammetto con profonda amarezza, che spesso le mie scelte e i miei comportamenti molto distano da quell’Uomo-Dio in cui credo: Gesù Cristo e da quanto insegna. Questa discordanza è stata spesso, e lo è tuttora, motivo di sofferenza e condanna per i miei sbagli e per i miei peccati. Con molta difficoltà ogni tanto diventa motivo di conversione. Di purificazione dalle mie sozzure. Tornando al discorso principe: perché sono cattolico? Perché a venticinque anni vado perdendo tempo (a detta di alcuni) dietro un vecchio vestito di bianco, dietro a un Dio che ad annunciarlo sono la peggior specie di uomini esistenti (sempre a detti di alcuni). Perché vado buttando i miei anni migliori dietro precetti, rinunce, scelte di vita, umanamente inspiegabili e culturalmente perverse? La risposta è una, è semplice, banale, ma per me ogni volta consolatoria: perché lì c’è la verità. &lt;i&gt;Quid est veritas? (Che cos’è la verità?)&lt;/i&gt; domandò Ponzio Pilato a Gesù. Gesù non rispose. Io non posso essere così presuntuoso da avere e dare una risposta se Cristo non l’ha fatto. Non so cosa (ma so chi) sia, ma so dove trovarla. Ed è proprio in quel vecchio vestito di bianco maltrattato, umiliato e disprezzato da molti (soprattutto cattolici), in quel Dio annunciato da uomini indegni, in quei dogmi, precetti, devozioni e scelte di vita, che rendono l’uomo tale e lo distinguono dalla bestia. Lo so che a far certi discorsi in una cultura animalista è da pazzi, ma l’uomo non è un cane, un gatto o l’orso bianco del WWF. L’uomo è altro. Seppur miserabile, sempre uomo. Chesterton diceva che la Chiesa cattolica è il posto dove tutte le verità si danno appuntamento. Per me la fede è questo: credere alla verità. Che non è così scontato come sembra. Poiché la verità cresce insieme alla zizzania. Non è così evidente (la verità) come spesso vorremmo, perché altrimenti non saremmo liberi e saremmo costretti ad aderirvi. E non avremmo bisogno della fede, e quindi di Dio. Alla domanda “che cos’è la fede?” il sempreverde catechismo di San Pio X rispondeva: &lt;i&gt;“La fede é quella virtù soprannaturale per cui crediamo, sull'autorità di Dio, ciò che Egli ha rivelato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa.” [Catechismo San Pio X, 232]&lt;/i&gt; Eccola la mia fede. Cattolica. Credo in Dio per mezzo della Chiesa. Senza di essa probabilmente non crederei. Hanno gioco facile quelli che attaccano e criticano questa visione della fede come qualcosa di bigotto, di clericale, di razionale e non sentimentale, che non scalda il cuore. Come se la vita dipendesse dall’emotività. Che è sì un fattore importante, ma non si esaurisce in quello. Una delle cose che ci differenzia dalle bestie è proprio la razionalità, l’adesione cosciente e libera alle nostre decisioni. Non siamo schiavi degli istinti. Almeno non dovremmo esserlo. A scaldare il cuore sono tante cose. Spesso anche un bicchiere di grappa. Ma questo non dà la salvezza. Forse dà la sua illusione. La salvezza viene da Dio che è verità. Certo è anche amore, come potrebbe non esserlo. Ma non è di quell’amore come si considera oggi. Giuliano Ferrara ha scritto che &lt;i&gt;“L’amore è forse il cuore della fede, ma il cristianesimo incrocia qualcosa di altrettanto importante: la verità”&lt;/i&gt;. Sull’amore si dovrebbero aprire parentesi importanti, sulle quali ho scritto alcune cose, ma sulle quali dovrò tornare. Qui volevo porre l’attenzione su altro. Sulla fede. La mia fede in Dio e nella Chiesa (cose che non possono essere scisse) non è un’obbedienza cieca e irrazionale. È razionale. Nel maturamento della mia fede e della convinzione della mia scelta mi è capitato spesso di trovarmi in difficoltà su alcune questioni. La mia pelle mi portava a credere cose che la Chiesa condannava (quando si ricordava di farlo), o comunque non accettava come moralmente lecito; dall’altra quella mia stessa pelle (bagnata da quell’acqua santa di cui oggi festeggio i venticinque anni) mi diceva che ciò che la Chiesa professava e credeva era vero. Che fare? A quale pelle credere? A quella che mi conveniva in ogni circostanza? L’onestà intellettuale (poca, ma comunque quanto basta) mi ha portato a evitare queste scelte di comodo. Per questo è entrata in scena la ragione. La razionalità. Ed essa confermava (e conferma tuttora, senza smentite) ciò che la Chiesa cattolica ha sempre insegnato e difeso. La sua dottrina era razionale, rispondeva alle esigenze della mia anima (non a tutte, ma non tutte le esigenze che abbiamo sono sane e sante) e il seguire quella dottrina mi faceva stare bene. E questo miracolo si realizza ogni volta. Anche oggi, mentre sto scrivendo. Ecco perché sto nella Chiesa. Ecco perché la amo e la servo. Soprattutto nella Persona del Santo Padre. Chiunque esso sia. Per ora ho avuto la fortuna di avere Benedetto XVI (e mi risulta difficile capire come un cattolico lo possa disprezzare). In futuro avrò altri. E se forse sarà più difficile, non lo so, in lui, nel Papa, si fonda la Chiesa. La roccia. Pietro. &lt;i&gt;Tu es Petrus…&lt;/i&gt; E a Lui prestiamo obbedienza. Probabilmente ogni persona ha nel suo passato e nel suo presente i germi delle sue scelte e del suo essere (così mi dicono) e quindi altrettanto probabilmente da esso dipende il mio attaccamento alla verità. E quindi il mio smisurato amore per la Chiesa cattolica. Vivo, per gli anni che ho, è anche più esasperata la cosa, in un’epoca educata alla non esistenza della verità, al relativismo duro e puro. Quando questo rimane nelle discussioni accademiche poco male. Quando esso (il relativismo) invade la realtà (e l’ha invasa) provoca danni che solo chi li vive e come me li subisce, può capirne la portata. Vivere e relazionarsi in un mondo dove non c’è distinzione tra bene e male (e l’unica distinzione concessa è quella del soggettivismo) provoca la pazzia. Qualsiasi scelta ha lo stesso valore. Sia che è per il bene, sia che è per il male. Non perché si è indifferenti al bene e al male, ma perché essi non esistono se non esiste una verità che li determina. Sembrano cose lontane, assurde, inspiegabili. Eppure sono l’acqua e l’aria dei giovani di oggi. Di quelle generazioni (partendo dalla mia) che sono cresciute in queste condizioni. Io ho avuto la grazia della fede. Prego che Dio me la conservi salda e vigorosa. E preghiamo anche per tutti quelli che non ce l’hanno. Perché nel buio della notte sappiano che la luce c’è. L’esistenza non è immersa solo nell’ombra, non è sempre male. E questa consapevolezza, derivante dalla fede, li aiuti, come aiuta me, a vivere nelle difficoltà quotidiane della vita. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-7098255398920588285?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/7098255398920588285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/venticinque-anni-fa-divenni-cattolico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7098255398920588285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7098255398920588285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/venticinque-anni-fa-divenni-cattolico.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-9206919545637564266</id><published>2011-07-16T11:50:00.002+02:00</published><updated>2011-07-16T11:50:29.970+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Manca un mese esatto&lt;/b&gt; alla Giornata Mondiale della Gioventù. Ad un evento che, a prescindere da quello che si pensi, coinvolgerà milioni di giovani, il Papa, e quindi la Chiesa cattolica. È un evento che, almeno personalmente, suscita fascino e riflessioni. La Giornata mondiale della Gioventù di Madrid sarà la mia prima esperienza di questo tipo. Sicuramente l’incontro con il Papa, con Benedetto XVI in particolare, è per me, motivo di gioia. Per un cattolico dovrebbe essere lo stesso, ma sappiamo non essere così. Ed è proprio da questa consapevolezza che nascono alcune domande e alcune, mie, stonate considerazioni su questo evento. Sulla sua utilità e, soprattutto, sulla sua veridicità. Rimando a fine agosto queste considerazioni. Quello che mi affascina, in vista di questo evento, è la sua natura di viaggio, di una sorta di pellegrinaggio. In sostanza, sull’essere in cammino del cristiano. Più in generale ogni uomo è in cammino sulla strada del mondo. Ogni uomo è alla ricerca di senso (anche chi dice che un senso non c’è), di risposte agli avvenimenti della sua vita. Il cristiano, in particolar modo, sa da dove viene e sa dov’è diretto. Sa anche da Chi è accompagnato. E, nello specifico, sa che questa guida non è una forza, uno spirito, un’idea, ma una Persona: Gesù Cristo. Ed è proprio a Lui che il cristiano deve far riferimento. È Lui che prende come metro di giudizio della propria vita, come unità di misura delle proprie scelte, come obiettivo di ogni sua crescita morale. Ogni cammino, però, porta a una meta, a una conclusione. A una soddisfazione o a una delusione. Non è e non può essere un’esperienza autoreferenziale, dalla quale non si esce. Ci deve essere un punto. Una fine. Parlare di fine sembra scorretto, poco elegante. Sicuramente traumatico. Eppure la vita è un ripetersi di finali, che conducono (non sempre) a rinascite. Fino al gran finale della morte. Che tutti spaventa, ma che permette in quanto tale, di rendere merito (o demerito) ad una vita. Fine che permette di valutare e giudicare il percorso compiuto. Non è il viaggio in sé, il camminare in sé, che produce la salvezza o la felicità. Non basta essere in viaggio, a prescindere dal punto verso cui ci si sta dirigendo. Ma è fondamentale individuare la meta che si vuole raggiungere, capire se si riesce a raggiungere e su chi si decide di percorrere questa strada. Nessun uomo basta a se stesso, quindi è importante anche valutare chi può aiutarci, e chi possiamo noi aiutare, a percorrere il pellegrinaggio della vita. E quello che è altrettanto importante, e che abbiamo purtroppo dimenticato nella nostra visione consumistica della realtà, è quanto (e quali!) effetti producono in noi l’esperienza del viaggio che abbiamo compiuto. Parlando di fine, di conclusione del viaggio, viene in mente l’umana necessità di trovare dei punti fissi, dei punti fermi e chiari su cui far affidamento. Spesso si ha allo stesso tempo il desiderio, quasi si sente il bisogno, di trovare la soluzione alla propria vita. Di procurarsi quanto basta, quanto serve, per poi essere in grado di vivere e di saper affrontare ogni situazione. Si pensa che sistemato il lavoro, gli affetti, gli amici e il tempo libero, poi la vita sia tale perché è un costante ripetersi di appuntamenti. L’ordinarietà che oggi come oggi è saltata, ma alla quale sempre più spesso si anela. Certo che un ordine nella propria vita va trovato e realizzato, ma, tornando ad una  visione cattolica, va notato come &lt;i&gt;“Gesù non può essere fissato in un solo punto. La sua dimora è il cammino che lui percorre. Solo seguendolo, solo incamminandoci con lui lungo quello stesso cammino scopriamo dove abita. E allora impareremo anche a vederlo. Se vogliamo comprendere lui e il suo insegnamento solo a partire dalla teoria, dalla riflessione, non lo conosceremo di certo. [J. Ratzinger – Dio e il mondo]&lt;/i&gt; L’essere cristiani, la visione cattolica della vita, non porta ad una stabilità, ad un’”accasarsi”, ma ad un continuo cammino di perfezione e di elaborazione di sé stessi, seguendo Gesù. Questo mondo ci dice che siamo arrivati. L’istinto è il traguardo, il fine da raggiungere. L’egoismo esasperato. Quello che abbiamo fatto è quello che noi siamo. Abbiamo commesso uno sbaglio? Siamo uno sbaglio, un rifiuto della società. Questo crea, oltre che la pazzia, il disordine più totale. Di se stessi, dei rapporti, della società. Ed è quello che vediamo quotidianamente realizzarsi sotto i nostri occhi. Essere cristiani non è essere discepoli di un mago, non è seguire uno stregone. Non è un incantesimo che risolve tutti i problemi. È un cammino, un percorso che ogni uomo fa. Sulla strada della verità. Che non è, come qualcuno maligna, stretta. Dove tutti camminano carponi, uno dietro l’altro, e che pensano le stesse cose. La strada della verità è larga, spaziosa e scorrevole. Ha sì dei limiti e ha un fine ben definito, ma è l’unica strada che rende liberi e felici. Bisogna mettersi in cammino. Se fanno male le gambe significa che è la strada buona! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-9206919545637564266?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/9206919545637564266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/manca-un-mese-esatto-alla-giornata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/9206919545637564266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/9206919545637564266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/manca-un-mese-esatto-alla-giornata.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1427709694708395429</id><published>2011-07-13T12:05:00.001+02:00</published><updated>2011-07-13T12:05:42.066+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Vi racconto una storia.&lt;/b&gt; La Chiesa cattolica ha, nel corso della sua storia, annunciato una dottrina, da Essa non inventata ma ricevuta dal Suo Divin Fondatore, Gesù Cristo. Per quanto spesso e volentieri è stata disattesa e tradita dai suoi figli, papi compresi, nessuno si è mai sognato di stravolgerla, di modificarla. Al massimo quello che si è fatto è stato approfondirla. Sempre, sia chiaro, con l’assistenza dello Spirito Santo, come promesso da Gesù Cristo stesso in persona. Poi un giorno, qualche decennio fa, è accaduto che si sia incominciato ad insegnare altre cose, apparentemente diverse da quelle che fino al giorno prima si erano professate. Dico ‘apparentemente’ perché se fosse vero che la dottrina è cambiata, la nostra fede sarebbe vana (cfr. 1Cor 15,14). La dottrina non può cambiare perché non può cambiare ciò che è fuori dal tempo, ciò che è prima del tempo, cioè Dio stesso. Ammettere il mutamento della dottrina significa ammettere che Dio per un determinato intervallo di tempo si è sbagliato e solo da un altro determinato momento di tempo in poi ha iniziato ad annunciare il vero. O viceversa. Che da sempre ha annunciato il vero e solo da un momento in poi ha iniziato a correggersi. Quindi ammettere che Dio può sbagliare. Entrambe le ipotesi sono logicamente infondate. Pena la pazzia, la follia, la disperazione e la dannazione. Ebbene, apparentemente, si è incominciati a insegnare e praticare altro. Per cui coloro che per anni sono stati educati in un modo e che hanno continuato a comportarsi in quel determinato modo, sono diventato di punto in bianco strambi, idioti, finti, perbenisti, eretici e non so cos’altro. Ed hanno iniziato ad attirare il disprezzo di quei fratelli nella fede (ammesso che la fede sia la stessa) cresciuti con le apparenti novità dotrinali. Questa, brevemente, una fotografia della situazione ecclesiale moderna. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1427709694708395429?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1427709694708395429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/vi-racconto-una-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1427709694708395429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1427709694708395429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/vi-racconto-una-storia.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-960379896518518691</id><published>2011-07-08T12:17:00.009+02:00</published><updated>2011-07-08T15:28:45.228+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://i.ytimg.com/vi/EsSl2WKlLNY/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EsSl2WKlLNY?f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/EsSl2WKlLNY?f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Una delle tante inspiegabili variazioni&lt;/b&gt; all’interno della Chiesa cattolica riguarda l’abito dei sacerdoti. Il video all’inizio (tratto dal film di Checco Zalone &lt;i&gt;Cado dalle nubi&lt;/i&gt;) ben testimonia cosa abbia comportato questo conformismo dei sacerdoti e questa loro volontà di identificarsi con il mondo. Identificazione che è partita dall’abito e ha finito per coinvolgere anche tutto il resto. Tanto che oggi se qualcuno si domandasse chi è il prete, difficilmente penserebbe che egli è colui che agisce in Persona Christi per amministrare i sacramenti, per governare, predicare e santificare. Al massimo si penserà al prete come colui che regge una parrocchia, che predica durante la Messa, che è costretto a tante rinunce, che è un disadattato. La dimensione trascendente si è andata molto assottigliando, tanto che molto spesso non c’è più. E si scambia il sacerdote per un laico qualsiasi e la differenza ontologica tra i due è andata a farsi “benedire”. Tanto che oggi più nessuno pensa al sacerdote come quell’uomo che, legato a Gesù Cristo e alla Santa Chiesa Cattolica, la difende e annuncia il Suo Magistero. Quanti dei sacerdoti di oggi si troverebbero d’accordo su quanto la Chiesa insegna in tema di celibato ecclesiastico, aborto, contraccezione, liturgia, dottrina sociale, tanto per citare alcuni temi abbastanza delicati? Ma anche quanti ancora credono alla presenza reale di Cristo nell’Eucarestia, al valore sacrificale della Messa, al ruolo e al valore del Primato di Pietro, all’esistenza del diavolo e dell’inferno. Direi pochi. Quanti predicano il Credo della Chiesa e quanti il proprio credo? E quello che passa è un clero diviso, frammentato, povero, perso e ambiguo. E se a essere diviso e ambiguo, è il clero che dovrebbe testimoniare e annunciare la Verità, è abbastanza chiaro che poi anche i fedeli si perdano nel mare magnum del relativismo. Per finire e tornare alla questione iniziale dell’abito ecclesiastico, vale qui come altrove l’illuminante e brillante riflessione di Chesterton, il quale diceva che &lt;i&gt;“La Chiesa aveva ragione nel rifiutare anche le eccezioni, e le eccezioni sono diventate una regola”&lt;/i&gt;. Infatti, fino al secolo scorso l’abito dei sacerdoti cattolici era la talare e basta. Senza eccezioni. Il clergyman (pantaloni, camicia e giacca nera) era di origine protestante. In seguito, attraverso le eccezioni cui fa menzione Chesterton, il clergyman fu tollerato in alcuni casi particolari. Infine esso è divenuto la norma (quanti sacerdoti vediamo andare in giro con la talare?). Ma, non essendoci fine al peggio, siamo arrivati al punto in cui, come dicevamo, i sacerdoti non indossano più nemmeno il clergyman e vanno in giro vestiti come direttori aziendali o come semplici laici. Creando anche qui più confusione che altro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-960379896518518691?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/960379896518518691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/una-delle-tante-inspiegabili-variazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/960379896518518691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/960379896518518691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/una-delle-tante-inspiegabili-variazioni.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-3570983863915092473</id><published>2011-07-04T14:52:00.000+02:00</published><updated>2011-07-04T14:52:27.063+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sfogliando il &lt;/b&gt;&lt;i&gt;Sussidio per confessori e direttori spirituali&lt;/i&gt;, a cura della Congregazione per il Clero, leggo quanto segue: “&lt;i&gt;Il luogo visibile e decoroso del confessionale, «provvisto di una grata fissa tra il penitente e il confessore, cosicché i fedeli che lo desiderano possano liberamente servirsene» costituisce un aiuto per entrambi” (n. 41)&lt;/i&gt; Questa disposizione è presente anche nel Codice di Diritto Canonico (CIC, can. 964, § 2). Ora leggendo queste righe le considerazioni sono due. La prima di carattere pastorale, la seconda di carattere “giuridico”. Partiamo dall’ultima. Perché (sempre lì andiamo a parare) se la Chiesa stabilisce alcune norme, nelle chiese queste norme sono tranquillamente disattese? In quante chiese ci sono ancora le grate nei confessionali? Probabilmente nelle chiese costruite prima del delirio ideologico in cui imperversa la Chiesa di oggi, e sicuramente nelle chiese dove sono presenti i confessionali di vecchia concezione. Oggi come oggi spesso e volentieri la grata o è mobile o non c’è proprio. Più di qualcuno si domanderà: Qual è il problema? E qui entriamo nella questione pastorale. Innanzitutto, se la Chiesa dispone in un determinato modo, un motivo ci sarà, chi siamo noi per disporre in maniera diversa, se non addirittura opposta? Ma, cosa più importante, l’esistenza della grata permette al penitente di evitare di guardare il sacerdote. Infatti, pur essendo egli il ministro di quel Sacramento, è Cristo che celebra e assolve i peccati. Per questo sulle grate spesso si trovano incise delle croci. A chi bisogna guardare quando ci si confessa? A Cristo, che agisce nel sacerdote è vero (non siamo protestanti), ma che comunque non agisce per sé stesso, ma in &lt;i&gt;persona Christi&lt;/i&gt;. Visti gli scandali venuti fuori negli ultimi anni, la grata eviterebbe spesso e volentieri abusi da parte dei sacerdoti nei confronti dei penitenti, e risparmierebbe agli stessi sacerdoti qualche tentazione di troppo. Infatti, non è un caso che, tra le altre cose, alcuni abusi di questo ministero si siano realizzati proprio quando il Sacramento della Penitenza ha perso il suo valore fisico e il suo valore trascendente. Oggi la Confessione sembra assomigliare ad una seduta psichiatrica o da un psicologo. L’unica differenza è che non c’è il lettino, non ci sdraia e non si paga. Anche se, va ammesso, anche qui non ci s’inginocchia più. Ci sono al massimo due sedie. Un tavolino. E si chiacchiera. Forse a breve ci sarà anche il sagrestano che serve un aperitivo, giusto per rendere più familiare la chiacchierata. Aldilà delle ironie è evidente che anche questo Sacramento ha perso molta della sua efficacia. Perdita che è stata determinata anche dalla perdita della forma. A essere stata trasformata (o rimossa) non è solo la grata, ma anche tutto il confessionale in sé. Infatti, seppur il Codice di Diritto Canonico imponga che&lt;i&gt; “Non si ricevano le confessioni fuori del confessionale, se non per giusta causa”&lt;/i&gt; (CIC, can. 964, § 3), spesso e volentieri non è più il confessionale il luogo dove si amministra il Sacramento, ma qualsiasi altro spazio o posto. Sempre in questo senso fa riflettere quanto scritto nell’introduzione al Sussidio. Leggiamo: &lt;i&gt;“Laddove c’è un confessore disponibile, presto o tardi arriva un penitente; e laddove persevera, persino in maniera ostinata, la disponibilità del confessore, giungeranno molti penitenti!”&lt;/i&gt; Dove sono oggi i confessori? Spesso i confessionali, in chiese già vuote dei tabernacoli nascosti dietro qualche pianta, sono vuoti! Il confessore, si legge in qualche avviso, è a disposizione. Basta cercarlo. Ma, sarebbe opportuno, che il sacerdote si faccia trovare. Confido qui una mia sensazione personale, che però credo possa riguardare molti. Trovo molto confortante, oltre che invitante, scorgere nelle chiese la luce accesa all’interno dei confessionali. Sia perché se c’è qualcuno che si sta confessando, sia vederli vuoti, ma col sacerdote all’interno. È un invito a entrare. A lasciarsi avvolgere da quella luce. Non sappiamo perché la gente entra in chiesa. Magari per riposarsi, per pensare, o anche un minimo per pregare. Bisogna essere pronti a tutte le necessità. Conosciamo la conversione di molti, avvenuta proprio per confessioni non premeditate. Non possiamo negare la possibilità e la speranza di confessarsi, a qualcuno che, inconsciamente e magari in preda a qualche crisi, entra nelle chiese cercandovi lì, l’ultimo appiglio a un dolore insanabile. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-3570983863915092473?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/3570983863915092473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/sfogliando-il-sussidio-per-confessori-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3570983863915092473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3570983863915092473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/07/sfogliando-il-sussidio-per-confessori-e.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-4200090977536772458</id><published>2011-06-29T07:26:00.000+02:00</published><updated>2011-06-29T07:26:12.360+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Oggi nel mondo cattolico&lt;/b&gt; si festeggia la Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Non so in nome di quale principio pastorale questa solennità non sia, da qualche decennio a questa parte, più di precetto. Comunque sia rimane una solennità e come tale va vissuta e celebrata. In questo giorno si celebra il martirio che gli apostoli Pietro e Paolo ricevettero a Roma. Qui sugellarono la loro fede e resero la città di Roma il centro della cattolicità. Il Vangelo che la Chiesa propone in questa solennità è uno di quelli che più mi affascinano, mi commuovono e mi consolano. Così come tutti quelli in cui è presente Pietro. Come fa notare mons. Nicola Bux nel suo &lt;i&gt;Pietro ama e unisce&lt;/i&gt;, a parlare di Gesù sono in tanti. In molti si ergono a portavoce del Suo annuncio, delle Sue gesta e della Sua volontà, ma solo uno, Pietro, dice il vero. E non lo dice per suoi meriti o per sue intuizioni, ma perché gli è stato rivelato. Tutto ciò accade ancora oggi. In molti hanno la pretesa di dire l’ultima parola o l’ultima interpretazione su Gesù Cristo. Si odono pareri discordanti, dottrine contrapposte, interpretazioni stravaganti attribuite a Gesù. Anche all’interno della chiesa, tra i successori degli apostoli, non c’è una visione comune. E allora noi, semplici fedeli, cosa possiamo fare? Come possiamo essere certi di quello che ci viene insegnato? Chi ci assicura che la dottrina che ci viene proposta (quando viene fatto e quando non viene edulcorata) sia la dottrina di Cristo e non di Pietro, di Paolo, o di qualcun altro? Gesù ci dà la risposta. La nostra sicurezza sta in Pietro. Il fondamento è lì. La roccia è lui. La Chiesa non crolla. Non è crollata per duemila anni, e di persecuzioni e attacchi ne ha subiti! Il fatto che sia ancora lì, a differenza di tanti altri imperi e regni, qualche cosa lo dovrà pur significare. Pietro è quindi il capo della Chiesa. Così ha voluto Nostro Signore. È una verità difficile da digerire, specie, purtroppo, per i cattolici stessi. Si pensa, erroneamente, che il primato petrino sia un impedimento alla realizzazione della volontà di Gesù Cristo, che sia un ostacolo per la riconciliazione tra le varie scissioni all’interno della cattolicità. Eppure è l’esatto contrario. Il papato è fonte di unità. È garanzia di comunione. Senza di esso ognuno potrebbe, illegittimamente, proporsi come depositario della verità. &lt;i&gt;“Quando sorgono controversie nella Chiesa, il riferimento al ministero petrino garantisce fedeltà alla sana dottrina e dona serenità e libertà interiore.”&lt;/i&gt; Così disse a proposito del ministero petrino il Santo Padre Benedetto XVI. Ed è Lui che dobbiamo ascoltare. È Lui a cui dobbiamo obbedire. Una delle grandi virtù cristiane è l’obbedienza. Oggigiorno non è più così, visto che i pastori si sono infatuati delle eresie sessantottine e quindi non è più di moda predicare la sana obbedienza cristiana (che nulla ha a che vedere con il cieco fanatismo). Ogni famiglia ha un padre, una guida, un’autorità. I figli sottostanno a lui. Ma non perché schiavi, ma perché figli. Per crescere. Così nella Chiesa. Dio ha voluto rendere visibile il Suo amore per gli uomini e il suo costante aiuto ad essi anche, e soprattutto, attraverso il Vescovo di Roma. Quest’anno poi, nella solennità dei santi Pietro e Paolo, celebriamo, festeggiamo e rendiamo lode a Dio, per i sessant’anni di sacerdozio di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI. Da cattolici, ma anche da romani, rivolgiamo i più sinceri e affettuosi auguri al Santo Padre Benedetto XVI. Pregheremo per Lui, per la Sua persona e per il Suo Ministero. Nutro per il Santo Padre Benedetto XVI, ma anche per il ruolo che Egli ricopre, un profondo e vivo amore. Mi piace esprimerlo con le parole del prof. Roberto De Mattei: &lt;i&gt;“E il mio amore per il papato vuol essere tanto grande da non fermarsi al papa attuale, Benedetto XVI, a cui mi sento profondamente legato, ma cerca dietro l’uomo l’istituzione che egli rappresenta. È un amore che vuole abbracciare con questo papa tutti i papi nella loro continuità storica e ideale, perché il papa per un cattolico non è un uomo, è un’istituzione bimillenaria; non è quel singolo papa, ma è il papato, è la serie ininterrotta dei vicari di Cristo, da san Pietro al regnante pontefice”.&lt;/i&gt; E allora &lt;i&gt;Oremus pro Pontifice nostro Benedicto, Dominus conservet eum et vivificet eum et beatum faciat eum in terra et non tradat eum in animam inimicorum eius.&lt;/i&gt; Auguri Santità! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-4200090977536772458?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/4200090977536772458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/oggi-nel-mondo-cattolico-si-festeggia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4200090977536772458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4200090977536772458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/oggi-nel-mondo-cattolico-si-festeggia.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2510704713481005088</id><published>2011-06-24T09:37:00.000+02:00</published><updated>2011-06-24T09:37:33.092+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Di fronte ai mali del mondo&lt;/b&gt;, ai dolori della vita (per chi riconosce che ci sono), di fronte a qualsiasi tipo di fallimento, delusione o sofferenza, si sente ripetere spesso che la risposta a questi mali è l’ottimismo. L’avere una smodata fiducia nel futuro e in quello che può capitare. Si può, però, dar credito a questa visione del mondo? Si può, però, da cristiani, avere questa concezione di base? A mio avviso no. E proverò a spiegare perché. L’ottimismo cristiano è un ottimismo escatologico, sulle cose ultime. &lt;i&gt;“C’è dunque un ottimismo di tipo escatologico che deve caratterizzare noi cristiani. Per quanto riguarda i rapporti col mondo, il cristiano non è né ottimista né pessimista, è consapevole che nella storia male e bene si intrecciano, a cominciare da ogni singolo uomo e sa che deve confrontarsi con la realtà così com’è, senza illusioni ma anche  senza cinismo corrosivo.” [V. Messori]&lt;/i&gt; Se è vero, come è vero, che Dio sa scrivere dritto su righe storte, questo non ci autorizza a scrivere righe storte. E nemmeno a tollerarle. Perché su quelle righe possono scivolare dei nostri fratelli. E possiamo scivolarci anche noi. Con il rischio ancora maggiore di non rendercene conto e di persistere nell’errore, perché siamo convinti che tutto sia relativo, tutto è bene e tutto è buono. E che anche la riga storta può portare allo stesso punto della riga dritta. Aldilà del palese controsenso geometrico (e logico-filosofico), appare evidente che contro la nostra libertà Dio non può salvarci, e che se siamo convinti di percorrere linee dritte (ma sono storte) o che anche le righe storte portano allo stesso punto delle righe dritte, ci precludiamo da soli la salvezza. &lt;i&gt;“Dio ci ha creato senza il nostro consenso, ma non ci salva senza la nostra volontà”. [Sant’Agostino]&lt;/i&gt; A chi si domandasse con che coraggio, o almeno con quale serietà, si possa parlare di visione ottimistica in una società segnata da una crisi economica pesante, da una crisi d’identità, da una crisi sul proprio futuro, specie quello delle giovani generazioni, con le minacce incombenti delle guerre, va detto che quello che pare essere pessimismo, sfiducia e rassegnazione è, invece, l’altra faccia della stessa medaglia. Due facce di una moneta che non paga nel commercio della vita. Quello che manca è sempre quel sano realismo cristiano di cui si è persa la traccia e la conoscenza. Seguendo i dettami del progresso, del futuro migliore, ci si è incaponiti seguendo alcune direzioni. Anche se la realtà dimostrava il contrario, non si è voluto cedere. Insistendo nell’ideologia ottimistica si è arrivati alla disperazione. Se continui a predicare che tutto è bello, che tutto va bene, che tutto andrà meglio, più di qualcuno poi le domande se le pone e le risposte non le trova. Perché il male nel mondo c’è. La sofferenza pure. Degli insuccessi non ne parliamo. Perché ostinarsi a dire che non ci sono, e che, se ci sono, non sono quello che sono? Il cristianesimo, la fede cattolica, non è estraniazione. Non rende l’uomo, un ebete che pure se gli muore un amico, ride. Ed è felice. Soffre e piange come tutti. Così come ha pianto e sofferto Gesù Cristo. Con quelle consapevolezze che evitano di sfociare nella disperazione e, quindi, nella dannazione. Ma l’altra autostrada che porta alla disperazione, e, sempre, alla dannazione, è quella dell’ottimismo. Di una visione non reale, non vera, del mondo. Il sempre buon Gilbert Chesterton diceva che &lt;i&gt;“La lieta novella portata dai vangeli è la cognizione del peccato originale” [G. K. Chesterton – San Francesco d’Assisi]&lt;/i&gt; La realtà del peccato originale, al pari di quella dell’Incarnazione di Dio, è una di quelle verità della fede cattolica così immense e ricche di conseguenze, così fondamentali, che abbiamo finito di dimenticarle e di prenderle in considerazione. L’uomo è sottoposto continuamente al peccato, al male. Quello suo volontario e quello del mondo. Il peccato non si risolve con la politica o con chissà quali altri mezzi sociali. C’è bisogno di Dio e della Sua grazia. C’è bisogno della Chiesa. Che sana le ferite del peccato, ma non lo elimina. Perché così ha voluto Dio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2510704713481005088?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2510704713481005088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/di-fronte-ai-mali-del-mondo-ai-dolori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2510704713481005088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2510704713481005088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/di-fronte-ai-mali-del-mondo-ai-dolori.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-8247677340129421969</id><published>2011-06-15T09:55:00.002+02:00</published><updated>2011-06-15T09:55:48.302+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Alcune considerazioni sui referendum da poco conclusi: &lt;/b&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)      Quanti (specialmente tra quelli che sono andati a votare) hanno realmente capito che non si trattava di privatizzare l’acqua, ma di permettere l’intervento dei privati per la manutenzione degli acquedotti e della gestione dell’impianto idrico nazionale? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)      Quanti di quelli che oggi gridano ed esultano per la vittoria della democrazia, sarebbero stati intellettualmente onesti da esultare per la democrazia, anche se il risultato fosse stato diverso (magari opposto)? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)      Quanti di quelli che hanno votato sono esperti di ambiente, energia, giurisprudenza, diritto? Su cosa hanno espresso il loro voto? Sulle loro idee? Tutti sono stati a studiarsi le materie interessate, facendosi così una panoramica completa delle questioni? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4)      A chi ha tirato indebitamente in mezzo il Papa, essendo gli stessi che non sopportano e attaccano ogni tipo di “ingerenza” clericale, perché in questo caso hanno taciuto e sì sono, invece, appropriato delle parole del Romano Pontefice? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)      Qualcuno mi spiega come mai i referendum per essere validi, devono avere un quorum, mentre per ogni tipo di elezione si fanno i conti con gli elettori effettivi (e non sugli aventi diritto). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-8247677340129421969?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/8247677340129421969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/alcune-considerazioni-sui-referendum-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8247677340129421969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8247677340129421969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/alcune-considerazioni-sui-referendum-da.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-915210410746763077</id><published>2011-06-10T11:48:00.000+02:00</published><updated>2011-06-10T11:48:43.292+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sto leggendo &lt;i&gt;La fede dei demoni&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; di Fabrice Hadjadj, un testo molto interessante. Mi ha fatto sussultare quanto scrive citando San Tommaso d’Aquino (Summa theologiae, vol IV, I, qu. 63, art 1): &lt;i&gt;«Il peccato dell’angelo non suppone l’ignoranza, ma soltanto una mancanza di considerazione di quelle cose che andrebbero considerate […] vale a dire l’ordine richiesto dalla volontà divina» e lo compara a «qualcuno che decida di pregare e lo fa senza rispettare le regole liturgiche istituite dalla Chiesa».&lt;/i&gt; Già san Tommaso riflette e denuncia chi prega senza rispettare le regole liturgiche istituite dalla Chiesa. Ed è quello che, in maniera esasperata, accade quotidianamente nelle nostre parrocchie, nelle nostre chiese, nelle messe cui partecipiamo. Seriamente: quante delle liturgie cui abbiamo preso parte erano totalmente conformi a quanto l’Autorità preposta a farlo (il Papa e la Chiesa) dispone? Quanta uniformità abbiamo trovato, spostandoci da una chiesa all’altra, magari nella stessa città, o peggio, nello stesso quartiere? Dov’è andata a finire la cattolicità, l’universalità della Chiesa che è, appunto, cattolica? Siamo giunti al punto, che san Tommaso definisce demoniaco (il che non dovrebbe lasciarci indifferenti), in cui ogni comunità, ogni parrocchia, celebra la propria messa, il proprio rito. Chiesa che vai, messa che trovi. Con la deviazione ancora più agghiacciante del: prete che vai, messa che trovi. Ogni sacerdote celebra a modo suo. Chi aggiunge una cosa, chi ne toglie un’altra. Chi la fa in un modo, chi in un’altra. La confusione nei fedeli è la conseguenza più ovvia e la meno pericolosa. La perdita della fede, o il suo snaturamento, è la conseguenza ancor più ovvia, e sicuramente più pericolosa. Ma quanti di quelli che sono stati chiamati a tutelare la fede dei piccoli, si preoccupano di farlo? Quanto, invece, essi non sono gli artefici e i complici di tante apostasie e tanti ateismi? La classica obiezione che si fa, l’accusa che si rivolge a chi sostiene queste posizioni, è quella di essere dei formalisti, dei freddi burocrati, dei rubricisti, di gente che non sa cogliere lo spirito e la fede nelle evoluzioni e nei sentimenti della gente. Ma non è il sentimentalismo, lo spontaneismo, il “sentire qualcosa dentro”, l’individualismo, a regolare i gesti e le azioni della liturgia. Ogni cosa ha bisogno di una forma. Chi non lo riconosce e chi non lo accetta è un eretico. Qualcuno che vuole solo il sentimento, rifiutando ogni tipo di carnalità, ogni tipo di fisicità. Cristo l’ha presa completamente questa natura umana. Le conseguenze sono anche qui. Non si può pensare di dimostrare amore dando pugni in faccia ad una persona. Non si può pensare di fare discorsi seri, ridendo ogni due parole. Non si può pensare di essere educati mangiando a bocca aperta o con le mani, o infilandosi le dita nel naso. Ogni cosa ha la sua forma.  Cristo ha detto che &lt;i&gt;“chi non mi ama non osserva le mie parole”&lt;/i&gt; (Gv 14,24). Se si vuol rimaner nell’ortodossia (cosa cui tengo particolarmente) sappiamo che la Chiesa è custode e annunciatrice della Parola di Dio. Chi non obbedisce alla Chiesa non obbedisce a Gesù Cristo. E l’obbedienza è la virtù che più abbiamo smesso di esercitare. Novelli Lucifero vogliamo fare di testa nostra. Sappiamo, possiamo e dobbiamo fare da noi stessi. Senza l’aiuto di nessuno. Tantomeno di Dio. Dio non è più Gesù Cristo, ma Io. E qui la variazione è importante. Bisognerebbe, oltretutto, ricordarsi che ogni celebrazione liturgica, a celebrarla è tutta la Chiesa. Quella terrena, unita a quella celeste. Non solo quelle venti, trenta, cento o mille persone radunate intorno a un sacerdote. Essendo una cosa comune, unitaria, vale quanto dice San Paolo:&lt;i&gt; “Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!». Cristo è stato forse diviso?” [1Cor 1,11-13]&lt;/i&gt; No, Cristo non è stato diviso. La divisione non proviene da Dio. Per ritrovare la comunione, l’unità (quella vera, non quella numerica e apparente), bisogna come al solito fare un grande sforzo di umiltà: mettere da parte il proprio io e le proprie convinzioni. Mettersi alla sequela di colui che è stato chiamato, lui più di tutti, di guidare il gregge di Cristo e di confermare i suoi fratelli nella fede. Di chi parlo? del Papa. Che non è un impiccio che ci dobbiamo tenere perché non si riesce a fare altrimenti. Non è un incomodo. Non è un rimasuglio di un’epoca che non c’è più: è il segno visibile sul quale riconoscersi e ritrovarsi. È l’unica certezza che abbiamo per non perdersi, per non dannarsi. &lt;i&gt;“Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversum eam.”&lt;/i&gt;&lt;i&gt; [&lt;/i&gt;&lt;i&gt;Mt 16,18&lt;/i&gt;&lt;i&gt;]&lt;/i&gt; Le porte degli infermi, su Pietro, non prevarranno. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-915210410746763077?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/915210410746763077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/sto-leggendo-la-fede-dei-demoni-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/915210410746763077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/915210410746763077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/sto-leggendo-la-fede-dei-demoni-di.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2109966415668367294</id><published>2011-06-07T17:11:00.001+02:00</published><updated>2011-06-07T17:11:08.539+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;A Milano si può.&lt;/b&gt; A Milano si può interrompere una Messa. Non sto scherzando, è successo. I fatti: durante la S. Messa celebrata dl vescovo ausiliario Marco Ferrari, il parroco della parrocchia e un altro sacerdote, a Milano (zona San Siro), un gruppo di persone ha fatto irruzione nella chiesa con striscioni e urlando nei confronti dei sacerdoti. Motivo della protesta? Le posizioni del parroco padre Alberto sull’omosessualità, definita una malattia e curabile con il sostegno di uno psicologo. Se qualcuno obiettasse che si è trattato di un episodio sporadico e marginale, lo stesso qualcuno mi spiegasse perché chi di dovere (il vescovo o il Cardinale del luogo) non ha condannato quanto accaduto e non si è espresso dicendo che certe cose non devono accadere. No, perché se in futuro la cosa si ripeterà, non mi stupirei più. Se chi di dovere non vieta, è normale e legittimo che poi qualcuno si senta autorizzato a fare ciò che vuole. Questo è l’ennesimo silenzio (assenso?) di una parte della chiesa (uso la minuscola appositamente) che crede che la condanna sia una cattiveria e una barbarie. Trascurando che condannare l’errore è una grandissima forma di misericordia. Anche perché, evita il ripetersi dell’errore stesso. Ed evita l’eresia di non chiamare le cose con il proprio nome. Questa è la democrazia. Questa è la libertà di culto. Fate un po’ voi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2109966415668367294?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2109966415668367294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/milano-si-puo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2109966415668367294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2109966415668367294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/milano-si-puo.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1796771169859768560</id><published>2011-06-01T10:24:00.002+02:00</published><updated>2011-06-01T10:24:11.381+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Vi prego, che qualcuno intervenga!&lt;/b&gt; Non è possibile continuare a percorrere questa strada. È già disgustoso il panorama e il fetore che si respira, le prospettive sono ancora più cupe. Gli orizzonti che si prefissano davanti a noi sono ancora più disgustosi e vomitevoli di quelli attuali. So che siamo in una società figlia legittima di quella che ha misconosciuto e delegittimato in ogni modo qualsiasi tipo di autorità, ma qualcuno ancora in grado di intervenire ci sarà. L’Ordine dei giornalisti, il garante di qualche tutela, il presidente di qualcosa, il direttore di qualcos’altro, potranno fare qualcosa? Non so. Resta il fatto che il modo in cui i media stanno gestendo quanto accaduto ad Avetrana è pressoché ignobile. Non trovo altri aggettivi. E qualunque sarebbe riduttivo. L’unico fatto certo e che andava riportato è la morte di una ragazza. Tutto il resto non è competenza dei giornalisti. Le indagini le fanno gli investigatori, non i reporter. I processi li gestiscono i magistrati, i giudici e gli avvocati. Non i cronisti, le telecamere e gli opinionisti di ogni sorta. Ad ogni piccola novità si riaprono i salotti della tv. Si riempiono le pagine dei giornaletti scandalistici. È questo il modo di tutelare la dignità di una ragazza barbaramente uccisa? È questo il modo di tutelare la dignità di una cittadina sconvolta (se lo è) da quanto è accaduto? Possibile che la morte e la barbarie giustifichino il palcoscenico della televisione? È inevitabile l’accendersi dei riflettori della notorietà? È lecito, oltreché morale, attribuire tutta l’importanza e l’attenzione che si sta tributando ai protagonisti di questa vicenda? Lo so che la moralità, così come l’autorità, è andata in cassa integrazione sempre in quell’epoca di cui siamo figli e nipoti. Lo so. M’illudo ancora che il buon senso ancora esisti. Invece no. Invece vedo giornalisti che si rivolgono in tono confidenziale a coloro che si dichiarano colpevoli, cronisti d’assalto che venderebbero non so cosa pur di ottenere due parole del presunto mostro di turno. Fa veramente pena e tristezza vedere come sono trattate le persone coinvolte in questa tragedia. Burattini nelle mani degli imprenditori di turno. Che considerano la morte un gioco. O comunque, qualcosa cui trarre profitto. Questa è l’ennesima vittoria di chi considera l’uomo, l’essere umano, come un prodotto e non come una persona. L’uomo è diventato merce. Sacrificabile per i propri meschini interessi economici. Non siamo più sulla strada delle barbarie e dell’inciviltà. Siamo sull’autostrada. Correndo così velocemente che le poche vie d’uscita nemmeno le vediamo. Temo il prossimo caso. Temo il proseguimento di questo. Vi prego, che qualcuno intervenga! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1796771169859768560?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1796771169859768560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/vi-prego-che-qualcuno-intervenga-non-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1796771169859768560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1796771169859768560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/06/vi-prego-che-qualcuno-intervenga-non-e.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1880392264516274221</id><published>2011-05-25T12:18:00.000+02:00</published><updated>2011-05-25T12:18:43.963+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Rimaniamo in tema di arte.&lt;/b&gt; Sul &lt;i&gt;Messaggero&lt;/i&gt; di oggi Danilo Maestosi prova a fare il punto della situazione sul rapporto tra arte e sacro. E lo fa raccogliendo il pensiero di alcuni architetti, critici e filosofi. Il giudizio, complessivo, è preoccupante. Il primo spunto è dello stesso Maestosi, il quale afferma che: &lt;i&gt;“Ma  soprattutto torna a richiamare l’attenzione sullo strappo che si è  consumato tra l’arte di oggi e la rappresentazione del sacro, tra i canoni della fede e quelli della creatività.”&lt;/i&gt; Ma, direi, anche e soprattutto lo strappo tra l’arte di oggi e la percezione della gente. Si è ottenuto, come voluto, di allontanare la gente dall’arte, di confinare questa in musei, esposizioni, installazioni indipendenti. Sradicando l’arte dal suo fine, la gente ha finito di disinnamorarsi dell’arte. Prosegue l’articolo con l’intervento dell’architetto Paolo Portoghesi che sostiene &lt;i&gt;«Si è creata una maggioranza silenziosa che non capisce, non apprezza l’offerta degli autori contemporanei. Lo stesso avviene tra i fedeli, la devozione popolare è molto legata alla verosimiglianza»&lt;/i&gt;. Mi viene da pensare che, ovviamente, chi non capisce è il pubblico. L’idea che l’artista possa sbagliare non c’è. E poi c’è il contributo del filosofo Mario Perniola: &lt;i&gt;«Nell’arte di oggi che insegue lo stupore, il consumo, l’istante, non c’è posto né attenzione per il sacro. Né voglia di sottostare ad alcuna regola, come quelle che la fede prescrive»&lt;/i&gt;. Mi viene da pensare che noi cattolici che siamo furbi, aperti e scaltri, agli artisti che della fede non gliene frega niente, dei destinatari della loro opera tantomeno, questi artisti li osanniamo, li incensiamo (cose che non facendo più nelle liturgie, a qualcuno dobbiamo pure destinare) e li incarichiamo di scolpire statue di santi e costruire chiese. L’articolo termina con delle positive speranze, citando, ad esempio, la chiesa di Dio Padre Misericordioso (la cosiddetta chiesa “delle vele” di R. Mayer a Roma). Il mio di giudizio è seriamente critico e preoccupato. Se questi sono i presupposti, non c’è da star sereni. Il problema principale, credo, sta nella destinazione, nell’uso che di una statua, di un edificio, si deve fare. Se si deve costruire una chiesa, si deve sapere cosa per chiesa s’intende. Cosa in quella chiesa si celebrerà. Un conto un rito cattolico, un altro conto un rito protestante. Purtroppo negli ultimi decenni questa differenza non è stata colta. Anzi, se si entra in alcune chiese cattoliche, il dubbio di trovarsi in chiese protestanti viene. Infatti, il centro della struttura non è più Nostro Signore Gesù Cristo conservato nel Tabernacolo (rifilato in angoli bui, deserti e lontano da ogni sguardo). Questo tanto per dirne una, la più importante. La più sconvolgente. Il resto vien da sé. Niente più inginocchiatoi. Niente più crocefissi. Stravolto il senso degli altari. Niente via crucis all’interno delle chiese. Niente più statue. Niente più immagini sacre. Quintali d’intonaco bianco o di altro colore e poco altro. Non c’è più il senso del sacro. L’elevazione dell’uomo a Dio. Non c’è più Dio. E questo penso possa bastare a giustificare la mia seria critica e la mia profonda preoccupazione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1880392264516274221?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1880392264516274221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/rimaniamo-in-tema-di-arte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1880392264516274221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1880392264516274221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/rimaniamo-in-tema-di-arte.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-5211627420897550052</id><published>2011-05-23T00:16:00.002+02:00</published><updated>2011-05-23T00:16:45.476+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Questo è quello che Roma è riuscita a fare&lt;/b&gt; per rendere omaggio, ringraziamento e onore al Beato Giovanni Paolo  II (cliccare &lt;a href="http://blog.panorama.it/foto/2011/05/19/roma-inaugurata-statua-del-beato-giovanni-paolo-ii/"&gt;qui&lt;/a&gt; per le foto). La statua in questione è di Oliviero Rainaldi che, in una breve intervista apparsa su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; del 20 maggio scorso, ha dichiarato: &lt;i&gt;“Una cosa che ricordo con chiarezza pensando a Papa Wojtyla è il vento: nelle vesti, tra i fogli. Il vento è spirito e la scultura è vuota perché immagino il suo corpo pieno di spirito”&lt;/i&gt;. E la carne? E la materia? La dottrina cattolica insegna che la risurrezione riguarda tutto il corpo, non solo lo spirito. E se adesso il beato Giovanni Paolo II è in attesa della resurrezione del corpo che avverrà nel Giudizio Finale, questo non toglie che Cristo si è fatto uomo, si è fatto carne e questa carne l’ha benedetta e redenta. Ma di puritani e di eretici è pieno il mondo. Purtroppo, in questa triste vicenda c’è l’ennesima conferma, anche all’interno della Chiesa. Lo rivela lo stesso Rainaldi quando afferma che in merito alla scelta della sua opera &lt;i&gt;“Ci sono state due proposte, come avviene solitamente, e poi una di queste è stata scelta. Ha passato il vaglio di tutti: Comune di Roma, le sovrintendenze, il Vaticano”&lt;/i&gt;. Ora che tale disgustosa mole di bronzo fatta passare per arte (mi trattengo nel dire ciò che penso realmente) possa avere avuto il beneplacito del Comune di Roma, ci posso anche stare. Non mi aspetto da loro chissà che. Che passi il vaglio della sovraintendenza (immagino anche quella dei beni culturali) mi turba parecchio, ma non si sconvolge più di tanto: so che il concetto di arte è diventato, come molte altre cose, relativo e quindi inutile. Ma quello che mi fa pensare e che mi fa terribilmente rabbia, è che tale accozzaglia di bronzo abbia ricevuto il consenso del Vaticano. Non ho parole. E quelle che ho se le usassi commetterei peccato. Quindi meglio trattenermi. Dico solo che attendo con ansia i sedicenti critici d’arte per una spiegazione plausibile di questo schifo. Per il resto, perché c’è del resto, c’è da dire che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha dichiarato che sta valutando l’idea di istituire una sorta di referendum popolare cittadino, via web, per vedere se l’opera in questione è gradita ai romani o meno. Visto che, al momento dell’inaugurazione, la gente non ha per niente gradito quanto è stato realizzato. Se questa decisione venisse realmente presa e realizzata dimostrerebbe l’incapacità governativa del sindaco di Roma. Per due motivi. Primo, perché doveva essere in grado prima di determinare che quell’opera è un’offesa al buon gusto, alla razionalità e alla decenza della città di Roma, oltreché della sensibilità dei cittadini romani che tanto hanno amato il beato Pontefice. Secondo motivo perché ora come ora, di fronte al malcontento generale, dovrebbe avere l’autorità e l’autorevolezza di decidere. Lui cosa pensa? È bella, è arte? La mantenesse. È orrenda e offensiva? La rimuovesse. E subito. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-5211627420897550052?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/5211627420897550052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/questo-e-quello-che-roma-e-riuscita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5211627420897550052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/5211627420897550052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/questo-e-quello-che-roma-e-riuscita.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2237510558333943627</id><published>2011-05-19T20:48:00.002+02:00</published><updated>2011-05-19T20:48:13.987+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quando la verità non ha importanza.&lt;/b&gt; È dei giorni scorsi la notizia che Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, è stato arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una donna. Senza entrare nei meandri della vicenda quello che mi ha colpito è stata la reazione della stampa francese, così come almeno è stata riportata dai media italiani. Infatti, Strauss-Kahn, probabile candidato alle prossime presidenziali francesi (nel 2012), è stato stroncato dalla stampa d’oltralpe. L’accusa, non la condanna, di violenza sessuale, gli ha ormai precluso la corsa all’Eliseo. Tutto ciò mostra l’assurdità cui siamo giunti. Tutto ciò dimostra la crisi profonda e gravissima in cui giace anche la giustizia. E non è un problema solo francese. Da noi non stiamo messi meglio. È assolutamente perverso, e pericoloso, che a decidere le sorti pubbliche di un uomo possa bastare un’accusa (lieve o grave che sia). Così facendo non si è più in un sistema civile, quale quello democratico dice di essere. Torniamo sempre al solito punto: pochi decidono su molti. Qualcuno può compromettere la tua carriera politica, economica, sociale, ecc. Oltre che, ovviamente, la serenità personale. Anche perché, qualora sia assolto, la macchia infame dell’accusa rimarrà. Ed è sempre solo e soltanto l’accusa ad avere più peso della sentenza. Se è così che si fanno a fare i processi? Con quale scopo s’indaga? Perché spendere tempo e denaro alla ricerca di una verità che, seppur appurabile, non ha valore? La giustizia non è di questo mondo, è vero, ma se non c’è garantito nemmeno un surrogato, che ci ricorriamo a fare a questa tanto decantata giustizia?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2237510558333943627?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2237510558333943627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/quando-la-verita-non-ha-importanza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2237510558333943627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2237510558333943627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/quando-la-verita-non-ha-importanza.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-8626486778663212705</id><published>2011-05-17T10:11:00.000+02:00</published><updated>2011-05-17T10:11:03.050+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;È di ieri la &lt;i&gt;“Lettera circolare&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt; per aiutare le conferenze episcopali nel preparare linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici&lt;/i&gt;” della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ad una prima lettura, alcune considerazioni. C’è un pesante e pressante richiamo alla responsabilità dei Vescovi. Essi devono intervenire. Essi devono svolgere il loro ministero. Che non è solo quello di predicare e di amministrare i sacramenti (qualora facessero anche solo uno dei due). Infatti, i casi di pedofilia ci sono stati quando i Vescovi hanno smesso di fare i Vescovi (cioè di guidare, governare, ammonire e intervenire). E finché si continuerà a percepire il loro ministero in maniera accomodante, i rischi di incorrere in casi di pedofilia o qualsiasi altra aberrazione, sono alti. Molto alti. L’altra considerazione è un po’ amara. A tutelarsi contro i casi di pedofilia, a battersi contro la pedofilia all’interno delle proprie fila è chi meno di tutti gli altri dovrebbe farlo: la Chiesa cattolica. Essa, infatti, checché se ne dica nei salotti tv, nei bar, sui giornali o chissà dove, è l’istituzione, dove meno ha mietuto vittime la pedofilia. Sia chiaro: anche un solo caso è di troppo. Certo è che parlare di piaga pedofilia per la Chiesa cattolica è abbastanza inverosimile, essendo questo fenomeno più diffuso in altri ambienti (religiosi e non). Quindi il problema pedofilia non è strettamente legato con l’essere preti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimanendo in tema pedofilia, ci sono alcune cose che chi di dovere (i giornalisti e, forse, non solo) non ci hanno detto su quel che riguarda la questione della pedofilia nella Chiesa. Essa (la pedofilia) avrebbe dovuto delegittimare la Chiesa cattolica, il Papa sarebbe stato arrestato e il bene avrebbe finalmente trionfato. Questi suppergiù gli auspici di alcuni e i titoli sui giornali che molti hanno letto fino a non molto tempo fa. Che cosa ne sia rimasto è presto detto. Basta guardare i giornali oggi e di tutto quel castello di accuse è rimasto veramente poco. Quello che è rimasto, purtroppo, è come al solito il giudizio negativo sui sacerdoti, su Papa Benedetto XVI e sulla Chiesa cattolica tutta. “Un covo di pedofili coperti dagli altissimi vertici, con gli stessi altissimi vertici che impongono il celibato ai suoi dipendenti e proprio questo celibato sarebbe la causa decisiva della pedofilia”. Questo, sintetizzato, il pensiero comune. Ma cosa c’è di vero in tutto questo? Niente. Cosa c’è di falso? Tutto. Cosa c’è in questa storia, e sulla pedofilia in genere, che non ci hanno detto? Riprendo quanto scritto da Giuliano Guzzo su &lt;i&gt;segnideitempi.org&lt;/i&gt;, dall’eloquente titolo &lt;i&gt;“Pedofilia: ecco perché a tanti laici conviene tacere”&lt;/i&gt;. Leggiamo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;-          è tutta la galassia culturale contemporanea che farebbe meglio ad ignorare la pedofilia clericale e a pensare ai suoi celebrati intellettuali, primi fra tutti Foucault e Tournier, i magnifici corifei della "pedofilia dolce", i quali hanno teorizzato un'infanzia totalmente emancipata dai limiti, dagli obblighi e dalle norme, in cui la naturale polimorfia sessuale non venga soffocata dall'ipocrisia sociale, il tutto, si capisce, in nome del libero e imperativo appagamento del desiderio sessuale. &lt;br /&gt;-          Un’altra buona ragione per tacere, il mondo contemporaneo, ce l’ha nell’aborto: chi tollera in silenzio che ogni anno, nel mondo, non nascano 41.6 milioni di bambini (Cfr. Lancet 10/2007, 370:1338-1345) ha ben poco titolo per spiegare poi che questi vanno rispettati e protetti. A meno che non si voglia sostenere – e in quel caso lo si dica apertamente - che ad sei, sette mesi un bimbo possa essere frullato e a nove diventi repentinamente inviolabile. &lt;br /&gt;-          Viceversa, se il mondo laico - redazioni del “New York Times”, di “Repubblica” e di “Annozero” comprese – decidesse di continuare ad occuparsi ancora di pedofilia, potrebbe cominciare col dire la propria sulla petizione che Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault e Jack Lang (futuro ministro francese) firmarono, e nella quale si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori. I più fieri avversari della pedofilia nella Chiesa, potrebbero dirci che pensano anche delle trovate di Radio Radicale, che mandò in onda - unica in Italia - il vergognoso programma danese dal titolo "Papà posso toccarti l'uccello?”. &lt;br /&gt;-          Oppure potrebbero dirci se condividono quanto hanno scritto dei parlamentari radicali - stipendiati dai contribuenti italiani, giova ricordarlo - al quotidiano “Libero” in data 28 aprile 2002:” E’ del tutto inaccettabile la criminalizzazione di un orientamento sessuale in quanto tale, di un modo di 'essere', di uno 'stato' […] criminalizzare i 'pedofili' in quanto tali, al contrario, non serve a tutelare i minori, ma solo a creare un clima incivili". &lt;br /&gt;-          Ancora, potrebbero farci sapere se trovano giusto che la venerata cultura laica, ormai diversi anni fa, abbia assegnato nientemeno che il Nobel per la Letteratura ad André Gide, scrittore che nei suoi scritti racconta di quando, nei vicoli di Tangeri e di Casablanca, si divertiva con gli impuberi: se la sentirebbero di assegnare ad un prete pedofilo letterariamente dotato addirittura il Nobel? &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  Anche in questo caso rimangono delle domande aperte sul perché questa disparità di trattamento, questa cecità di visione delle cose, e questa parzialità di valutazione. Domande alle quali credo difficilmente troverò risposta. Spero almeno, sollevando queste questioni, di convincere gli scettici e alcuni cattolici. Che quando si tratta di screditare la Chiesa cattolica e i suoi pastori trovano un’insolita concordia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-8626486778663212705?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/8626486778663212705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/e-di-ieri-la-lettera-circolare-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8626486778663212705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8626486778663212705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/e-di-ieri-la-lettera-circolare-per.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-183011953475690622</id><published>2011-05-13T21:41:00.001+02:00</published><updated>2011-05-13T21:42:14.947+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ho una proposta elettorale&lt;/b&gt; da fare: perché i candidati, i gruppi, le coalizioni (o chi per loro) che hanno perso le elezioni (cioè tutte quelle che non hanno ottenuto la maggioranza), non si dividono (in maniera proporzionale o egualitaria, facciano loro) le spese per la pulizia delle città e dei comuni in cui per mesi hanno tediato l’ambiente e l’armonia urbana con i loro striscioni e manifesti pubblicitari? Se poi si vuol fare che a pagare sia chi vince, per me va bene uguale. Basta che qualcuno lo faccia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-183011953475690622?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/183011953475690622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/183011953475690622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/183011953475690622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-4832071436383497601</id><published>2011-05-10T15:26:00.000+02:00</published><updated>2011-05-10T15:26:21.796+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Quando i nodi vengono al pettine. &lt;/b&gt;Fra pochi giorni si vota per le amministrative e i vari candidati si stanno adoperando per legittimare la propria candidatura e per raggiungere il convincimento degli elettori. Avvengono però anche delle cose curiose e che fanno riflettere. Come riporta il quotidiano &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; in data di oggi, con l’articolo a firma di M. Dergani, l’Imam della moschea di Segrate (Milano) si è espresso in maniera laconica e negativa sul leader della lista di Sinistra Ecologica e libertà, Nichi Vendola, dichiarando che i musulmani non devono votarlo in quanto omosessuale. Queste le parole precise: è &lt;i&gt;«giusto votare a sinistra perché è lì che troviamo posizioni più vicine ai nostri ideali»&lt;/i&gt;, ma &lt;i&gt;«i musulmani di Milano non devono votare i candidati della lista di Sinistra Ecologia e Libertà perché il suo leader, Nichi Vendola, in quanto omosessuale ha una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica» (Mario Dergani su Libero del 10/05/2011)&lt;/i&gt; Alcune considerazioni. Se a pronunciare certe parole fosse stato un vescovo, un sacerdote, o un qualsiasi laico cattolico di rilievo, subito si sarebbero mosse le associazioni umanitarie, l’ONU, la Casa Bianca, gli extraterrestri, i sindacati (che avrebbero proposto un sciopero, ovviamente di venerdì) e tutti gli uomini giusti e avrebbero gridato allo scandalo. Motivo? L’oscurantismo della Chiesa cattolica e la sua indecente dottrina, che non accetta le unioni omosessuali e non ritiene naturale e normale l’omosessualità tutta. A dirlo non è stata la Chiesa cattolica, ma un Imam. Quindi non ci saranno grosse reazioni. I tg non ne parleranno, nessuno scenderà in piazza, ecc. Solo qualche giornale, forse, ne parla. &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt;, va riconosciuto, è uno di questi. Oltre alla discrepanza di trattamento (agli islamici non diciamo niente per paura di attentati), va sottolineata l’ipocrisia dominante. Quella cioè che con gli islamici va a braccetto (specie se si tratta di sputare sull’occidente), anche se poi della cultura e della prassi islamica non condivide proprio nulla. Questi nodi alla fine verranno al pettine. E se non si è stati capaci di scioglierli o reciderli prima, avranno delle conseguenze ben maggiori di quelle che potrebbero avere adesso. L’Islam considera l’omosessualità, una deviazione. Come può conciliarsi con la nostra società sessualmente disturbata e deviata? Sappiamo cosa pensa delle donne (ma ci lamentiamo dei cattolici…). Sappiamo cosa pensa della laicità, e sappiamo anche altre cose. Ma chiudiamo gli occhi. Per paura. La paura non permette di essere liberi. Chi ha paura si sottomette. Ed è quello che l’occidente sta facendo. Sarà troppo tardi quando ce ne renderemo conto? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-4832071436383497601?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/4832071436383497601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/quando-i-nodi-vengono-al-pettine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4832071436383497601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4832071436383497601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/quando-i-nodi-vengono-al-pettine.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-4365775986749320904</id><published>2011-05-06T09:30:00.002+02:00</published><updated>2011-05-06T09:30:35.296+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Io proprio non capisco. &lt;/b&gt;E l’unica cosa che capisco è proprio che non riesco a capire l’utilità e la sensatezza (politica e sociale) di scioperare. Aldilà del ridicolo fatto che in Italia si sciopera solo di venerdi (fatto questo che da solo dimostra quanto ai manifestanti interessa realmente scioperare e quanto, invece, lo sciopero sia frutto di una decisione dall’alto che per far credere che abbia un risultato viene fatto di venerdi così i lavoratori, con la possibilità di fare un bel ponte, non vanno a lavorare). Aldilà di tutto questo non capisco che cosa si pensa di ottenere. L’ho già detto e lo ripeto: un governo (destra o sinistra, alto o basso, centro o periferia che sia) che si lascia influenzare da uno sparuto gruppo di manifestanti, è un governo debole. Lo sciopero è un atto democratico? Mi sembra che tradisca il senso vero della democrazia. La democrazia non è il governo di tutti? Lo sciopero non è la manifestazione della volontà di pochi? La volontà popolare non si è già espressa con il voto delle elezioni? C’è stato un risultato? È democratico volerlo sovvertire manifestando (una minoranza) in piazza? Lo sciopero, infine, incide su chi non centra proprio niente: i normali cittadini. Ai governanti di turno non cambia proprio niente. Continuo a non capire il perché di tutto questo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-4365775986749320904?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/4365775986749320904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/io-proprio-non-capisco.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4365775986749320904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/4365775986749320904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/io-proprio-non-capisco.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-425042834523733557</id><published>2011-05-02T20:50:00.002+02:00</published><updated>2011-05-02T20:50:56.178+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Si parla di&lt;/b&gt; “passo avanti nella lotta contro il male”, di “mondo migliore”, di “giustizia”, di “vendetta”. Si esulta per l’uccisione di un uomo. Si pensa che questa, risolva i problemi del mondo. Si pensa che il male si accentri tutto sopra un essere umano. Mettono profonda inquietudine mista a cristiana pietà, gli americani scesi in piazza per festeggiare questo evento. In un mondo positivista, segnato dal progresso, dalla fiducia nelle proprie capacità, un evento come quello di dieci anni fa destabilizza. Fa capire di non essere onnipotenti. Di essere deboli, fragili, mortali. E fin qui ci sta. È la realtà. L’uccisione di Bin Laden scatena reazioni opposte. Fa credere di essere forti, potenti, invincibili, eterni. E non è così. Aldilà dei discorsi tattici, politici e internazionali che non m’interessano, non è l’uccisione di Bin Laden a risolvere la questione del terrorismo, né tantomeno il problema del male. Non riesco a immaginare un mondo migliore. Forse lo penso peggiore. Gli attentati, le rivendicazioni, le vendette si scateneranno. Coloro che parlano di vendetta compiuta si preparino a subirne un’altra. Perché il male è così. Genera male. Un vortice difficile, sempre più ci si addentra, da fermare. È un’eresia, oltre che una mattanza, immaginare e tentare di realizzare una civiltà di giusti. Di eletti. La civiltà dei buoni. Il male colpisce tutti. Indistintamente. Dal più grande al più piccolo degli uomini. Sapersi perfetti puzza. Di zolfo. E quale posto sa di zolfo è presto detto: l’inferno. L’inferno non è l’undici settembre duemilauno. È peggiore. E ci finisce chi pensa di non meritarlo. Umiltà. Preghiamo per possederne di più. Per questo mondo bislacco che pensa di eliminare la morte uccidendo. Concludo con le parole del beato Giovanni Paolo II che, grazie anche alla vera umiltà del suo Successore, nella giornata di ieri ci ha fatto davvero sperare in un mondo veramente (e non retoricamente) migliore. &lt;i&gt;“[…] eleviamo a Dio la nostra preghiera perché l’amore possa soppiantare l’odio e, con l’impegno di tutte le persone di buona volontà, la concordia e la solidarietà possano affermarsi in ogni angolo della terra.” [Udienza generale, 14 settembre 2002] &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-425042834523733557?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/425042834523733557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/si-parla-di-passo-avanti-nella-lotta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/425042834523733557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/425042834523733557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/si-parla-di-passo-avanti-nella-lotta.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-3968744153423211259</id><published>2011-05-02T14:19:00.000+02:00</published><updated>2011-05-02T14:19:49.439+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Trovo conforto &lt;/b&gt;nella lettura dell’autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola (&lt;i&gt;Il racconto del Pellegrino, Adelphi, 2011&lt;/i&gt;), il fondatore della Compagnia di Gesù. Vi trovo consolazione perché scopro che anche questo santo ha avuto una vita travagliata. Aldilà dei singoli episodi che possono capitare, delle situazioni in cui si può incorrere e del piano che Dio può disporre, quello che emerge è un uomo che si tormenta di dubbi. Che non sa cosa fare. Queste incapacità non è però fonte e giustificazione di inedia. Si affida a Dio. Quest’affidamento passa per un atteggiamento che può sembrar banale e pagano, ma che forse è proprio quello più cristiano. Eccone un esempio: &lt;i&gt;“Gli sopravvennero allora degli impulsi che portavano lo scontento nella sua anima, sembrandogli di non aver fatto il suo dovere […] E allora, stanco di esaminare che cosa fosse bene di fare, non trovando cosa certa a cui risolversi, decise così, ciò che avrebbe lasciato andare la mula a briglia sciolta fino al punto in cui si dividevano le strade; e se la mula avesse preso la strada del villaggio sarebbe andato in cerca del moro […]; e se non fosse andata verso il villaggio, ma se avesse preso la strada maestra, lo avrebbe lasciato stare.”&lt;/i&gt; Ne prendo atto per me che ho le stesse difficoltà e la stessa angoscia dovuta a dubbi, domande, riflessioni. Per me che sono tormentato dalla ricerca del vero, di cosa sia giusto fare. Sono circondato da persone che mi dicono che il giusto non esiste. E allora non è vivere ma campare. O che se esiste è quello che mi sento di fare all’istante. Conosco la mia miseria e dubito fortemente che i miei istinti coincidano anche solo minimamente con il vero e con il giusto. E c’è anche una terza, minuta, categoria: quelli che mi dicono che capire cosa sia giusto fare è semplice, evidente. Sarò limitato io (la cosa non mi stupirebbe), ma non capisco. Allora proverò a fare come Sant’Ignazio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-3968744153423211259?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/3968744153423211259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/trovo-conforto-nella-lettura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3968744153423211259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3968744153423211259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/05/trovo-conforto-nella-lettura.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1175415626928040849</id><published>2011-04-26T20:03:00.001+02:00</published><updated>2011-04-26T20:04:29.166+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Riporto una bellissima&lt;/b&gt;, verace, seria e interessante riflessione che il prof. Sandro Fontana ha tenuto ad un convegno tenuto nel febbraio 2007 e pubblicati dall’ottimo Editore &lt;i&gt;Fede&amp;amp;Cultura&lt;/i&gt;. Tema del convegno: “L’eclissi della bellezza. Genocidi e diritti umani”. Argomento della riflessione qui proposta: il Comunismo. Penso ci sia poco che io possa aggiungere e tantomeno spiegare di quanto egregiamente fa il professor Fontana. Per cui lascio la parola a Lui: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Io […] voglio concentrare la mia attenzione su un aspetto che viene spesso ignorato nella storia corrente: cosa è stato il Comunismo. Perché i riflettori sul comunismo? Ci sono delle ragioni oggettive che devono portarti a mettere l’accento su questa deviazione dello spirito umano, della cultura umana, che ha insanguinato il secolo scorso. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;1.       Perchè anzitutto è un fenomeno diffuso, a dimensione mondiale, ed è tutt’altro che scomparso. Vi sono ancora dei continenti interi, pensate solo alla Cina, dove viene messa in pratica questa ideologia. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;2.       Perché è stato il fenomeno di più lunga durata nella storia del ’900: nasce infatti prima dei fascismi e dei nazismi. Il Nazismo per nostra fortuna è durato poco, 10-15 anni a far tanto. Il Comunismo è durato dal 1917 al 1991 in Russia e nell’Europa dell’est e continua a perdurare in altri paesi, come la Cina, la Corea del nord e Cuba. È crollato il Fascismo, è crollato il Nazismo, ma fino al crollo del muro dell’89 è stato il Comunismo a dominare in mezza Europa. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;3.       Perché ha causato il numero forse più elevato di vittime: 100 milioni circa. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;4.       Perché – e questa è la ragione vera per cui dobbiamo mettere un riflettore su questa deviazione – è destinato a riprodursi ancora. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il Comunismo fa leva su sentimenti insopprimibili della natura umana come l’altruismo, la giustizia, il bisogno di equità, la solidarietà. E poiché l’ingiustizia non è scomparsa dalla terra, esso è sempre attuale e continuerà. […] Allora, se vogliamo concentrare la nostra attenzione su questo fenomeno, io voglio arrivare a dimostrare che all’origine delle deviazioni chiamate Comunismo e Nazismo vi è l’abbandono di quello che è stato il “realismo cristiano”. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due sono le cose che mi preme sottolineare. La prima riguarda l’affermazione che l’ingiustizia non è scomparsa dalla terra. Non è scomparsa e mai scomparirà. Gli ideologi ne prendano atto. Essere cristiani (e qui mi aggancio al secondo punto che vorrei far notare) è essere realisti. Il peccato originale c’è. Chesterton diceva che &lt;i&gt;“La lieta novella portata dai vangeli è la cognizione del peccato originale” [G. K. Chesterton – San Francesco d’Assisi]&lt;/i&gt; Non sarà un sistema politico, economico, sociale o umano a eliminarlo. Chi pensa di farlo non è cristiano e fa solo che danni. E il Comunismo ne è un ottimo esempio. Mi soffermo più sul Comunismo che su altre aberrazioni della mente umana allontanatasi da Cristo e dalla Chiesa, perché è, come detto dal professor Fontana, ancora in vita. Del nazismo e del fascismo non si può parlare pena essere scomunicati ipso facto dalla società. Di comunismo si può parlare e partiti politici aventi quella denominazione possono, almeno in Italia, avere tranquillamente diritto di cittadinanza. Qual è la discriminante? Che cosa assolve il comunismo rispetto al nazismo o al fascismo? Niente. Sono tutte ideologie, quindi false. Sono tutti sistemi di morte. E sui numeri dei morti non conviene stare a fare statistiche. Anche facendole il comunismo non ne uscirebbe vincitore. Domande. A cui spero qualcuno darà prima o poi risposta. Non tanto a me, quanto alle generazioni future. Evitandole l’illusione (e i drammi ad essa connessi) di poter salvare il mondo senza Cristo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1175415626928040849?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1175415626928040849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/riporto-una-bellissima-verace-seria-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1175415626928040849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1175415626928040849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/riporto-una-bellissima-verace-seria-e.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-620994852083672630</id><published>2011-04-18T09:32:00.000+02:00</published><updated>2011-04-18T09:32:02.964+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;In questo periodo di preparazione alla Pasqua&lt;/b&gt; la liturgia della Chiesa e la Sua predicazione ci pone dinnanzi agli occhi e alla riflessione, il tragico e frenetico susseguirsi degli eventi riguardanti la Passione di Gesù Cristo. E più di tutti, il tema che coinvolge e stravolge è quello relativo al problema del male. Sono due gli aspetti su cui vorrei puntare l’attenzione in riferimento a questo discorso. Il primo è sulla figura di Giuda. Il secondo sulla figura del buon ladrone. Partiamo da Giuda. Il mistero del male riguarda in particolar modo proprio l’apostolo Giuda. Il suo tradimento è stato sì un atto ignobile e condannabile, ma ad una più attenta e profonda riflessione, notiamo come quel tradimento è stato necessario al compimento della missione di Gesù. Oltretutto Giuda è stato scelto dallo stesso Gesù a comporre la ristretta cerchia dei Dodici. Non dimentichiamoci mai che Gesù è fondamentalmente venuto a morire in croce per poi risorgere. Passione necessaria per la nostra salvezza. Non ci salvano le parole, ci salva Gesù Cristo. Abbiamo detto che la sua Passione è necessaria. Sconvolge e fa tremare i polsi pensare che il male possa essere necessario e determinante al bene. Eppure è quello che gli eventi riguardanti Gesù ci mostrano. Ma la vicenda di Giuda cosa insegna a noi, al nostro quotidiano vivere? Che il male non è una condanna, una punizione o una privazione. Non ne capiamo il motivo, ma non è la comprensione delle cose che rende felici. Non è sapere di quanti miliardi di chip è composto un computer o del codice che sta alla base del sistema operativo che ci rende capaci di usarlo. Credere in Dio significa anche credere che Lui sa trarre il bene dal male. Questo non giustifica il male. Questo non ci autorizza a compierlo. Ma ci libera dalla condanna del male. Se siamo afflitti e segnati dal male Dio non ci abbandona ed esso (il male) non è una menomazione della nostra vita, della nostra libertà. Dio sa trarre il bene dal male. Chi si affida a Lui, pur se segnato dal male, può ricavarne del bene. La fede in Dio non è una cosa magica (come noi la vorremmo) che risolve in automatico i nostri problemi. Noi preferiremmo che le soluzioni ai problemi fossero semplici, automatiche, immediate. La società multimediale ci porta a credere ed esasperare tutto questo. Ma è un’illusione. La vita non è così. Spesso le cose migliori, necessarie e buone, necessitano del tempo per essere tali. Come il vino. Più invecchia più migliora. Con il rischio che diventi aceto. Ma il Dio di Gesù Cristo di vino se ne intendeva! (cfr. Gv 2,1-11) Tornando a noi e al buon ladrone. Egli è lì sulla croce. Probabilmente è lì anche giustamente. Spesso anche noi ci troviamo in croce. Vittime dei nostri peccati, dei nostri sbagli. Spesso ci troviamo su quella croce per motivi che non conosciamo. Spesso ci troviamo su quella croce perché lì ci hanno condannato le persone a noi vicine. Spesso, non da ultimo, anche i nostri più cari amici. Siamo lì, sulla croce. Il mondo sotto ride. Punta il dito e tira avanti. Sappiamo noi quanto soffriamo. Anche se ci dicono che c’è di peggio, che prima o poi staremo bene, che quella è la volontà di Dio, quei chiodi nella carne fanno male. Terribilmente male. Questo è un fatto. Ma c’è un altro fatto. Gesù è lì vicino, il più vicino possibile. Vicino alla Sua gloria. E il buon ladrone è lì. Egli è uno di quelli di cui sappiamo con certezza che è in paradiso. Lo ha detto Gesù. Sulla croce, accanto a Lui, ci siamo noi e l’altro ladrone. Anche sulla croce, nella sofferenza più atroce, nell’ingiustizia più assurda, possiamo e dobbiamo scegliere da che parte stare. Insultare e maledire il cielo (Gesù) perché siamo lì, o affidarci a Lui. Senza capire, senza ricevere spiegazioni. Solo credere che quell’uomo lì, in croce come noi, è Colui che può donarci la vita. Può dare senso, anche non comprendendolo, a quell’infame patibolo a cui siamo appesi. A cui, per primo, è stato appeso anche Lui. Così come Lui è risorto, passando (solo e soltanto) dalla croce; così anche noi, da quella croce, abbiamo una via privilegiata per la gloria. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-620994852083672630?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/620994852083672630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/in-questo-periodo-di-preparazione-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/620994852083672630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/620994852083672630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/in-questo-periodo-di-preparazione-alla.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-8375065258611386449</id><published>2011-04-13T09:17:00.002+02:00</published><updated>2011-04-13T09:17:41.482+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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Che si smetta di addebitare al cristianesimo la presente infatuazione per i profughi da parte di atei e cardinali (categorie che a volte coincidono, come ricorda spesso padre Amorth). L’uomo invaso non può sopportare che Gesù sia ridotto a precedente di Vendola e Renzi, entusiasti di invasioni e pavoni dell’irrealtà. Nel Vangelo il prossimo è un singolo, non un continente (don Milani lo aveva capito meglio di Bagnasco: “Chi ama veramente Dio, ama solo poche persone”). Nel Vangelo l’amore è chiesto da Dio, non imposto da Cesare: non vi si adombra in alcun modo la vigente dittatura dell’altruismo. Nel Vangelo il buon samaritano paga il locandiere perché si prenda cura del ferito, non pretende che lo ospiti a sue spese. Nemmeno nel Vangelo esistono pasti gratis, salvo quelli allestiti da Gesù in persona. Chi non essendo Figlio di Dio si comporta come se fosse umanamente possibile moltiplicare pani e pesci è un falso profeta, oltre che un cialtrone”.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-8375065258611386449?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/8375065258611386449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/normal-0-14-false-false-false-it-x-none_13.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8375065258611386449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8375065258611386449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/normal-0-14-false-false-false-it-x-none_13.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2690826543089970267</id><published>2011-04-10T15:48:00.001+02:00</published><updated>2011-04-10T15:48:48.837+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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Si dice che questi piccoli malumori, queste piccole sofferenze non dovrebbero esserci proprio perché sono piccole e quindi sarebbero ingiustificate. C’è di peggio per rammaricarsi e stare male! Spesso le intenzioni di tali critiche sono sane e lodevoli; cioè quella di evitare tali dispiaceri alla persona a cui si rivolge. Poi però ci penso sopra e mi immagino un enologo, un intenditore di vini. Egli coglie il piccolo difetto, la minima defezione del vino (non dell’aceto!), perché ne è un intenditore. Come i primi, coloro a cui vengono mosse le critiche di cui ho scritto sopra, sono intenditori della vita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2690826543089970267?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2690826543089970267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2690826543089970267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2690826543089970267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-7656038877188570974</id><published>2011-04-07T14:28:00.000+02:00</published><updated>2011-04-07T14:28:16.477+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Leggo su &lt;i&gt;DossierCatechista&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (rivista a cura del Centro Evangelizzazione e Catechesi Don Bosco che, nel suo sottotitolo si definisce come uno “strumento per la formazione personale e di gruppo dei catechisti”) di maggio 2011 nella sezione “Primi passi” una domanda che un (ipotetico?) bambino pone al chi cura questa sezione della rivista. La questione è la seguente: &lt;i&gt;“Nella lezione di scienze, la maestra ha spiegato che l’universo è nato da una grande esplosione: il Big-Bang, e che l’uomo si è evoluto nel tempo. Al catechismo invece la catechista ha letto il racconto della Genesi. Quel libro narra che il mondo è stato creato da Dio in sei giorni e i primi uomini furono Adamo ed Eva. Chi ha ragione allora, la scienza o la Bibbia?”&lt;/i&gt; La risposta, per un cattolico, mi sembrerebbe abbastanza scontata. Anche perché il cattolico non è un deficiente (lo so che sembra strano, ma non è così, anzi!). E il cattolico crede (e sa) che quanto detto nella Bibbia non contraddice (non potrebbe essere diversamente) quanto la scienza insegna. Anche perché la Bibbia non è uno studio scientifico e quindi il Suo obiettivo non è quello di spiegare come funziona il mondo. Però a volte, come questo caso, sembra scontrarsi con la ricerca scientifica. Senza entrare nel merito della questione, quello che mi stupisce (per essere moderati nei termini) è che la suddetta rivista “strumento per la formazione personale e di gruppo dei catechisti” risponda dicendo che: 1) il racconto di Genesi è una &lt;i&gt;meravigliosa preghiera di ringraziamento che inizia così “In principio Dio creò il Cielo e la Terra…”; &lt;/i&gt;2) non confermi il fatto che il mondo, Big-Bang o non Big-Bang, l’ha creato Dio; 3) non dica nemmeno una parolina critica nei confronti della teoria evoluzionistica. Il silenzio-assenso sugli ultimi due punti lascia facilmente pensare che Dio non ha creato il mondo e che noi uomini discendiamo dalle scimmie. Un uomo non può credere queste cose. Tantomeno un cattolico! Noto in questa rivista, almeno in questo intervento, qui come altrove tra i cattolici, una certa difficoltà nei confronti del mondo. Viviamo un pesante complesso di inferiorità. E non me ne capacito. Dovrebbe essere il contrario. Eppure non abbiamo il coraggio e le capacità di saper rispondere a quanto il mondo ci dice. A quanto ci domanda. E a quanto ci critica. Anche la più feroce critica ha in sottofondo una domanda. Che noi miseramente tradiamo lasciando ciascuno nelle sue convinzioni. Anche erronee. È questo un ottimo esempio del mito che definirei &lt;i&gt;conciliativo&lt;/i&gt;. Bisogna sempre trovare un accordo. Io dico A, tu dici C e allora le cose sono due. O hai ragione te e le cose sono C, o magari (anche se non lo so e tutto mi induce a pensare il contrario) le cose sono AC. Mai A. i cattolici questo fanno: non rivendicano mai la veridicità, la fondatezza (filosofica, razionale e scientifica – con i dovuti distinguo sia chiaro -) della loro fede e del loro Credo. Se nel Credo recitiamo &lt;i&gt;“Credo in un solo Dio […] creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili ed invisibili”&lt;/i&gt; un motivo ci sarà. O no? Frutto del mito conciliativo è la metodologia dell’insaccato. Secondo la quale (immaginatevi un insaccato qualunque) l’importante è la parte grande, quel che resta, e una fettina si può anche tagliare, cedere, lasciare andare. Con l’ovvia conseguenza che taglia e taglia, del grosso non rimane niente. E il nostro Credo lo mandiamo al diavolo. Oltre a ribadire il fatto che il mondo (visibile ed invisibile) e l’uomo, sono stati creati da Dio, la rivista in questione non avrebbe fatto male a dire che la maestra di scienze, magari, sarebbe stata in dovere di esplicitare che la teoria evoluzionistica (perché di teoria si tratta) è scientificamente (e non teologicamente) molto, ma molto (ma molto, eh!) discutibile. Tutto questo non accade e non mi capacito del perché. L’unica cosa che mi appare sempre più evidente, è che capisco poi, perché, i giovani (o i giovani quando crescono) si allontanano dalla Chiesa e dalla fede. Se non si danno loro queste risposte (la verità) essi si perderanno, cercandola altrove. Con un deludente, e spesso dannoso, risultato. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-7656038877188570974?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/7656038877188570974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/leggo-su-dossiercatechista-rivista-cura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7656038877188570974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7656038877188570974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/leggo-su-dossiercatechista-rivista-cura.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-451827674112149387</id><published>2011-04-05T16:16:00.000+02:00</published><updated>2011-04-05T16:16:19.667+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Lezione di Storia delle religioni. &lt;/b&gt;Università di Roma. Facoltà di Lettere e Filosofia. Il professore spiega che, parlando del concetto di sacro ne esistono due concezioni. Una cosiddetta trascendente, l’altra immanente. La prima, quella dei credenti, concepisce il sacro come qualcosa (detto in maniera molto grossolana) rivelato da Dio, relativo a Lui e ad Esso riferibile. La concezione, invece, cosiddetta immanente vuole il sacro come qualcosa (sempre detto in maniera molto grossolana) prodotto dagli uomini, costruito dalla collettività. E questa è la posizione del professore (non la mia). Il professore si esprime, spesso, anche in maniera sdegnata (giustamente) su quello che è stato l’Olocausto per il popolo ebraico. Queste due cose (la lezione sul sacro e la digressione sull’Olocausto) sembrano essere slegate l’una dall’altra e indipendenti. Invece no. Mi domando (e lo domanderò poi anche al professore): in una visione di sacro immanente, chi è che stabilisce che cosa è sacro? Se non è Dio a rivelarlo, chi (o che cosa) lo determina? Il prof in questione risponderebbe “la collettività”. Ma allora rifletto e dico. Primo: può essere sacro qualcosa che per altri non lo è? Secondo: può essere sacro ciò che la generazione successiva (o due, tre, successive) non riconosce più come tale? Terzo: se il sacro è un prodotto culturale, stabilito dalla collettività e dalla storia, è legittimo considerare sacra qualsiasi cosa; anche la razza. E qui torniamo a noi. Per i nazisti il concetto di razza (la loro) era sacra. Ed in base a questa sacralità della razza hanno sterminato chi sacro non era (non solo gli ebrei). Allora concludo la mia riflessione dicendo: visto e considerato anche il fatto che lo scempio nazionalsocialista (e anche quello comunista) si è realizzato in un’epoca in cui la concezione di trascendenza veniva messa in discussione e accantonata, non è più ragionevole (cattolici adulti fate lo sforzo di resistere, manca poco alla fine della riflessione) una visione trascendente del sacro? Del mondo? L’esistenza di Dio, del Dio di Gesù Cristo, all’uomo conviene.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-451827674112149387?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/451827674112149387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/lezione-di-storia-delle-religioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/451827674112149387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/451827674112149387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/lezione-di-storia-delle-religioni.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-2695860557959009676</id><published>2011-04-02T08:10:00.001+02:00</published><updated>2011-04-02T08:10:06.289+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Un cieco dalla nascita.&lt;/b&gt; Ai bordi di una strada a mendicare. Un giorno come tanti. Le voci che si rincorrono, si sovrappongono. Lui, il cieco, le riconosce. Non vedendoci ha sviluppato molto l’udito. E sente la gente che parla di lui. Ma poi sente sputare. Un tale gli mette del fango sugli occhi. E sempre quel tale poi lo invita ad andarsi a lavare alla piscina di Siloe. Gesù che prende la terra, la nostra miseria, il male del mondo. Ci sputa sopra. Lo trasforma, lo ammorbidisce, né fa fango. Fa sempre schifo. E Lui che fa? Ce lo spalma sugli occhi. Assurdo. Eppure ridona la vista. Noi che avremmo fatto? Forse, innanzitutto, gli avremmo impedito di metterci del fango addosso. E dopo, sicuramente, gli avremmo vomitato addosso la nostra rabbia: “ma che fai?! Ma come ti permetti!? Non hai rispetto delle persone disabili”. Il cieco di questa storia tace. Almeno per ora. Si alza e va a lavarsi. Proprio lì dove quel tale gli ha detto di andare. Lavarsi era inevitabile. Andare proprio lì forse no. Assurdo per assurdo tanto vale dar retta a quell’Uomo. Quel Tale che non sta a fare prediche e a dirmi che la mia cecità è frutto di radiazioni nucleari, di guerre lontane, di cure sbagliate, di leggi ingiuste. No. Non mi dice perché. Non mi dice niente. Prende tutto quel male e me lo mette sugli occhi. Con la Sua saliva. Fate un po’ come vi pare. Continuate a illudervi che il male si possa eliminare. Eretici. Io continuo a mendicare la saliva di quell’Uomo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-2695860557959009676?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/2695860557959009676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/un-cieco-dalla-nascita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2695860557959009676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/2695860557959009676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/04/un-cieco-dalla-nascita.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-3534067915957221468</id><published>2011-03-30T10:37:00.000+02:00</published><updated>2011-03-30T10:37:32.122+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Index Librorum'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!--[if !mso]&gt; 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text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;Chiesa e pedofilia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;Francesco Agnoli&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dQE42hoRuxw/TZLrtyVllwI/AAAAAAAAADg/0ohucdUu78I/s1600/Chiesa+e+pedofilia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-dQE42hoRuxw/TZLrtyVllwI/AAAAAAAAADg/0ohucdUu78I/s200/Chiesa+e+pedofilia.jpg" width="125" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Perché?"&lt;/i&gt; Questa è la domanda che si pone Francesco Agnoli nella sua ultima fatica: Chiesa e pedofilia. Ed è un libretto piccolo, ma intenso. 108 pagine che si leggono tutte insieme. Sulla pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica ne abbiamo piene le orecchie. Ma dobbiamo fare posto nella nostra testa per queste pagine e quanto esse contengono. La scrittura di Agnoli, semplice, schietta, diretta, seria e supportata da fatti e non da chiacchiere, riesce a passare sotto la cortina dei luoghi comuni, del politicamente corretto di cui siamo stati bombardati. Dice quello che non si dice. Che non tutti sanno, perché non si vuole che si sappia. Una disamina appassionata e interessante su quello che è stato, e in parte già dimenticato, uno dei più grandi scandali della Chiesa cattolica contemporanea. Scandali non direttamente imputabili ad Essa, seppur questa era l’intenzione. I figli di coloro che sono la causa del dilagare della piaga della pedofilia nel mondo, oggi tuonano contro la Chiesa. Come se Essa fosse il covo dei pedofili. Come se Essa fosse, per il solo fatto di esserci, educatrice di pedofili. La realtà è ben altra. La Chiesa è l’ultimo (davvero, l’ultimo) baluardo morale contro l’imbarbarimento morale della società. In Belgio profanano tombe e sequestrano vescovi per indagare sulla pedofilia, ma poi nel loro parlamento si fanno passare leggi sulla pedofilia. L’assurdo. Eppure l’assurdo diventa credibile. Se questo accade qualcosa di luciferino dietro c’è. Ed ecco che si spiega l’avversione alla Chiesa. Il problema sorge quando l’avversione è dall’interno. Ed è alla triste realtà cui assistiamo. Cattolici, laici e consacrati, che rinnegando la loro fede si sono allontanati dal Vangelo e dalla Chiesa. E solo questo allontanamento può aver generato tali abusi. Non è, come ci vogliono far credere, la morale cristiana, il celibato dei preti, la Chiesa cattolica stessa, la causa della pedofilia. No! La pedofilia è contro la Chiesa, contro il Vangelo, contro il cristianesimo. Ed è nata proprio in ambienti ostili ad Essa. Ed è nata proprio in quegli anni in cui la Chiesa e il cristianesimo venivano messi in crisi da coloro che erano chiamati a difenderla. In quegli burrascosi, dove il mondo tutto, veniva messo a soqquadro. Gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Di questi anni sono gli episodi che si citano per attaccare il clero e il Papa. Gli episodi degli anni successivi e recenti sono un coacervo di infondatezze e di scempi giuridici. Agnoli, anche questo, lo dice bene e chiaramente. L’ultima notazione: spesso si parla a sproposito del potere temporale della Chiesa, come se esso fosse un peso di cui doversi e potersi sbarazzare il prima possibile. Anche nella vicenda sulla pedofilia si scorge come esso sia necessario al regolare e libero svolgimento del magistero pontificio e dell’attività della Chiesa. So che alcuni cattolici, forse molti, storcono il naso di fronte a questa cosa. Ma l’indipendenza della Chiesa è fondamentale. E questa indipendenza passa anche attraverso il potere temporale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libretto fondamentale. Necessario. Da leggere. Consiglieri a parroci di distribuirlo e diffonderlo il più possibile nelle nostre parrocchie. La stampa, i media e la malafede tanto hanno fatto contro la credibilità della Chiesa cattolica, sfruttando la sofferenza di innocenti. Anche se poco, cerchiamo di rimediare anche noi a questo abominio. Lo si può fare dicendo, difendendo e diffondendo la verità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-3534067915957221468?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/3534067915957221468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/v-behaviorurldefaultvmlo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3534067915957221468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3534067915957221468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/v-behaviorurldefaultvmlo.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-dQE42hoRuxw/TZLrtyVllwI/AAAAAAAAADg/0ohucdUu78I/s72-c/Chiesa+e+pedofilia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-8089641849975340005</id><published>2011-03-24T09:00:00.000+01:00</published><updated>2011-03-24T09:00:28.198+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Non sempre possiamo fare quello che vogliamo.&lt;/b&gt; È difficile crederlo, ma è basilare capirlo. Credere di essere onnipotenti, di essere costruttori del proprio destino, rischia di creare pesanti frustrazioni e beffarde delusioni. Non siamo schiavi, è vero. Ma la nostra volontà non è determinante per il raggiungimento dei nostri obiettivi. O almeno non sempre. Non basta volerle le cose perché esse accadano. Forse non basta nemmeno essere in due a volere la stessa cosa. Tantomeno essere la maggioranza. Ma non è di politica e di società che volevo parlare. Il limite più grande alla nostra volontà, oltre alla volontà di Dio, è la libertà degli altri. Libertà di fare o non fare qualcosa. Di accettare o rifiutare. Sostanzialmente di scegliere. Anche il male. Perché sì, gli uomini possono scegliere anche il male. Magari non sempre nel pieno delle loro capacità cognitive, non sempre credendo che esso sia tale, ma spesso anche proprio perché è tale. Ma comunque capita (e più frequentemente di quanto si pensi) che il male venga scelto come possibilità. Che si trasforma poi in realtà. Faccio due esempi. Io non posso pensare di determinare le sorti della guerra in Libia. Per quanto qualche idea in merito potrei averla. Pur volendo non posso scegliere chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio italiano. Pur esprimendo il mio voto, questa possibilità può non realizzarsi. Vorrei (e sapeste quanto vorrei!) essere in una redazione di qualche giornalone nazionale e far in modo che le notizie siano vere e non verosimili. Che esse non siano scritte in funzione di una scelta ideologica o tantomeno partitica. Vorrei, ma non posso. Così come (secondo esempio), non posso pensare, in una ipotetica partita a poker, di fare un poker se ho cinque carte diverse (paradossalmente nemmeno se ne ho tre uguali e ci spero tanto che cambiandone due me ne entri una uguale alle altre), o un full se ho due coppie e una quinta carta diversa. Semplicemente non posso. Magari capita la mano buona e le carte ti entrano. Ma anche l’ingresso delle carte non è tua volontà. A meno che non sei un baro. Ma l’opzione non la prendo in considerazione, mi tengo ancora sul piano del moralmente lecito. Quindi siamo rassegnati ad una sorte beffarda? Siamo in balia della volontà degli altri, senza che possiamo fare nulla? Da cristiani la risposta è semplicemente e profondamente negativa. Sappiamo che non siamo in balia del caso, ma nella mani della Provvidenza. E la differenza, sostanziale, c’è. Il primo (il caso) è cieco e magari anche cattivo. Il secondo (Dio) è buono e giusto. E di questo possiamo consolarci. Ma, comunque sia, alla fine, che fare? Non possiamo comunque fare nulla? Possiamo amare è vero. E siamo chiamati a farlo. Ma l’amore cristiano (che non è quello dei Baci Perugina e del “volemose bene”) non sempre produce quello che noi speriamo. Non sempre in cambio riceviamo amore. Cristo amando è stato messo in croce. I martiri per amore sono stati uccisi, arsi vivi, crocifissi, ecc. Quindi anche qui sperimentiamo una sorta di impotenza della volontà. L’unica soluzione è affidarsi a Dio. Che sembra molto simile al rassegnarsi ateo, ma è profondamente e sostanzialmente diverso. Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che Dio, dopo aver creato l’uomo, non lo abbandona a sé stesso, ma (tra le altre cose) lo &lt;i&gt;conduce al suo termine&lt;/i&gt;. Che non è che lo porta a morire, ma che lo accompagna nella sua realizzazione, al raggiungimento del suo scopo ultimo: la sua vocazione. Il Catechismo prosegue: &lt;i&gt;“Riconoscere questa completa dipendenza in rapporto al Creatore è fonte di sapienza e di libertà, di gioia, di fiducia” [CCC, 301] &lt;/i&gt;Bisogna riconoscere quindi questa dipendenza. E non, come gli ideologi, i riformatori, ecc, che tra le loro convinzioni e la realtà preferiscono le loro convinzioni, le loro astrazioni ideologiche. Con le conseguenze, nefaste, per la realtà. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-8089641849975340005?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/8089641849975340005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/non-sempre-possiamo-fare-quello-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8089641849975340005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/8089641849975340005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/non-sempre-possiamo-fare-quello-che.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-7815371646611476771</id><published>2011-03-22T16:15:00.000+01:00</published><updated>2011-03-22T16:15:10.832+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; di oggi&lt;/b&gt; c’è un interessante articolo a firma di Elisa Calessi che fa un po’ il punto su quella che è la situazione dei pacifisti (a me piace chiamarli pacifinti) in Italia. Punto della situazione che viene fatto visto l’inizio dell’operazione militare (guerra o chiamatela come volete) di questi giorni in Libia. E il confronto che si fa è con l’inizio della guerra in Iraq otto anni fa (2003). L’intervistato (che lavora per queste associazioni pacifinte), parla di &lt;i&gt;“spaesamento, di spiazzamento&lt;/i&gt;”. Sapete il motivo? Eccone uno: “&lt;i&gt;Intanto l’America non è più quella del 2003. Non solo perché non c’è Bush, ma perché il potere economico e politico degli Usa è molto diminuito”&lt;/i&gt; Nel 2003 si scendeva in piazza (rimpiangono questo tipo di manifestazioni) non tanto per la giustezza della loro protesta; non tanto perché in corso c’era una guerra; non tanto per le motivazioni che hanno suscitato quella guerra, ma principalmente era un gran pretesto per andare contro gli Stati Uniti e il presidente Bush. Finiti questi tempi, alla gente non gliene frega più niente e in piazza non si scende più. Di questo non posso che rallegrarmi, così come mi strappa un sorriso questa riflessione. Spero che alcuni (pretendere tutti sarebbe troppo) dei pacifinti che nel 2003 scendevano nelle piazze per manifestare contro la guerra e oggi invece restano a casa si rendano conto di: 1) l’inutilità di certe manifestazioni (le cose non sono cambiate); 2) che la pace non è assenza di guerra; 3) che è guerra anche l’odio contro gli Stati Uniti e Bush e, infine, 4) che in guerra ci va anche il loro idolo Obama. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-7815371646611476771?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/7815371646611476771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/su-libero-di-oggi-ce-un-interessante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7815371646611476771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/7815371646611476771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/su-libero-di-oggi-ce-un-interessante.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-3616760390129999644</id><published>2011-03-19T19:22:00.002+01:00</published><updated>2011-03-19T19:22:38.507+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La notizia: &lt;/b&gt;il 17 marzo scorso (sì proprio quello) il cardinal Angelo Bagnasco avrebbe avuto il desiderio di andare in visita pastorale a due licei genovesi (città di cui è Arcivescovo). La risposta? No: non è gradito. È inopportuno. Ci risiamo? Si è verificata nuovamente (anche se in misura ridotta) la violenza di pochi sulla volontà di altri (pochi o tanti che siano poco importa). Quando il precedente? Gennaio 2008. Sua Santità Benedetto XVI venne invitato a parlare all’Università di Roma La Sapienza, ma un manipolo di docenti gli impedì la visita. Oggi non c’è stato nessun invito, ma comunque si è sbattuta la porta in faccia al proprio arcivescovo. Liberi di farlo. Libero anche io di esprimere la mia opinione. Aldilà della cafonata bella e buona, mi sembra un tantino pericoloso come atteggiamento. Dov’è la laicità dello Stato? Lo vediamo chiaramente una volta per tutte che questa non è laicità, ma laicismo? Lo capiamo che non è concessa la libertà di parola a tutti? Il limite poi è abbastanza evidente. Per me ognuno può invitare e accogliere chi vuole a casa sua. Però poi non mi si dica che questa gente è liberale e aperta. Se non si hanno le capacità intellettive (e gli attributi fisici) per ascoltare cosa ha da dire una persona (in Italia sono considerate ancora persone i preti, sì?) e, magari, poi dissentire, non è colpa mia, dei preti, o del Vaticano. Se non si è uomini si è colpa di qualcun altro. Si fa parlare tutti. Cani e porci. I preti no. Non capisco. Questa è l’Italia? Il cardinal Bagnasco commentando la cosa ha detto: &lt;i&gt;«Può succedere. […] fa parte dei meccanismi della democrazia» (da Libero de 18/3/2011)&lt;/i&gt; Ecco la conferma di quello che penso e vado dicendo: la democrazia non è perfetta. È una forma di governo e probabilmente nemmeno la più perfetta. Sicuramente la più ipocrita. Si dice che il potere è di molti, di tutti, quando non è così. Questo mi fa schifo. Come questa Italia che non permette ad un Papa e ad un cardinale di parlare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-3616760390129999644?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/3616760390129999644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/la-notizia-il-17-marzo-scorso-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3616760390129999644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/3616760390129999644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/la-notizia-il-17-marzo-scorso-si.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-1696049579265783219</id><published>2011-03-17T01:42:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T01:44:13.515+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Oggi ricorre la festa nazionale&lt;/b&gt; per celebrare i 150 anni dell’unità nazionale. Molto ci sarebbe da dire. Qualcosa abbiamo detto. Altro ancora diremo. Le cose non andarono come ce le raccontano e come ce le inculcano a scuola. Da cattolico, soprattutto, non posso non ricordare che l’unificazione risorgimentale fu perpetrata contro la Chiesa Cattolica e il cristianesimo. Se ne pensi ciò che si vuole. Dio sa scrivere dritto su righe storte. Per questo i Papi (tutti) ripetono che la fine del potere temporale è stata provvidenziale. Ciò non toglie che le righe sulle quali si scrisse l’unità dell’Italia erano storte. E storte rimangono. Rimangono anche alla luce del fatto che l’unità dell’Italia a volerla erano proprio i cattolici. Papi compresi. Questo i libri di storia delle scuole non lo dicono. Ma tante cose quei manuali non ci dicono. Comunque sia non è questo il tempo delle polemiche. Non festeggerò una festa laica, della quale non sento il fervore (se non ideologico, che non mi tange). Amo l’Italia, l’Italia cattolica. L’Italia tutta. Per quello che è. Che molti (anche tra coloro che oggi si commuoveranno ascoltando l’Inno) disprezzano. Io la amo anche per quegli stessi motivi per i quali altri la denigrano. Facendoci sentire sempre inferiori, limitati, retrogradi, rispetto ad un estero che per il fatto stesso di essere estero, è migliore. No, io amo l’Italia. L’Italia tutta. E qui voglio vivere, crescere e morire. Ed è a questa Italia che dedico le prossime parole. Misere, ma mie. È una preghiera. I primi cristiani pregavano per l’imperatore che li perseguitava. Noi in Italia (ancora non direttamente) non siamo perseguitati. Non siamo ben visti dalle istituzioni e dai benpensanti. Sicuramente l’Italia sarebbe più povera senza di noi. Povera materialmente, spiritualmente e socialmente. L’Italia non sarebbe quello che è senza Cristo, la Chiesa e i cattolici (santi e peccatori). Ed è, appunto, per l’Italia tutta, che prego:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dio onnipotente ed eterno &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che nella tua infinita sapienza &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;hai voluto unire i destini e le sorti &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;della Tua santa Chiesa &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;a quelle dell’Italia, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ti preghiamo per la nostra nazione, &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;per la nostra terra, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;per chi ci governa e ci governerà, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;per i nostri antenati, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;i nostri discendenti, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;i nostri fratelli nella cittadinanza &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e tutti coloro che volenti o nolenti &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;vivono sotto questo stesso cielo. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Questo cielo è pieno di Te Signore, &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;e per quanto la nostra cecità ci porti a credere troppo spesso &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che le nuvole Ti nascondano e Ti escludano, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;riconosciamo in Te la fonte di ogni bene. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ed è di questo bene, &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;di cui siamo desiderosi e bisognosi, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che umilmente imploranti &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;a Te ci rivolgiamo. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Concedi o benigno &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;alla nostra amata Italia, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di riscoprire la bellezza e la ricchezza della fede cattolica, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di ritrovare la speranza nel futuro, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di trovare il coraggio e la forza di affrontare le difficoltà della modernità, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di difendere la vita nascente e morente, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di non vergognarsi della propria identità, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;romana, cattolica e italiana, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di avere la voglia, il piacere e l’orgoglio di essere italiani, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di educare i giovani ad esserlo, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;educarli a crescere nella speranza di un domani, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;a non rinchiudersi in un ieri troppo distante e troppo indifferente, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ma a non dimenticare il proprio passato. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Una pianta senza radici non cresce. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Una pianta con le radici, ma senza linfa, muore. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E noi Ti chiediamo, supplici, la vita! &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dona vita all’Italia! &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Donale di riconoscerti Signore del cielo e della terra, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;della storia e della vita dell’uomo. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ricolma di ogni grazia l’Italia e i suoi abitanti, &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;perché nelle commemorazioni per l’unità raggiunta, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;riscoprano ciò che realmente li unisce: &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;la fede in Te, unico vero Dio; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;la fede in Gesù Cristo, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;vero Dio e vero uomo; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;la devozione mai spenta alla Tua Santa Madre, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Maria Domina nostra. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ed è a Lei, &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;vergine purissima e castissima, &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che affidiamo le sorti dell’Italia &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e le preghiere dei suoi figli. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ed è alla dolce e sicura intercessione dei nostri santi Patroni &lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Francesco d’Assisi e Caterina da Siena &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che Ti presentiamo le nostre suppliche &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e Ti ringraziamo per ogni dono. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Amen. &lt;/i&gt;  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-1696049579265783219?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/1696049579265783219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/oggi-ricorre-la-festa-nazionale-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1696049579265783219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/1696049579265783219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/oggi-ricorre-la-festa-nazionale-per.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-6663209568633626184</id><published>2011-03-14T08:27:00.000+01:00</published><updated>2011-03-14T08:27:50.628+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Mi si dirà&lt;/b&gt; che quel che conta è l’amore, l’amore verso il prossimo. Magari solo il prossimo disgraziato. Il prossimo che sta bene, il prossimo in abito talare (o clergyman), tantomeno se con qualche accenno di rosso, assolutamente no. Per questa categoria l’amore non è concesso. Mi si dirà che sono un fariseo, che guardo alla legge, piuttosto che all’amore. Come se essere cristiani significasse appartenere ad un’associazione filantropica. Essere iscritti al WWF o aver ricevuto il Battesimo pare essere la stessa cosa. Ma siccome son convinto che l’amore verso il prossimo può fondarsi solo sulla verità e questa è oltreché necessaria per salvarsi (Compendio n.28), anche ciò in cui crediamo attraverso la fede (Catechismo San Pio X, 232), proprio della fede cristiana vorrei parlare. E di come essa è messa a serio rischio. Non tanto dagli attacchi esterni. Quanto piuttosto, dai tradimenti di coloro che sono chiamati a tutelarla e professarla. E allora mi domando come possano vescovi “concelebrare” con i protestanti o con gli anglicani (uomini e donne); come sia possibile dare la Santa Eucaristia ai protestanti; come sia possibile che ci siano cardinali che nelle preghiere invocano Allah e che nelle chiese cattoliche si lasciano esporre stendardi verdi con il nome di Allah; come sia possibile che ci siano sacerdoti che celebrano Messa circondati da chierichetti (e anche chierichetti femmine) mascherati per la festa di carnevale (se non mascherati anche loro); sacerdoti che celebrano Messa utilizzando, invece che le suppellettili e i vasi sacri, piatti e bicchieri di plastica per contenere il corpo e il sangue di Cristo; arcivescovi che benedicono insieme ai pastori (donne) protestanti; come sia possibile che ci siano sacerdoti che al momento della Comunione, lasciano patena e calice sull’altare e i fedeli si comunichino da soli (probabilmente fastfood docet) Potrei continuare all’infinito con gli scempi liturgici, pastorali e dottrinali. Qui si tratta di eresie. Niente di più niente di meno. E quando c’è l’eresia, chi la segue, apostata la fede cattolica e crea uno scisma. E siccome qui l’eresia è molto diffusa, nemmeno troppo velatamente, e si lascia passare come normale, e non pericolosa, qualcosa che non va c’è. Come mai chi di dovere non è intervenuto, né interviene? &lt;i&gt;“Si teme uno scisma? Ma non si rendono conto che lo scisma c’è già e nemmeno strisciante? Che quei pastori eretici non riconoscono più l’autorità del Successore di Pietro e del suo Magistero?”&lt;/i&gt; Infatti i Papi si sono sempre espressi (non potrebbe essere altrimenti) a favore dell’ortodossia, ma tutti i richiami e i documenti sono rimasti, spesso, lettera morta. E allora prosegue don Guglielmo Fichera (che cura il sito FedeeCultura.it da cui ho tratto le informazioni e il virgolettato) &lt;i&gt;“non sarebbe forse meglio accettare uno scisma salvando l’integrità della fede cattolica che assistere ad una deflagrazione in mille pezzi alla protestante?”&lt;/i&gt; Domande scioccanti. Che fanno rabbrividire, è vero. Ma che, credo, dovremmo porci e dalle quali, altrettanto credo, non possiamo esimerci dal rispondere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7989511197253394694-6663209568633626184?l=infinito-quotidiano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/feeds/6663209568633626184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/mi-si-dira-che-quel-che-conta-e-lamore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6663209568633626184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7989511197253394694/posts/default/6663209568633626184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://infinito-quotidiano.blogspot.com/2011/03/mi-si-dira-che-quel-che-conta-e-lamore.html' title=''/><author><name>infinitoquotidiano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10401532167963877280</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_HxrTaweLvPc/TJJnodnbJxI/AAAAAAAAACo/vsXsbfxVV1k/S220/Senza+titolo-1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7989511197253394694.post-8470031408488481493</id><published>2011-03-04T15:08:00.002+01:00</published><updated>2011-03-04T15:08:20.676+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:TrackMoves/&gt;   &lt;w:TrackFormatting/&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:PunctuationKerning/&gt;   &lt;w:ValidateAgainstSchemas/&gt;   &lt;w:SaveIfXMLInvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:IgnoreMixedContent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:DoNotPromoteQF/&gt;   &lt;w:LidThemeOther&gt;IT&lt;/w:LidThemeOther&gt;   &lt;w:LidThemeAsian&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeAsian&gt;   &lt;w:LidThemeComplexScript&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeComplexScript&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;    &lt;w:DontGrowAutofit/&gt;    &lt;w:SplitPgBreakAndParaMark/&gt;    &lt;w:DontVertAlignCellWithSp/&gt;    &lt;w:DontBreakConstrainedForcedTables/&gt;    &lt;w:DontVertAlignInTxbx/&gt;    &lt;w:Word11KerningPairs/&gt;    &lt;w:CachedColBalance/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;m:mathPr&gt;    &lt;m:mathFont m:val="
